di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
Sfogliando per “dovere di servizio” le pagine di quel fogliaccio bellicista che
è il Corriere della Sera, si deve dare atto, a uno dei suoi principali
editorialisti, il signor Goffredo Buccini, di una discreta costanza che, se da
un lato pare insita nell'indole personale dello stesso, dall'altro è naturale
attributo trivial-razzista del giornale di via Solferino. Dunque, il 30 gennaio
, il signor Buccini offre ai lettori un editoriale in cui, a proposito delle
trattative russo-americano-ucraine a Abu Dhabi, assicura che sia senz'altro
«difficile fidarsi». Fidarsi di cosa? Di chi?
Domanda che alla redazionemilanese appare retorica, nel momento stesso in cui si scrive che al
trilaterale negli Emirati arabi partecipano anche rappresentanti russi:
dunque, per ciò stesso: «difficile fidarsi». E ohibò, agli angelici nazigolpisti
ucraini – quelli che nel primo giorno dei colloqui della scorsa settimana, il
23 gennaio, avevano bombardato un'autoambulanza russa uccidendo
l'intera equipe sanitaria a bordo: cinque persone – a Abu Dhabi viene
chiesto «un atto di fede straordinario», scrive il signor Buccini. Come mai?
Ma è evidente: in parallelo ai colloqui sarebbe in corso «una contestuale
strategia terrorista russa». E per la miseria: attaccare infrastrutture è
senz'altro “terrorismo”; mica come affidare alle generose mani di dio cinque medici e infermieri che se ne vanno in giro, pensate un po', su un
veicolo coi contrassegni della Croce rossa. Non c'è davvero da fidarsi!
Dunque, si diceva di una certa costanza nelle vedute del signor Buccini:
ancora lui, qualche mese fa, assicurava che la pace in Ucraina non è che
un'illusione, per la semplice ragione che il «leader russo non ha mai
pensato di mettere fine al conflitto» e che quanto visto lo scorso 16 maggio
a Istanbul, con le delegazioni russa e ucraina sedute allo stesso tavolo di
trattative, non erano in realtà che «inutili negoziati», che mostravano
«l’autentico spirito della delegazione russa». Cosa volete, i russi sono fatti
così; è un assioma delle più accreditate teorie socio-antropomorfe dei
media di regime, quello secondo cui là, oltre il corso della Berezinà, gli
esseri si distinguano per un funesto cinismo asiatico, fatto di sotterfugi,
inganni e pericolosa dissimulazione.
Al contrario, vedete, gli innocenti e angelici nazigolpisti devono sottostare a
«condizioni capestro» insite nello «scambio, che sarebbe imposto dagli
americani a Zelensky tra cessione di territori e garanzie di sicurezza». Un
cappio stretto al collo dei virtuosi nazi-affaristi di Kiev, da una presunta
collusione tra la controparte russa e quella che dovrebbe fungere da
arbitro nella contesa, la delegazione USA, che invece il signor Buccini,
nell'acutezza dell'analisi, assicura essere «mediatori» solo di nome,
avendo essi le mani in pasta con quello che viene definito «il
plenipotenziario d’affari russo Kirill Dmitriev». Qui, di sfuggita, ricordiamo
solo che nell'attuale fase delle trattative, la delegazione russa è guidata
dall'ammiraglio Igor Kostjukov, dato che sul terreno ci sono, principalmente
e concretamente, proprio le questioni della guerra e della pace, prima
ancora di quelle dei futuri rapporti, anche d'affari, russo-americani e della
destinazione della ventilata Zona franca in Donbass.
Cos'altro attendersi, d'altra parte, da un bellimbusto che, evidentemente in
deficienza di nozioni storico-politiche, ripropone la trita romanza di un
originario piano USA in 28 punti che «pareva scritto direttamente dal
tiranno di Mosca e mal tradotto in inglese » e per questo «poi in parte
abortito». Il signor Buccini dovrebbe forse attenersi un po' di più a una
qualunque enciclopedia storica, prima di attribuire a casaccio titoli di
carattere storico-politico che, mentre maltrattano la più elementare analisi
di classe sull'esercizio del potere, manifestano solo l'arrogante
superficialità di chi vi ricorre.
Ma, cosa volete, si sta parlando della peggior feccia bellicista e razzista
della stampa italica e di un suo editorialista!
E comunque, parlando ancora delle costanti giornalistiche del signor
Buccini, ancora una volta egli si sente in dovere di ricorrere alla “storica”
americano-polacca Anne Applebaum (i lettori si ricordano senz'altro di lei e
delle sue perle “storiche” sul “Golodomor” ucraino, per cui è stata
ricompensata dai nazigolpisti di Kiev): tanto per intendersi: quella che
nell'estate scorsa, su La Stampa, parlava di una «una rete
transnazionale», una cordata guidata da «Russia, Cina, Iran, Venezuela,
Corea del Nord, Bielorussia e altri», che «rifiutano la democrazia» e che
ora, a proposito delle delegazioni impegnate a Abu Dhabi, parla di «un
conflitto d’interessi su larga scala senza precedenti nella politica estera
americana». Ecco. Non c'è da fidarsi. E neanche «la storia induce a
fidarsi», assicura il signor Buccini: «l’origine dei guai ucraini è l’accordo di
Budapest del 1994 nel quale Kiev rinunciava all’arsenale nucleare
ereditato dall’URSS, conferendolo a Mosca in cambio di garanzie sulla
propria sovranità e integrità territoriale firmate da Stati Uniti, Regno Unito e
Federazione Russa. Vent’anni dopo, Putin ha fatto strame di quell’intesa,
impadronendosi della Crimea senza che nessuno in Occidente si
interponesse seriamente». Il memorandum di Budapest, citato a destra e a
manca dai nazisti di Kiev e dai loro estimatori della carta stampata, ha
perso ogni concreto valore nel momento in cui, sotto la spinta e in base ai
piani occidentali, in Ucraina si è proceduto al colpo di stato tfascista del
febbraio 2014, che ha determinato un cambio di regime e un attacco
terroristico al Donbass ribellatosi al golpe. Questo, tanto per elementare
conoscenza, anche del signor Buccini, il quale, ancora una volta in barba a
ogni seria analisi storica e di classe, distribuisce titoli di «dittatore» ai
barbari venuti dall'oriente: in ogni caso, fa molto “trend” tra la melma
maleodorante delle redazioni italiche. Luoghi in cui si dà sempre per certo
che, se le dichiarazioni sono di una parte, vanno senz'altro smentite,
mentre se a giurare sulla bibbia sono i sacrosanti chierichetti della junta di
Kiev, le asserzioni vanno in ogni caso assunte come vangelo.
