PS: Mi permetto di invitarvi"fortemente" nel leggere questo post, portatore di tutti i fatti "cancellati" dal momento del "rubare" con morti nella sua vicinanza a diffesa della vita...
AMERICA LATINA 06 Gennaio 2026 21:19
VI PUBBLICHIAMO LA TRADUZIONE INTEGRALE DELL'INTERVENTO DEL PROF. JEFFREY SACHS AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE CONVOCATO SUBITO DOPO LA VILE AGGRESSIONE DEGLI USA AL VENEZUELA E IL RAPIMENTO DEL PRESIDENTE COSTITUZIONALE NICOLAS MADURO MOROS.
di Jeffrey Sachs
Signor Presidente,
Illustri Membri del Consiglio di Sicurezza,
La questione dinanzi al Consiglio oggi non è il carattere del governo del Venezuela.
La questione è se un qualsiasi Stato membro - mediante la forza, la coercizione o lo strangolamento economico - abbia il diritto di determinare il futuro politico del Venezuela o di esercitare un controllo sui suoi affari.
Questa domanda si collega direttamente all’Articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato.
Il Consiglio deve decidere se tale divieto debba essere mantenuto o abbandonato.
Abbandonarlo comporterebbe conseguenze gravissime.
Contesto e premesse
Dal 1947, la politica estera degli Stati Uniti ha ripetutamente impiegato la forza, azioni coperte e manipolazioni politiche per provocare cambi di regime in altri Paesi. Si tratta di un fatto storico attentamente documentato. Nel suo libro Covert Regime Change (2018), la politologa Lindsey O’Rourke documenta 70 tentativi di operazioni statunitensi di cambio di regime soltanto tra il 1947 e il 1989.
Queste pratiche non sono terminate con la Guerra Fredda. Dal 1989, le principali operazioni di cambio di regime intraprese dagli Stati Uniti senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza includono, tra le più rilevanti: Iraq (2003), Libia (2011), Siria (dal 2011), Honduras (2009), Ucraina (2014) e Venezuela (dal 2002 in poi).
I metodi impiegati sono ben consolidati e ampiamente documentati. Comprendono: guerre aperte; operazioni segrete di intelligence; istigazione di disordini; sostegno a gruppi armati; manipolazione dei media tradizionali e dei social media; corruzione di funzionari militari e civili; assassinii mirati; operazioni false flag; e guerra economica finalizzata a far collassare la vita civile.
Tali misure sono illegali secondo la Carta delle Nazioni Unite e di solito si traducono in violenza persistente, conflitti letali, instabilità politica e profonda sofferenza della popolazione civile.
Il caso del Venezuela
La recente condotta degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela è chiara.
Nell’aprile 2002, gli Stati Uniti erano a conoscenza e approvarono un tentativo di colpo di Stato contro il governo venezuelano.
Nel corso degli anni 2010, gli Stati Uniti hanno finanziato gruppi della società civile attivamente coinvolti in proteste anti-governative, in particolare nel 2014. Quando il governo ha represso le proteste, gli Stati Uniti hanno risposto con una serie di sanzioni. Nel 2015, il presidente Barack Obama ha dichiarato il Venezuela "una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti".
Nel 2017, durante una cena con leader latinoamericani ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Trump ha discusso apertamente dell’opzione di un’invasione statunitense del Venezuela per rovesciarne il governo.
Tra il 2017 e il 2020, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni estensive alla compagnia petrolifera di Stato. La produzione di petrolio è diminuita del 75% tra il 2016 e il 2020, e il PIL reale pro capite (PPA) è calato del 62%.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ripetutamente votato con una larga maggioranza contro tali misure coercitive unilaterali. Secondo il diritto internazionale, solo il Consiglio di Sicurezza ha l’autorità di imporre tali sanzioni.
Il 23 gennaio 2019, gli Stati Uniti hanno unilateralmente riconosciuto Juan Guaidó come "presidente ad interim" del Venezuela e il 28 gennaio 2019 hanno congelato circa 7 miliardi di dollari di asset sovrani venezuelani detenuti all’estero, concedendo a Guaidó l’autorità su determinati beni.
