“Insieme, continuiamo la lotta per una vita dignitosa, per la vittoria e la rinascita della nostra grande Patria!”
Dopo le elezioni russe: relazione del Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa al Comitato Centrale del 4 settembre 2026 (A cura di F.G.)


Autore: Gennady Ziuganov
Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) e Capogruppo del PCFR alla Duma di Stato
Cari compatrioti! Compagni e amici!
Si sono concluse le none elezioni della Duma di Stato nella storia moderna della Russia. Si è conclusa una delle campagne elettorali più dense di elementi critici e difficili. L’Operazione militare Speciale in corso e le ardue sfide provenienti dall’Occidente hanno lasciato il segno. La stretta sulla politica interna è continuata. Molti funzionari governativi, anziché affrontare le preoccupazioni patriottiche, hanno perseguito i propri interessi personali e il proprio anticomunismo ideologico. La classe dirigente nel suo complesso ha dimostrato una certa riluttanza ad attuare i cambiamenti da tempo necessari nel Paese.
Il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) e milioni di nostri sostenitori hanno superato la prova di forza con onore. Ciò è stato possibile nonostante brutali pressioni amministrative, manipolazioni spudorate, violazioni della legge, cinismo e pura arbitrarietà.
Ringraziamo tutti coloro che hanno sostenuto il nostro partito e i suoi candidati, che hanno partecipato alla discussione del “Programma Vittoria” e hanno contribuito alla campagna elettorale e alla tutela del voto degli elettori. La vostra fiducia ci impone una grande responsabilità. Ci impegneremo a rispettare tutti i nostri obblighi. In primo luogo, esamineremo in modo approfondito e completo tutte le circostanze e i risultati della campagna elettorale.
In vista delle elezioni del 2026, in Russia si era formato un quadro generale attraversato da pericolose contraddizioni. Le masse avevano accumulato numerosi risentimenti nei confronti del governo e del suo partito, Russia Unita. Un numero crescente di cittadini cercava una forza in grado di cambiare in meglio la situazione del Paese. Il Programma Vittoria del PCFR ha risposto a queste aspettative ed è diventato un fattore importante per la stabilità del partito in un contesto estremamente difficile.
Negli ultimi anni, i circoli al potere hanno cercato di consolidare il loro dominio attraverso manipolazioni, sondaggi falsi, intrighi, la creazione di partiti fittizi e altre strategie politiche. Ciò è stato rafforzato da persecuzioni illegali e dal totale controllo della sfera dell’informazione. Le autorità hanno stretto la morsa di divieti e restrizioni attorno ai comunisti. Ma grazie all’ampio sostegno popolare, il nostro partito ha ulteriormente consolidato la sua posizione di principale forza di opposizione.
Il PCFR ha sempre espresso i sentimenti dei suoi compatrioti e ha preso a cuore il futuro della Russia. Abbiamo avviato la campagna elettorale attraverso un’onesta valutazione della situazione del paese e la messa in campo dell’iniziativa politica necessaria. Abbiamo costantemente rafforzato il nostro team di professionisti responsabili e patriottici. Il partito ha tradotto le sue proposte e i suoi approcci in proposte concrete di leggi e programmi di sviluppo.
Il PCFR ha sempre insistito affinché, di fronte alle minacce esterne, vi fosse un dialogo ponderato, rispettoso e costruttivo all’interno del Paese. Abbiamo partecipato con entusiasmo ai dibattiti e agli incontri con la popolazione. La scelta di avviare tali incontri aventi carattere di massa è stato il segno più evidente del patriottismo e dell’orientamento costruttivo del nostro partito, che era, dunque, politicamente preparato ad una tale azione complessiva dialogante ed unitaria.
Chi è al potere ha spesso dimostrato, al contrario, un approccio completamente diverso. In troppi hanno fatto prevalere i loro interessi personali su quelli nazionali. Russofobia e antisovietismo hanno continuato a manifestarsi attraverso le azioni quotidiane di personalità al governo. Ciò è stato pienamente evidente in opere squallide come “La Mummia” e “Cronache della Rivoluzione”. Gli oppositori sono estremamente allarmati dal fatto che il PCFR rimanga un’alternativa importante all’attuale linea d’azione. In effetti, la nostra critica ai gruppi del potere economico e finanziario è aspra ed importante. Non siamo soddisfatti delle singole figure al potere, troppe delle quali perseguono la strada perversa sulla quale la Russia è stata trascinata dagli anni ’90 in poi.
