La presidente Rodriguez ha ordinato all'esercito di occupare le strutture petrolifere ed energetiche del Paese. La Cina avverte Trump: "Rispetti la sovranità".
07 Gen 2026 - 10:33
A quattro giorni dalla cattura di Nicolas Maduro, l'operazione
militare americana è ancora bersaglio di aspre critiche. La Cina,
acquirente della quasi totalità del greggio venezuelano, ha invitato
gli Usa a rispettare l'indipendenza del Paese e la sua "sovranità
permanente sulle sue risorse naturali e sulle sue attività
economiche". Intanto Caracas ha ordinato l'arresto di chiunque
sostenga il blitz statunitense.
Caracas: "Arresto immediato per chi
Le autorità venezuelane hanno ordinato alla polizia di "cercare e
catturare immediatamente" chiunque sostenga "l'attacco
armato
degli Stati Uniti" di sabato 3 gennaio. Lo scrive il New York Times...
...citando un'ordinanza di emergenza di 90 giorni già annunciato
dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, ex braccio destro del
presidente deposto Nicolas Maduro. Non è chiaro se il documento
sia stato già convertito in legge, perché ancora non compare sul
sito della Gazzetta Ufficiale, ma ha già iniziato a circolare tra i
media locali. Il documento, tra l'altro, porterebbe la firma di
Maduro, pur citando la sua cattura da parte delle forze americane.
Il provvedimento impone il dispiegamento delle forze armate in
tutto il Paese e lungo i confini, ordinando ai militari di assumere
temporaneamente il controllo dell'industria petrolifera e di
altri servizi pubblici, comprese le infrastrutture strategiche.
Niente di nuovo, secondo un esperto venezuelano che ha parlato
con il giornale americano. Di grande interesse, invece, sarebbe il
quinto articolo: quello che consente alle forze di polizia nazionali,
statali e municipali di arrestare chiunque sia sospettato di aver
promosso o di aver partecipato all'attacco americano. Il documento
riconosce a Rodriguez anche il potere di limitare l'ingresso in
Venezuela, chiudere le frontiere e sospendere il diritto dei cittadini
di riunirsi, protestare e muoversi liberamente. Secondo il
Washington Post, nella giornata di lunedì sono stati arrestati 14
giornalisti di diverse testate. Sono stati poi rilasciati qualche ora
dopo, non prima di un'ispezione approfondita dei loro device
Pechino: "Venezuela ha sovranità sul
suo petrolio"
Il Venezuela è "uno Stato sovrano con piena
e permanente sovranità sulle sue risorse naturali e sulle sue
attività economiche". E la crescente pressione americana sul
fermi che la Cina, come nei giorni passati ha fatto la Russia, ha
voluto ribadire per mettere in guardia gli Stati Uniti. Nelle scorse
ore, infatti, Donald Trump ha annunciato che gli Usa prevedono
di ottenere circa 50 milioni di barili di petrolio da Caracas, che
per anni aveva negato a Washington il suo greggio. L'oro nero
potrebbe dunque essere diviso tra Stati Uniti e Cina, che
evidentemente mal digerisce il ritorno del diretto rivale nel
mercato venezuelano: "Le richieste americane violano il diritto
internazionale, ledono la sovranità e minacciano i diritti del
popolo venezuelano", ha detto il portavoce del ministero degli
La preoccupazione della Cina: "Mani
USAsul petrolio sono atto di prepotenza"
La possibile riapertura del mercato venezuelano agli Stati Uniti
sarebbe un brutto colpo per Pechino, che fino a tre giorni fa era
destinatario del 90% del greggio prodotto nel Paese
. Per questo, il ministero degli Esteri ha voluto rimarcare la
differenza tra la sua partnership con Caracas e quella che si
verrebbe a creare con Washington: "La cooperazione tra Cina e
Venezuela è condotta tra due Stati sovrani ed è protetta dal diritto
internazionale e dalle leggi pertinenti. Per questo, i diritti e gli
interessi legittimi della Cina in Venezuela devono essere
salvaguardati. L'uso sfacciato della forza da parte degli Stati Uniti
contro il Venezuela e la richiesta al Paese di disporre delle sue
risorse petrolifere in base al principio "America First"
costituiscono un tipico atto di prepotenza, violano gravemente il
diritto internazionale, ledono seriamente la sovranità del
Venezuela e del suo popolo", ha poi aggiunto in merito alle voci
secondo cui Trump avrebbe intimato alla nuova presidente Delcy
Rodriguez di tagliare tutti i fili con Cina, Russia, Iran e Cuba.
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