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Guerra contro l’Iran: – Cessate il fuoco in Libano, – Riapertura dello Stretto di Hormuz, – Proseguono i colloqui
L’8 aprile 2026 la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato un cessate il fuoco:
Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha mediato i negoziati, ha dichiarato mercoledì mattina che il cessate il fuoco è entrato in vigore immediatamente.
… Trump ha affermato di aver accettato di “sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo ...
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se Teheran acconsentirà alla riapertura dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima vitale per il petrolio e altre esportazioni dal Golfo.
… L’Iran ha accettato di consentire il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per due settimane, con il loro passaggio coordinato dalle forze armate iraniane.
Purtroppo, un problema ha impedito la piena attuazione del cessate il fuoco:
Secondo Sharif, il cessate il fuoco entrerà in vigore anche in Libano, dove Israele sta combattendo contro il gruppo armato Hezbollah, sostenuto dall’Iran.
Israele ha appoggiato l’accordo, ma ha affermato che “non include il Libano”, riprendendo mercoledì gli attacchi nelle aree di Tiro e Nabatieh, nel sud del Paese. Anche la portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha successivamente dichiarato che il Libano non era incluso nell’accordo.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha promesso una “risposta che susciterà pentimento” se gli attacchi contro il Libano dovessero continuare.
Poiché gli Stati Uniti non erano disposti a impegnarsi per l’inclusione del Libano nel cessate il fuoco, come negoziato, l’Iran ha mantenuto chiuso lo Stretto di Hormuz.
I crescenti danni economici causati dalla chiusura hanno esercitato pressioni sugli Stati Uniti affinché risolvessero il problema. Ieri, dopo le crescenti pressioni da parte di Washington, Israele ha finalmente accettato di cessare temporaneamente le ostilità in Libano:
I leader di Israele e del Libano hanno entrambi accolto con favore la tregua, con Netanyahu che l’ha definita “un’opportunità per raggiungere uno storico accordo di pace”.
Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato di sperare che l’accordo permetta agli sfollati del conflitto di tornare alle proprie case.
Anche Hezbollah ha manifestato la volontà di partecipare al cessate il fuoco, ma ha affermato che questo deve includere “una cessazione completa degli attacchi” in tutto il Libano e “nessuna libertà di movimento per le forze israeliane”.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha accolto con favore il cessate il fuoco, con il portavoce Esmail Baghaei che ha espresso la sua “solidarietà” al Libano. Teheran aveva insistito affinché il suo cessate il fuoco di due settimane con gli Stati Uniti includesse anche il Libano, mentre Stati Uniti e Israele avevano affermato il contrario.
A seguito del cessate il fuoco, il Ministro degli Esteri iraniano ha annunciato oggi la riapertura dello Stretto di Hormuz:
Seyed Abbas Araghchi @araghchi – 12:45 UTC · 17 aprile 2026
In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione Portuale e Marittima della Repubblica Islamica dell’Iran.
L’annuncio della riapertura infonde qualche speranza che si possa evitare un ulteriore conflitto. È un sollievo per i mercati delle materie prime.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato la riapertura di quello che ora chiama “lo Stretto dell’Iran”.
I colloqui tra Iran e Stati Uniti, mediati dal Pakistan, sono in corso.
Rimangono tuttavia diverse questioni aperte.
Il cessate il fuoco in Libano è fragile e improbabile che regga:
Anziché creare un meccanismo realistico di de-escalation, consolida un quadro di asimmetria che nessuna delle due parti può realmente sostenere. Non risolve nessuna delle controversie principali. Non crea equilibrio. Non obbliga Israele a porre fine alla distruzione del Libano meridionale. Non elimina il fattore scatenante che potrebbe far riaccendere la guerra nel giro di poche ore. Si limita a rimandare il prossimo scontro.
Il cessate il fuoco originario dell’8 aprile, concordato da Teheran, era legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, avvenuta in seguito all’attacco non provocato degli Stati Uniti contro l’Iran. La riapertura dello Stretto non significa che l’Iran si asterrà dal chiedere un risarcimento, o “pedaggio”, a tutte le navi che percorrono la “rotta coordinata” vicino all’isola iraniana di Ladak.
Dopo l’annuncio del cessate il fuoco originario, gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutte le navi dirette in Iran, provenienti dall’Iran e ad esso collegate. Oggi l’Iran aveva lasciato intendere che avrebbe chiuso lo stretto di Bab al-Mandeb, accesso al Mar Rosso, qualora il blocco statunitense fosse persistito.
Non è ancora chiaro se, come e quando la questione del blocco verrà risolta. Se gli Stati Uniti non dovessero revocarlo, il conflitto si intensificherà sicuramente.
Finora l’Iran ha vinto la guerra che Trump gli ha lanciato contro.