Per sopravvivere e svilupparsi in mezzo alla crisi sistemica globale del capitalismo, il Paese ha bisogno di un rifiuto reciso della distruttiva via liberista. Tale scelta è dettata dal vero patriottismo, non da una politica pregiudiziale. Solo il socialismo può aprire la strada al futuro e dare ad esso una solida base ideologica ed economica.
Il “Programma Vittoria” de PCFR si basa sulle aspirazioni e sulle proposte di milioni di nostri sostenitori. Incorpora la vasta esperienza di chi opera sul campo: lavoratori, dirigenti di imprese pubbliche, governatori e deputati a tutti i livelli. Questo documento è stato esaminato a fondo con la partecipazione di studiosi ed esperti. È stata effettuata una valutazione completa dei problemi accumulati nel Paese, tra cui lo spopolamento e l’impoverimento, la corruzione dilagante e l’immigrazione incontrollata, l’aumento dei prezzi e delle tariffe doganali, lo stato dell’istruzione e della sanità, la situazione dell’industria e dell’agricoltura.
Gli ambienti al potere riconoscono la forza persuasiva dei nostri approcci e delle nostre argomentazioni. Un muro di menzogne, omissioni e pressioni ha iniziato a erigersi attorno al partito ben prima delle elezioni. Sociologi vicini alle autorità hanno imposto alla popolazione analisi e cifre economiche ridicole, inventate di sana pianta. Hanno cercato di convincere l’opinione pubblica che il sostegno al Partito Comunista fosse sceso al di sotto di quello del LDPR e di Nuovo Popolo. L’assurdità di tutto ciò era fin troppo evidente. Gli oppositori sono stati costretti a “sgonfiare” il gradimento al PCRF sinoall’8-10%, per farlo ritenere inessenziale, e ad “aggiustare” i dati finali a una soglia artificialmente bassa del 14%.
Durante la campagna elettorale, abbiamo subito attacchi e provocazioni “su di un ampio fronte”. Ai candidati del PCFR è stato talvolta impedito di registrarsi. I candidati più in vista sono stati rimossi con pretesti surreali. Il caso più eclatante è stato quello degli “scheletri nell’armadio” di Nikolai Bondarenko. Ma ce ne sono stati molti altri in tutto il Paese. Incidenti si sono verificati nelle regioni di Omsk, Leningrado e Orenburg.
Il partito ha dovuto difendere il diritto stesso di partecipare alle elezioni, contestare decisioni illegittime e proteggere i nostri compagni da procedimenti penali e amministrativi. Ciò è accaduto nel Territorio dell’Altai, a Samara, a Saratov e in altre regioni. Lyudmila Klyushnikova, Mikhail Matveyev, Ivan Apostolevsky e Vladimir Gudomarov hanno dovuto affrontare tentativi di impedire o limitare la loro partecipazione alle elezioni. Siamo riusciti a difendere diversi compagni, tra cui Oleg Mikhailov nella Repubblica dei Komi, Mikhail Matveyev nella regione di Samara e Mikhail Rain nel Distretto Autonomo dei Nenets.
I rivali del Partito Comunista hanno ricorso alle tattiche più spietate dell’arsenale dei “folli anni ’90 “. Ai comunisti è stato impedito di tenere incontri con gli elettori. Sono stati candidati tanti aventi lo stesso cognome o con cognomi simili di candidati comunisti. Nel distretto di Ust-Abakansky, in Khakassia, Nina Leonchenko, un rappresentante del Partito Comunista ha vinto le elezioni per la carica di governatore. Nel tentativo di ostacolarne la vittoria gli oscuri strateghi politici di Russia Unita hanno nominato una candidata di disturbo, di nome Nina Leontenko, per contrastare il nostro candidato.
La campagna elettorale, tutt’altro che tranquilla, è stata caratterizzata da comportamenti arbitrari durante i tre giorni di votazione, ma tutte le irregolarità, frutto dell’ingegnosa fantasia dei falsari, sono venute alla luce. La pratica di negare l’accesso ai seggi agli osservatori del PCFR si è diffusa in particolare a San Pietroburgo, Voronež, Leningrado, Tjumen’, Samara e nell’oblast’ di Orenburg.
