
Trattori davanti alla Torre Eiffele e l’Arco di Trionfo. Dopo Bruxelles, la protesta degli agricoltori – che manifestano contro l’accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur (Argentina, Paraguay, Uruguay, Brasile e Bolivia) – arriva a Parigi e per domani è prevista una manifestazione a Milano, con 150 trattori provenienti da tutta Italia.
Oggi intanto alcuni agricoltori francesi sono riusciti a raggiungere i principali monumenti e luoghi di attrazione della capitale francese.
A Milano la manifestazione contro l’accordo europeo – che una volta siglato aprirebbe il nostro mercato ai prodotti (cereali, frutta, verdura, carni, latte e derivati) del Sudamerica – è contestata dal Movimento Riscatto Agricolo e Coapi (Coordinamento agricoltori pescatori italiani).
A Milano, in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione centrale, i trattori dovrebbero arrivare attorno alle 11. Alle 14 è previsto un incontro pubblico cui sono invitati, oltre che gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori e gli artigiani della trasformazione del cibo, le associazioni e i movimenti di cittadini, dei consumatori.
I cittadini sono ufficialmente invitati ad aderire alla manifestazione. Byoblu, come ha sempre fatto, seguirà l’evento.
Qui sotto una estrema sintesi delle richieste dei coltivatori e degli allevatori italiani, quella base autonoma del movimento agricolo che si sta facendo sentire:
“Quattro i temi su cui si propone di dare vita all’alleanza alla base della campagna nazionale “Per il diritto al cibo”. Il primo (focus centrale su cui si avvia la mobilitazione) è il No all’accordo Ue– Mercosur. L’importazione di grandi quantità di prodotti a basso costo non porta vantaggi ai cittadini: riduce la qualità, indebolisce le garanzie di sicurezza alimentare e schiaccia ulteriormente i redditi dei produttori.
Difendere le produzioni italiane significa difendere salute, lavoro e diritto a un cibo sicuro e trasparente.A questo primo No si aggiungono due Sì ed un altro No. Sì al giusto prezzo per produttori e cittadini per ridurre l’enorme divario tra quanto viene pagato all’origine e quanto paga il consumatore; No alla deregolamentazione della PAC (Politica Agricola Comune) e della PES (Politica Comune della Pesca) perché le risorse pubbliche vanno a usate a tutelare il diritto a produrre dei contadini e dei pescatori e quello al cibo dei cittadini e non ad ingrassare le lobby e la speculazione.
Sì ad una legge definitiva che garantisca la trasparenza in etichettatura come primo passaggio per garantire una strategia utile di sicurezza alimentare”.
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