DI DMITRY ORLOV
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In tutto il mondo, sono in pochi a capirci qualcosa della reazione europea alla crisi dei rifugiati. Da parte dei migranti vediamo accanite dimostrazioni di barbarie, fanatismo e violenza, da parte degli Europei c’è la spregevole paura di apparire… intolleranti. In un contesto ormai fuori controllo, dove ci si aspetterebbe che la gente si organizzasse, protestasse, facesse blocchi stradali e votasse in massa per i partiti nazionalisti, dobbiamo invece assistere al ridicolo spettacolo di docili ed effeminati Europei che, in abbigliamento unisex, scrivono col gesso sui marciapiedi “No al terrorismo!” La maggior parte delle persone, in tutto il mondo, vede in questo un’ostentata dimostrazione di nullità antropologica. “E’ morta l’Europa?”, si chiedono ad alta voce.
Nel caso pensiate che questa opinione si politicamente scorretta, priva di tatto o in qualche modo marginale, invece che ampiamente condivisa (sappiate che) il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, uno statista russo di provata esperienza, nonchè “diplomatico dei diplomatici” ha dichiarato, in forma ufficiale, che l’Unione Europea sta “commettendo un suicidio” lasciandosi invadere dalle orde che arrivano dal Medio Oriente e dal Nord Africa.
Siamo di fronte all’arrivo di un flusso continuo di personela maggior parte maschi giovani e renitenti alla leva nei paesi d’origine, di questi, abbastanza pochi hanno le caratteristiche per poter richiedere asilo...