La sede centrale del PCFR ha ricevuto numerose segnalazioni di violazioni della legge elettorale. Tra queste: mancato rispetto delle procedure stabilite da parte dei membri delle commissioni di seggio, pressioni amministrative sugli elettori, voto illegale al di fuori dei seggi, casi di voto multiplo e “voto a carosello”. Gli osservatori del PCRF hanno inoltre sollevato numerose critiche in merito alle procedure di conservazione delle schede, di conteggio dei voti e di registrazione dei risultati.
Nelle regioni di Novgorod e Nizhny Novgorod, a San Pietroburgo e in altre regioni, i nostri compagni hanno riscontrato l’indisponibilità dei flussi video dai seggi elettorali. Nella regione di Kirov, la notte del 20 settembre, i flussi video delle telecamere a circuito chiuso sono stati interrotti per diverse ore in oltre 400 seggi elettorali. Sempre a Kirov, Eduard Plastin, primo segretario del comitato cittadino del PCFR, non è stato incluso nella lista dei candidati. Ciò è accaduto nonostante si fosse impegnato attivamente nel distretto, incontrando i residenti e difendendo i loro interessi.
La situazione è degenerata in vero e proprio banditismo. Nel distretto di Khorinsky, in Buriazia, gli osservatori del Partito Comunista si sono visti squarciare le gomme delle loro auto. Dmitry Aseyev, membro della Duma cittadina di Samara e candidato del Partito Comunista, ha riscontrato ingenti danni alla sua vettura: i responsabili hanno distrutto le gomme e rotto i finestrini.
Dopo l’inizio delle votazioni a Kalachinsk, nell’oblast’ di Omsk, gli attivisti di Russia Unita hanno affisso dei volantini. Gli elettori sono stati tratti in inganno dall’affermazione che il voto per corrispondenza si sarebbe tenuto solo il primo giorno, il 18 settembre. Alcune persone sono uscite dal seggio elettorale n° 437 con in mano le schede. In questo seggio, la commissione elettorale e gli osservatori non erano d’accordo sul numero degli elettori.
Nel villaggio di Azanovo, nella Repubblica di Mari El, presso il seggio elettorale n° 343, proprio sotto le telecamere di sorveglianza, un membro della commissione elettorale ha inserito due pile di schede elettorali in un’urna. Il video dell’accaduto è stato pubblicato sulle piattaforme social VKontakte e Odnoklassniki. Tuttavia, non c’è stata alcuna reazione adeguata da parte delle autorità.
A Cherepovets, nell’oblast’ di Vologda, i membri della commissione elettorale hanno effettuato delle “votazioni” di massa a domicilio, con la compilazione delle domande sul posto. Simili “votazioni a domicilio” si sono svolte anche in altre regioni. Questi sono solo alcuni esempi delle violazioni scoperte dal PCFR. In questo contesto, le affermazioni dei membri della Commissione Elettorale Centrale riguardo a elezioni eccezionalmente regolari appaiono come un goffo tentativo di proteggere i responsabili delle frodi.
Già prima delle elezioni della Duma di Stato del 2021, il Presidente Putin aveva affermato: “Il nostro compito comune è fare tutto il possibile per garantire che le elezioni si svolgano in modo equo e nel rispetto della legge, affinché i loro risultati esprimano la vera volontà del popolo e godano della fiducia incondizionata dei cittadini del Paese“. Alla vigilia delle attuali elezioni, nel suo discorso alla nazione, ha sottolineato che, nel contesto della guerra dichiarata alla Russia, l’espressione della volontà popolare deve servire a unire la società e a conseguire la nostra vittoria. È perfettamente chiaro che coloro che violano la legge elettorale hanno ignorato questi compiti cruciali.
Bisogna ribadire il fatto che il governatore della regione di Orenburg, Yevgeny Solntsev, il governatore della regione di Ryazan, Pavel Malkov, e il governatore dell’Ossezia del Nord, Sergei Menyailo, non hanno mostrato alcuna volontà di attuare le direttive del presidente sull’importanza di un equilibrio tra le forze politiche. Non hanno dimostrato alcun impegno per il raggiungimento dell’unità nazionale di fronte alla minaccia militare. Inoltre, non hanno tenuto conto dell’esperienza della Duma di Stato, che ha sviluppato una prassi molto positiva di coordinamento tra le diverse fazioni politiche.
