Ennesimo episodio che sembra dimostrare l’esistenza di un doppio standard nelle relazioni internazionali quando di mezzo c’è Israele.
I nostri Carabinieri minacciati dai coloni Israeliani.
Ci troviamo in Palestina, più precisamente in Cisgiordania in un villaggio non molto distante da Ramallah, quella che sarebbe la capitale amministrativa di quei territori. Due carabinieri italiani si trovavano lì in una visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori dell’Unione europea.
La missione non è però andata a buon fine: la macchina dei militari è stata infatti fermata da un civile armato di fucile. Con buona probabilità si trattava di un colono israeliano, uno delle centinaia di migliaia che occupano in modo illegale il territorio palestinese. L’uomo, puntando il fucile in faccia ai carabinieri, ha sottoposto i militari a interrogatorio per poi fargli parlare al telefono con un’altra persona che non si è identificata.
Alla fine il civile armato e il misterioso uomo al telefono hanno intimato ai carabinieri di allontanarsi perché si sarebbero trovati un’area militare. I carabinieri sono così rientrati alla base e hanno verificato con il comando militare israeliano per i Territori palestinesi occupati: l’area in cui sono stati fermati non è zona militare.
La timida risposta della Farnesina...(miserabili o paurosi? ).
Si tratta di un’intimidazione preoccupante: personale diplomatico militare viene minacciato con armi da civili israeliani che, evidentemente, hanno ampio controllo di quella zona.
Eppure la reazione italiana non sembra essere stata proporzionata alla gravità dell’offesa ricevuta: episodi simili dovrebbero meritare la convocazione dell’ambasciatore israeliano in Italia da parte del Ministro o anche la minaccia di ritirare il proprio da Tel Aviv.
E invece ancora una volta il Ministro Tajani ha scelto la strada della prudenza: l’ambasciatore italiano in Israele presenterà una nota verbale di protesta al Governo Netanyahu, chiamando in causa lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet.
Dall’account twitter di Tajani nessuna menzione dell’episodio, come se non fosse successo nulla, mentre i cinguettii sono tutti riservati ad una feroce critica contro il Governo iraniano.
L’episodio si aggiunge così ad una lunga lista: ricordiamo per esempio l’arresto senza motivo dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo Luisa Morgantini, così come il respingimento alla frontiera di don Nandino Capovilla o ancora i bombardamenti nel sud del Libano ai danni del contingente internazionale, tra cui c’erano soldati italiani. Insomma Israele viola sistematicamente diritto, prassi e protocolli internazionali, con danni per l’Italia, ma da parte nostra le reazioni sono sempre state molto timide.---
Nessun commento:
Posta un commento