Continuano ad arrivare notizie negative per Stati Uniti e Israele sul fronte di guerra con l’Iran.
Abbattuti almeno due jet americani
L’ultima riguarda l’abbattimento di almeno due jet statunitensi che sorvolavano i cieli iraniani. Si tratta di due F-15, colpiti Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad. Le immagini sono state trasmesse dalla TV di Stato iraniana e hanno provocato festeggiamenti dalle parti di Teheran.
Secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, due piloti sono stati tratti in salvo dagli Stati Uniti, un terzo sarebbe riuscito a uscire dallo spazio aereo iraniano prima di catapultarsi, mentre nulla si sa del quarto pilota. L’Iran ha messo una taglia sopra di lui.
L’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim ha poi affermato che l’Iran potrebbe aver abbattuto anche un altro aereo da caccia statunitense o israeliano, forse un F-16. L’affermazione si basa su immagini di detriti, ma non è stata confermata ufficialmente.
USA derisi dal Parlamento iraniano
“Dopo aver sconfitto l’Iran 37 volte di fila, questa brillante guerra senza strategia che hanno iniziato è stata ora declassata da ‘cambio di regime’ a ‘Ehi! Qualcuno riesce a trovare i nostri piloti? Per favore?’ – ha scritto su X -. Wow. Che progressi incredibili. Dei veri geni”, questo il commento su X di Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento iraniano, che intende deridere la condotta di guerra di Stati Uniti e Israele.
L’Iran non si fida più
E anche dal punto di vista dei negoziati le cose non sembrano andare troppo bene per Washington. Donald Trump ha cercato di sminuire l’episodio dei jet abbattuti, sostenendo che questo non influenzerà i negoziati. Tuttavia risulta che l’attività diplomatica sia sostanzialmente ferma per una ragione precisa: gli iraniani fanno fatica a fidarsi di chi li ha aggrediti.
Da una parte sempre il Wall Street Journal ha rivelato che sarebbero a un punto morto gli sforzi di alcuni Paesi della regione guidati dal Pakistan per raggiungere un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dall’altra l’Iran ha ufficialmente rispedito al mittente la proposta di pace americana che prevedeva un cessate il fuoco di 48 ore.
Anche dalle parti di Hormuz le cose non vanno bene per l’occidente: la votazione che si sarebbe dovuta tenere al Consiglio di sicurezza ONU proprio per imporre l’apertura dello stretto è stata rimandata per decisione del Bahrain. E intanto il Pentagono inizia a fare il bilancio dopo un mese di guerra: sono oltre 300 i soldati americani feriti, questo senza nemmeno aver mai messo piede in territorio iraniano. Insomma l’operazione epic fury finora è stata un disastro.
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