Queste azioni fanno parte di un continuo tentativo statunitense di regime change, che si protrae da oltre due decenni.
Recente escalation globale degli Stati Uniti
Nell’ultimo anno, gli Stati Uniti hanno condotto operazioni di bombardamento in sette paesi, nessuna delle quali autorizzata dal Consiglio di Sicurezza e nessuna intrapresa in legittima difesa ai sensi della Carta. I paesi colpiti includono Iran, Iraq, Nigeria, Somalia, Siria, Yemen e ora Venezuela.
Nell’ultimo mese, il Presidente Trump ha avanzato minacce dirette contro almeno sei Stati membri delle Nazioni Unite, tra cui Colombia, Danimarca, Iran, Messico, Nigeria e, naturalmente, Venezuela. Queste minacce sono riassunte nell’Allegato I della presente dichiarazione.
Cosa è in gioco oggi
Ai Membri del Consiglio non viene chiesto di giudicare Nicolás Maduro.
Non viene loro chiesto di valutare se il recente attacco statunitense e l’attuale blocco navale del Venezuela porteranno a libertà o sottomissione.
Ai Membri del Consiglio viene chiesto di difendere il diritto internazionale, e in particolare la Carta delle Nazioni Unite.
La scuola realista delle relazioni internazionali, formulata in modo brillante da John Mearsheimer, descrive accuratamente la condizione di anarchia internazionale come "la tragedia della politica delle grandi potenze". Il realismo è quindi una descrizione della geopolitica, non una soluzione per la pace. La sua stessa conclusione è che l’anarchia internazionale conduce alla tragedia.
All'indomani della Prima Guerra Mondiale, la Società delle Nazioni fu creata per porre fine alla tragedia attraverso l’applicazione del diritto internazionale. Tuttavia, le principali nazioni del mondo non riuscirono a difendere il diritto internazionale negli anni Trenta, portando a una nuova guerra globale.
Le Nazioni Unite emersero da quella catastrofe come il secondo grande sforzo dell’umanità per porre il diritto internazionale al di sopra dell’anarchia. Nelle parole della Carta, l’ONU fu creata "per salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che due volte nella nostra vita ha portato indicibili sofferenze all’umanità".
Considerando che ci troviamo nell’era nucleare, il fallimento non può ripetersi. L’umanità perirebbe. Non ci sarebbe una terza possibilità.
Misure richieste al Consiglio di Sicurezza
Per adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe immediatamente approvare le seguenti azioni:
1 - Gli Stati Uniti devono immediatamente cessare e desistere da ogni minaccia esplicita o implicita, o uso della forza, contro il Venezuela.
2 - Gli Stati Uniti devono terminare il blocco navale e tutte le relative misure militari coercitive intraprese in assenza di autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza.
3 - Gli Stati Uniti devono ritirare immediatamente le proprie forze militari dall'interno e dal perimetro del Venezuela, inclusi gli asset di intelligence, navali, aerei e altre risorse schierate in posizione avanzata a fini coercitivi.
4 - Il Venezuela deve rispettare la Carta delle Nazioni Unite e i diritti umani tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
5 - Il Segretario Generale deve nominare immediatamente un Inviato Speciale, con il mandato di coinvolgere le parti interessate venezuelane e internazionali competenti e di riferire al Consiglio di Sicurezza entro quattordici giorni con raccomandazioni conformi alla Carta delle Nazioni Unite, e il Consiglio di Sicurezza rimarrà urgentemente occupato della questione.
6 - Tutti gli Stati Membri devono astenersi da minacce unilaterali, misure coercitive o azioni armate intraprese al di fuori dell'autorità del Consiglio di Sicurezza, in stretta conformità con la Carta.
In Conclusione
Signor Presidente, Illustri Membri,
La pace e la sopravvivenza dell'umanità dipendono dal fatto che la Carta delle Nazioni Unite rimanga uno strumento vitale del diritto internazionale o sia lasciata deperire nell'irrilevanza.
Questa è la scelta che oggi si pone dinanzi a questo Consiglio.
Grazie.
(Traduzione de l'AntiDiplomatico
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