mercoledì 22 aprile 2026

BYOBLU24 - Insulti a Georgia Meloni da "un giornalista russo Solovyov: " Quando la critica politica supera il limite della civiltà ......


meloni solovyov
PS: ...mi sia permesso copiare sul post dove ho letto e sto scrivendo: "Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato Qui invece sì"....quale sarebbe ?" ...Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato. Qui invece sì.?
U. M./Grazie -------
22 Aprile 2026 Virginia Camerrieri
Esiste un confine che separa la critica politica dall’insulto personale. Un confine che esiste nel giornalismo, nel dibattito pubblico e nel diritto di critica: si può contestare duramente un leader, demolirne le scelte, denunciarne gli errori, ma non si può scadere nella volgarità gratuita, nella denigrazione personale, nell’offesa triviale.

Per questo quanto accaduto durante il programma russo Polnyj Kontakt, condotto dal giornalista Vladimir Solovyov, merita una condanna. Gli insulti rivolti al presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, espressi con termini volgari e degradanti, non appartengono alla dialettica politica. Appartengono a chi sostituisce gli argomenti con il dileggio e la violenza verbale. E quando il confronto scende a questo livello, perdono tutti: chi parla, chi ascolta e il contesto democratico nel quale ci si dovrebbe muovere.

Si può essere in totale disaccordo con le posizioni di Giorgia Meloni, si può criticare la linea del governo italiano sulla guerra in Ucraina, sui rapporti con la Russia o su qualsiasi dossier internazionale (e noi non abbiamo mai risparmiato critiche in tal senso!). Questo rientra nella normale dinamica democratica. Ma quando si ricorre all’insulto sessista, alla caricatura personale, alla volgarità studiata per umiliare, si esce dalla critica e si entra nel fango.

Chi oggi pensa di poter minimizzare perché colpita è un’”avversaria politica” cade in errore. Sì, oggi il bersaglio è Giorgia Meloni ma domani potrebbe essere qualunque altro rappresentante delle istituzioni, o perché no qualsiasi cittadino italiano.

Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato. Qui invece sì.

non c’è alcun tifo da stadio in questa posizione. Meno di un anno fa, in un nostro programma avevamo ospitato proprio Vladimir Solovyov. A dimostrazione che non esiste alcun interesse a stare “da una parte” per partito preso. Proprio per questo oggi è necessario dire con chiarezza che in questo caso il confine è stato superato.

Quando una televisione sceglie il linguaggio dell’insulto invece dell’analisi, mostra debolezza, non forza. Chi ha argomenti li espone. Chi non li ha, urla. A questo punto la convocazione dell’ambasciatore russo da parte della Farnesina va letta non certo come gesto teatrale, ma come risposta istituzionale doverosa.

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