
A pochi giorni dall’accusa lanciata dalla base Maga secondo cui l’attentato del luglio 2024 in Pennsylvania era tutta una montatura, il presidente degli Stati Uniti torna nel mirino di presunti attentatori.
Spari all’Hilton Hotel
La tragedia scampata si è consumata nel cuore della vita politica statunitense, Washington, all’Hotel Hilton dove si stava tenendo la cena di gala con i corrispondenti alla Casa Bianca. Tra gli ospiti in sala molti funzionari governativi, tra cui lo stesso Donald Trump, la First Lady Melania e il vice JD Vance, allontanati immediatamente e incolumi.
Secondo quanto riferito un uomo armato, poi identificato come Cole Thomas Allen, avrebbe sorpassato di corsa i metal detector dell’hotel e avrebbe sparato contro un agente del Secret Service, ferendolo. I colpi di arma da fuoco sono stati uditi anche nel salone, tanto che i presenti si sono accucciati sotto i tavoli. L’attentatore avrebbe ammesso di voler prendere di mira funzionari pubblici. La sua abitazione di Torrance, un sobborgo di Los Angeles, è stata perquisita.
Il commento di Trump
Trump ha pubblica su Truth la foto dell’attentatore ammanettato, che avrebbe agito da solo. Pochi minuti dopo, in un discorso alla Casa Bianca, il presidente ha commentato: “Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, democratici, gli indipendenti, i progressisti”.
Il riferimento è non solo all’attentato in Pennsylvania che abbiamo ricordato all’inizio, ma anche all’omicidio dell’attivista Charlie Kirk, freddato nel settembre dello scorso anno mentre teneva un comizio in una Università e su cui aleggia più di un dubbio mai chiarito.
Per i corrispondenti con una memoria storica più lunga, il tentativo di ieri ricorda anche l’attentato a Ronald Reagan del 1981 per mano di John Hinckley Jr. La scenografia era la stessa: l’Hotel Hilton di Washington.
Nessun commento:
Posta un commento