È un fatto senza precedenti, il sequestro del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Sati Uniti nella notte tra 2 e 3 gennaio, mentre l’aviazione americana sgancia bombe su Caracas. 40 le persone uccise secondo fonti venezuelane, nessuna vittima secondo Washington.
Mentre il legittimo presidente viene caricato su un aereo militare, bendato e ammanettato con l’accusa di narcotraffico, il popolo latinoamericano insorge contro le “ingerenze imperialiste americane nel Sud America”. Manifestazioni d’emergenza vengono indette in tutto il mondo.
A Roma, nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti, nonostante la pioggia, si raduna una folla di attivisti, giornalisti, cittadini, studenti.
Le sigle e i comitati aderenti sono Osa, Cambiare Rotta, USB, Libere cittadine per la Palestina, Giovani Palestinesi in Italia, Unione Democratica Arabo Palestinese, perché “la lotta degli oppressi dal Donbass russo alla Palestina occupata, alle sanzioni a Cuba e contro la destabilizzazione politica Iran è la stessa” ci dicono. Nella Repubblica islamica le proteste antigovernative sono infatti al settimo giorno, il Mossad ha dichiarato apertamente ai media di sostenere “sul campo” i manifestanti mentre la Casa Bianca si offre di supportare i contestatori.
La ragione dell’aggressione imperialista dichiarata è esportare democrazia, in modo antidemocratico, violento e suprematista; un dirittoumanesimo di facciata mentre la politica reale ordina di importare risorse minerarie, oro nero, oro giallo, coltan, aggiudicarsi il controllo su posizioni geopolitiche strategiche e funzionali al controllo dei paesi dissidenti: l’Iran tradizionalista e il Venezuela socialista sono i più acerrimi nemici, i più ricchi di petrolio e i meno allineati, all’egemonia statunitense.
LE MINACCE DI USA E ISRAELE CONTRO IRAN E COLOMBIA
La piazza denuncia: “è un rapimento di stato, un atto di terrorismo inaudito, dov’ è l’ONU?”. Ma l’Onu ha lasciato scorrere il sangue palestinese per tre anni di genocidio. Intanto il quadro internazionale si fa sempre più surreale e violento nella sua volgarità: Trump minaccia anche la Colombia di “guardarsi il culo” mentre l’ex premier israeliano Yair Lapid avverte Teheran: “Il regime iraniano dovrebbe prestare molta attenzione a ciò che sta accadendo in Venezuela”. La pioggia aumenta nelle strade romane e le notizie aggravano il quadro verso una Terza guerra mondiale non più “a pezzi” come la aveva definita Papa Bergoglio.
Tutto scorre, pioggia e sangue, eventi sempre inediti di una storia di sopraffazione che invece sembra sempre uguale a sé stessa.
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