Nessuno dei quattro obiettivi di guerra originari di Trump è stato raggiunto. L’Iran continua ad avere uranio arricchito e un programma nucleare civile. Continua a sostenere i suoi alleati in Yemen, Iraq e Libano. Possiede ancora missili balistici e la sua Marina delle Guardie Rivoluzionarie è ancora in buone condizioni.
Allo stesso tempo, l’Iran ha acquisito ulteriore influenza, ora riconosciuta da Trump, controllando lo Stretto di Hormuz.
Ciò che non ha ancora ottenuto è la revoca delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e da altri Paesi.
Potrebbe essere necessario, a un certo punto, aumentare nuovamente la pressione sugli Stati Uniti.
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Ansa
Qualche piccola violazione, ma regge la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano scattata alle 23 ora italiana. Annunciata da Donald Trump
Teheran: “Dopo il cessate il fuoco in Libano
Hormuz
è completamente aperto”.

Ansa
Qualche piccola violazione, ma regge la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano scattata alle 23 ora italiana. Annunciata da Donald Trump su Truth dopo la mediazione del Segretario di Stato Marco Rubio. “I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni, a Washington, con il grande segretario di Stato Marco Rubio”, ha scritto il tycoon.
A confermarla Hezbollah con due comunicati: “Abbiamo preso atto” del cessate il fuoco, ma “teniamo il dito sul grilletto” se Israele violerà la tregua. Secondo il Dipartimento di Stato Usa, Israele non condurrà “operazioni offensive” contro obiettivi libanesi via terra, aria o mare. A Beirut festa per le strade. L’esercito libanese ha comunque denunciato nella notte alcuni attacchi israeliani, nonostante la tregua.
Teheran nel pomeriggio annuncia: “Dopo il cessate il fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto”. Unione Europea: “Sua chiusura era inaccettabile”. Trump ringrazia.
Il petrolio accentua le perdite con la riapertura: il greggio Wti perde il 10%.
Per quanto riguarda il fronte iraniano, in salita il 2° round dei negoziati a Islmabad. “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per lei”: ha dichiarato Trump sul social Truth, allegando al messaggio un articolo del Guardian del 31 marzo su Roma che “nega l’uso della base in Sicilia (Sigonella ndr) agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran”.
La notizia della riapertura di Hormuz arriva mentre a Parigi è in corso il vertice della coalizione dei volenterosi su Hormuz, a cui è presente anche la premier Meloni che ieri ha ricevuto a Palazzo Chigi la leader d’opposizione venezuelana e Nobel per la pace Machado.
Meloni: riunione di oggi mostra che Ue è pronta a fare la sua parte
“Riaprire Hormuz significa far fronte alle criticità e costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, all’Eliseo. “Questo vertice mostra che l’Ue può fare la sua parte”, ha detto la premier italiana.
“L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta”.
E ha aggiunto: “La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, un principio che vale per Hormuz e chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale. Ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica”. “Dallo Stretto di Hormuz, come si sa, transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido, ma non solo. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili”.
Onu: a Gaza morte oltre 38.000 donne e ragazze
Oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise nella guerra di Gaza entro la fine del 2025, secondo le stime delle Nazioni Unite, pari a oltre la meta’ dei 71.000 decessi registrati dal Ministero della Salute del territorio. “Tra ottobre 2023 e dicembre 2025, oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise a Gaza, a causa dei bombardamenti aerei e delle operazioni militari terrestri israeliane”, ha dichiarato Sofia Calltorp, portavoce di UN Women, durante una conferenza stampa a Ginevra.
“Tra queste, oltre 22.000 donne e 16.000 ragazze, per una media di almeno 47 donne e ragazze uccise ogni giorno”. “Oltre a un numero impressionante di vittime, quasi 11.000 donne e ragazze a Gaza hanno riportato ferite cosi’ gravi da sopravvivere solo con disabilita’ permanenti”, ha affermato Calltorp.
Ha aggiunto che la guerra ha stravolto le famiglie palestinesi, con decine di migliaia di nuclei familiari a Gaza ora guidati da donne che, avendo perso i mariti, si trovano a dover provvedere al sostentamento delle proprie famiglie “senza reddito, senza sostegno e senza accesso ai servizi essenziali”. Quasi un milione di donne e ragazze sono state sfollate ripetutamente durante il conflitto, mentre quasi 790.000 donne e ragazze hanno vissuto situazioni di insicurezza alimentare di livello critico o catastrofico. Ha affermato che la guerra in Medio Oriente, scoppiata con l’attacco israelo-americano all’Iran il 28 febbraio, ha aggravato le difficolta’ a Gaza, “poiche’ la chiusura dei valichi di frontiera e le restrizioni all’accesso umanitario riducono ulteriormente l’accesso agli aiuti salvavita”.