Questo, tanto più che le richieste ucraine sulle garanzie di sicurezza non
sono altro che una vecchia canzone di Kiev, dice Evghenij Umerenkov su
Komsomol'skaja Pravda. La posizione di Kiev rimane immutata: nemmeno
un centimetro di territorio verrà ceduto ai russi! Anche se gli americani
stanno insinuando qualcosa del tipo: prima cedere territorio, poi garanzie
di sicurezza, il nazigolpista-capo Zelenskij esige garanzie ora e
immediatamente. Così, quella delle garanzie rappresenta un'altra nota
tattica ucraina con Zelenskij che continua a ripetere che la questione è
stata risolta nello spirito dell'articolo 5 della NATO, con gli europei che
schiereranno il loro contingente in Ucraina e gli americani forniranno loro il
supporto necessario.
Tutto questo parlare di un contingente europeo da schierare in Ucraina
, ironizza Umerenkov, ricorda i fumatori sotto un cartello "Vietato fumare!":
Washington e l'Europa sanno bene che questo è del tutto inaccettabile per
Mosca. Sia Vladimir Putin che Serghej Lavrov hanno ripetutamente
dichiarato che qualsiasi contingente di paesi NATO diventerà un obiettivo
legittimo per le forze russe. In generale, secondo il Wall Street Journal
, sono sul campo tre ipotetici scenari su come potrebbero svilupparsi
quest'anno gli eventi in Ucraina: il più probabile è il proseguimento delle
ostilità nel contesto dei negoziati in corso; il secondo è che le forze ucraine
si esauriranno e Kiev sarà costretta a fare concessioni. Sono due scenari
cui, di fatto, si sta già ora assistendo.
Il terzo scenario, il più allettante per Kiev e l'Europa, è che la Russia si
"stanchi" e l'Occidente la esaurisca con ulteriori sanzioni. Ma per
Zelenskij, scrive Komsomol'skaja Pravda, questa fantasia è chiaramente
intesa a enfatizzare il realismo delle prime due opzioni. Uno Zelenskij che,
ha detto Sergej Lavrov, con le sue stesse dichiarazioni sta completamente
screditando la posizione negoziale dell'Ucraina: la questione della
sicurezza tocca direttamente «l'essenza stessa del regime; tocca
direttamente le dichiarazioni assolutamente inaccettabili e disgustose di
Zelenskij, che esorta a uccidere 50.000 russi».
Intervistato da media turchi, Lavrov ha ricordato che le due majdan (2005
e 2014) testimoniano di come l'Ucraina sia stata usata dall'Occidente come mezzo per destabilizzare la Russia. L'Ucraina è una pedina, uno strumento usato dall'Occidente per radicarsi ai confini della Russia, creando «minacce dirette alla nostra sicurezza. Sappiamo che questo lavoro è stato svolto subito dopo l'indipendenza dell'Ucraina. La stavano preparando per l'adesione alla NATO, sebbene tutti sappiano che l'indipendenza dell'Ucraina è stata riconosciuta principalmente sulla base di una politica di non allineamento con i blocchi militari e di neutralità». Inteso, signor Buccini? Siamo di fronte, ha detto ancora Lavrov, a «una battaglia pianificata in anticipo, finanziata anche dagli americani. Non si tratta di incidenti o conflitti tra due paesi vicini: è un progetto geopolitico».
Per di più, l'andamento del conflitto ucraino dimostra che l'Occidente si è,
di fatto, nuovamente unito sotto la bandiera nazista contro la Russia. E il
regime di Zelenskij è, «per molti versi, una ripetizione della storia. Ma non
come una farsa! Sono morte troppe persone perché possa essere una
farsa, sacrificate da Zelenskij e dai suoi protettori occidentali». Quello di
Kiev è un regime che ha adottato leggi naziste, glorificando Bandera,
Šukhevic e altri collaborazionisti; quel regime riflette, ha detto Lavrov, le
vere «intenzioni dell'Occidente, che significano una cosa sola: che
l'Occidente è pronto a ricorrere di nuovo a quei metodi nazisti e
misantropici. Seminando odio contro tutto ciò che è russo. Pertanto, la
risposta, ovviamente, è globale».
E dunque, sì, come scrive il signor Buccini, «difficile fidarsi»: la questione è
stabilire di chi davvero sia «difficile fidarsi».
FONTI:
https://www.kp.ru/daily/27755/5203047/?
utm_source=Sendsay&utm_medium=email&utm_campaign=suhov_29.01.
https://politnavigator.news/lavrov-o-zelenskom-neadekvatnyjj-chelovek-
https://politnavigator.news/lavrov-konflikt-ne-s-ukrainojj-ehta-bitva-s-
amerikancami-gotovilas-zaranee.html
https://politnavigator.news/marionetochnaya-ukraina-ehto-ne-fars-slishkom-
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