
Non è solo una questione di prezzi, ma di sopravvivenza industriale. Claudio Descalzi chiede ufficialmente all’Unione Europea di sospendere il bando sul gas russo previsto per il 2027.
Fresco di riconferma alla guida di ENI, l’amministratore delegato lancia l’allarme parlando alla Scuola di Formazione politica della Lega
. “Stiamo vivendo la crisi energetica più grave degli ultimi quarant’anni”, dice. Anche peggio dell’Ucraina. “Serve sospendere il bando sui 20 miliardi di metri cubi di GNL russo. Altrimenti chi li produce?”, si domanda Descalzi, chiedendo di rivedere anche il sistema ETS di scambio delle emissioni perché danneggerebbe le aziende.Il conflitto in Medio Oriente, il petrolio che vola oltre i 100 dollari, i rischi lungo lo Stretto di Hormuz. All’appello mancano già 6,5 miliardi di metri cubi di gas dal Qatar. L’azienda QatarEnergy ha sospeso i contratti, anche con l’Italia, per “forza maggiore” dopo gli attacchi a un impianto.
Le rotte alternative non bastano, avvisa Descalzi. L’ad di ENI dice che nell’ultimo fine settimana 600 distributori sono rimasti senza gasolio. Altri dati in evidenza: negli ultimi vent’anni l’Europa ha chiuso 36 raffinerie e oggi importa il 35% del carburante per aerei che consuma.
Lo stop alle forniture di gas russo è previsto per il 2027, con sanzioni economiche per chi non si adegua. Di fronte ai rischi energetici, però, i Paesi UE si stanno già muovendo. E lo fanno in direzione Mosca. Solo nel primo trimestre del 2026, gli acquisti di gas liquefatto russo (GNL) sono cresciuti del 17%. Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo continuano a rifornirsi via nave. Ungheria e Slovacchia lo fanno via gasdotto.
Oltre alla posizione di ENI, la francese TotalEnergies chiede chiarimenti in patria e anche all’Unione Europea. Nel governo italiano, invece, la Lega appoggia la linea di Descalzi, ma il ministro degli Esteri Tajani si dice contrario a rivedere le sanzioni alla Russia. L’ad di ENI la vede diversamente: “L’UE non ha un progetto di sicurezza energetica. Smettiamo di darci martellate in testa”, dice. Più chiaro di così…
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