Lo sminamento di Hormuz al centro del vertice di Parigi
Creare una forza multinazionale per garantire ai mercantili la “piena fiducia” di cui necessitano per operare nello Stretto, al centro del vertice dei volenterosi a Parigi.
Secondo fonti dell’Eliseo prevista anche la protezione da attacchi aerei e mine subacquee. La soluzione che proporranno i leader si baserà su due pilastri fondamentali: lo sminamento di Hormuz, da garantire con l’eventuale invio di dragamine, e rifiuto del pedaggio imposto dall’Iran alla navigazione, al fine di ricostituire lo status quo in vigore prima dello scoppio della guerra.
La missione, che opererà in funzione “strettamente difensiva”, come ribadiscono dall’Eliseo, lavorerà dunque sulla falsariga della missione Ue Aspides attiva nel Mar Rosso, facendo “il miglior uso possibile dei mezzi” che verranno impiegati “nel momento in cui avremo chiarezza sul ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz”.
Come spiegato da Parigi, l’obiettivo dei lavori è quello di delineare una “terza via” tra la ripresa della guerra e la politica di “massima pressione” adottata da Donald Trump nei confronti dell’Iran prima dello scoppio del conflitto. Tutto questo in concerto con una “massa critica” di Paesi asiatici, mediorientali e persino latinoamericani impegnati nel mantenimento del diritto internazionale. Per via della loro posizione geografica, i Paesi del Golfo avranno un ruolo “eminente”. Non è chiaro se parteciperà la Cina, che ha stretti rapporti con Teheran, ma Pechino sarebbe “molto benvenuta”, come qualsiasi altro Paese che volesse partecipare.
Trump: Hormuz aperto ma il nostro blocco resta in vigore
“Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Araghchi: “Hormuz è aperto per il restante periodo di cessate il fuoco”
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto al transito. Grazie”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato su X che lo Stretto di Hormuz è aperto al transito delle navi commerciali per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano, iniziato ieri sera per dieci 10 giorni. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto Araghchi.
Borsa, l’Europa su di giri con stretta Usa-Iran, Milano +1,9%
Le Borse europee sono in allungo con la stretta tra Usa e Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Milano sale dell’1,9% con il Ftse Mib vicino ai 49mila punti, ai massimi dal top del 2000. Francoforte strappa a +2%, Parigi sale dell’1,7%.
L’indice d’area del Vecchio Continente, lo stoxx 600 guadagna l’1,2% con gli acquisti su tecnologici, industriali e i titoli legati ai beni di consumo.
Trump ringrazia per la riapertura di Hormuz
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto d’Iran è completamente aperto e pronto per il transito. Grazie!”, scrive Donald Trump su Truth commentando la decisione di Teheran di dare il via libera per tutta la durata del cessate il fuoco.
Unione Europea: “Sosteniamo libertà navigazione, chiusura Hormuz era inaccettabile’
“La libertà della navigazione è qualcosa che noi abbiamo sempre supportato. Quanto è accaduto nello Stretto di Hormuz finora è stato inaccettabile”. Lo ha detto la commissaria Ue al Mediterraneo Dubravka Suica, rispondendo nel corso di una conferenza stampa, ad una domanda sulla riapertura di Hormuz annunciata da Teheran. “Le vie di acqua sono da considerare dei beni pubblici, di tutto, e non ci possono essere pedaggi o restrizioni”, ha aggiunto.
Pezeshkian: Israele “costretto a dichiarare cessate il fuoco in Libano”
Israele “è stato costretto a dichiarare un cessate il fuoco e non può attaccare il Libano”. Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un discorso alla tv di stato nel corso del quale ha ringraziato il Pakistan per i suoi sforzi per favorire un accordo con gli Stati Uniti.
Pezeshkian ha ribadito che Teheran “non ha mai cercato di acquisire armi nucleari né di creare problemi nella regione”, sottolineando che “rimarrà ferma sui suoi principi e sulle sue posizioni, e questo deve essere compreso dall’altra parte”.
Petrolio, prezzo in picchiata dopo riapertura di Hormuz: -10%
Il petrolio accentua le perdite con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il greggio Wti perde il 10%. Prezzo del petrolio in picchiata dopo che l’Iran ha riaperto lo stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, fino alla scadenza del cessate il fuoco in Libano la prossima settimana. Le quotazioni del Wti arretrano dell’11,68% a quota 83,80 dollari al barile, quelle del Brent perdono il 10,65% a 88,95 dollari.
Scivola il petrolio dopo che Axios ha riportato che, nell’ambito di un accordo tra Stati Uniti e l’Iran, Washington potrebbe sbloccare 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Il wti cede oltre il 5% a 89,8 dollari mentre il brent perde il 4,3% a 95 dollari al barile.
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