Il ricorso di Fabio De Masi contro von der Leyen
Fabio De Masi, europarlamentare e guida del partito BSW, ha ufficialmente depositato un ricorso presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La richiesta è chiara: la Commissione deve rendere pubblici i documenti e le comunicazioni relative agli incontri tra von der Leyen e i rappresentanti delle aziende della difesa.
Von der Leyen “si comporta come se fosse Luigi XIV, il Re Sole. Pensa che lo Stato sia lei e che le regole sulla trasparenza valgano solo per gli altri“, dice De Masi.
Von der Leyen e la politica di riarmo dell’UE
La polemica nasce dal rifiuto della Commissione di fornire dettagli specifici su questi colloqui. Secondo De Masi, Bruxelles ha fornito risposte insufficienti alle interrogazioni parlamentari. L’eurodeputato sottolinea che i cittadini europei hanno il diritto di sapere quanto e come le lobby delle armi stiano influenzando le decisioni politiche di Bruxelles, specialmente in una fase di massiccio riarmo del continente.
I precedenti di Ursula con gli SMS
Non è la prima volta che von der Leyen viene criticata per la gestione delle sue comunicazioni ufficiali. Già durante il suo mandato come ministro della Difesa in Germania, fu travolta dallo scandalo dei consulenti esterni. Contratti milionari a società di consulenza esterne, spesso senza seguire le corrette procedure di appalto pubblico, con dati spariti dai cellulari istituzionali.
Gli SMS erano spariti anche per quanto riguarda le comunicazioni con l’ad di Pfizer, Albert Bourla, per l’acquisto dei vaccini anti Covid nell’Unione Europea. Il copione potrebbe ripetersi.
La causa legale di De Masi punta a scardinare quello che definisce un “muro di gomma”. Se la Corte dovesse dargli ragione, la Commissione sarebbe costretta a una declassificazione di messaggi e verbali. Finora, von der Leyen l’ha sempre scampata. Da Bruxelles si limitano a dire che la condotta della presidente sia regolare.
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