Il “buco nero” del sistema di voto elettronico (DEG) ha rivelato tutta la sua nefasta natura. Verificare l’autenticità dei risultati elettorali rimane impossibile. Nel frattempo, a Mosca, il voto elettronico veniva imposto ovunque. Le schede cartacee venivano spesso respinte, causando lunghe code. Di conseguenza, alcuni elettori non sono riusciti a votare. Oltre ad altre violazioni, anche a Lipetsk si è assistito a un’imposizione del voto elettronico.
Nelle aree in cui era presente il DEG (voto elettronico, n.d.r.) abbiamo registrato un calo significativo dei voti per il PCFR. Nella Repubblica dell’Altai, abbiamo superato Russia Unita nei seggi elettorali regolari, ottenendo il 38% contro il 35%. La situazione era completamente diversa nei seggi elettorali presidiati dal DEG. Qui, il Partito Comunista ha ottenuto meno del 14%, mentre Russia Unita ha raggiunto il 60%.
Anche nel Territorio dell’Altai si sono riscontrate enormi discrepanze nei dati. Qui, si registra un’affluenza del 25% nei seggi elettorali tradizionali, mentre secondo i dati del sistema di voto elettronico statale il risultato è solo del 12%. In Carelia, la differenza è stata del 18% contro l’11%, a Mari El del 35% contro il 20%, nell’Oblast’ di Arkhangelsk del 22% contro il 12%, nell’Oblast’ di Kaluga del 19% contro l’11%, nell’Oblast’ di Kostroma del 20% contro il 13% e a Mosca del 21% contro l’11%. Un esame dei dati ha portato alla conclusione che non si può escludere che i dati del sistema di voto elettronico statale siano stati precompilati. Per il Partito Comunista della Federazione Russa, il “risultato marginale” è stato artificialmente fissato a non più del 10-14%.
Le manipolazioni non sono finite qui. Si è creata una situazione particolare con Russia Giusta. Quando è stato annunciato il 95% dei voti, il suo risultato era al di sotto della soglia del 5%. A questo è seguito l’annuncio di Pamfilova secondo cui il partito aveva ancora una possibilità. E- miracolosamente!-i risultati di Russia Giusta hanno iniziato a salire vertiginosamente. È apparso, ciò, come un ringraziamento per il servizio reso, ovvero per aver sottratto voti ad altri partiti.
Nonostante tutti gli ostacoli, il PCFR ha condotto una campagna elettorale degna di nota. Ovunque sia stato possibile, ci siamo impegnati, con i nostri avversari, in un dibattito aperto e basato su principi. I cittadini hanno potuto confrontare i programmi dei diversi partiti e valutarne la sostanza, valutando anche l’azione politica e istituzionale del nostro partito.
Gli esempi della Khakassia e dell’Oblast di Oryol sono particolarmente emblematici. I nostri governatori hanno garantito elezioni autenticamente democratiche. I candidati hanno potuto incontrare lavoratori, giovani e veterani. Il PCFR ha ottenuto il 27% dei voti in Khakassia e il 26% nell’Oblast di Oryol, il doppio della media nazionale ufficialmente riportata. Russia Unita ha ottenuto meno del 42%. Quasi prevedendo ciò, il partito al potere ha iniziato a fare pressione sui comunisti dell’Oblast di Oryol con largo anticipo. Il consigliere del governatore Sergei Lezhnev è sotto inchiesta dal 2024, nonostante la mancanza di prove schiaccianti.
Il PCFR ha confermato il suo elevato consenso nei centri con più alto livello intellettuale e scientifico e nelle città con un’alta concentrazione di specialisti. Tra questi figurano Akademgorodok a Novosibirsk e le città “scientifiche” di Dubna e Chernogolovka. A Khabarovsk, il partito ha ottenuto un notevole sostegno nel seggio elettorale dell’Università Nazionale del Pacifico.
La vera fiducia non si crea con la manipolazione. Si costruisce nel mondo del lavoro e nelle università, nelle scuole e negli ospedali, nelle comunità rurali e nei consigli comunali. Laddove le persone vedono azioni concrete, il loro atteggiamento verso i politici non è determinato dal “chiasso” informativo o dalle risorse del potere. Cittadini pensanti, lavoratori e scienziati hanno votato attivamente per i comunisti. E questo è un fatto di eccezionale importanza. Indica un serio sostegno al partito e al “Programma Vittoria”.
Ingegneri, operai, scienziati, studenti e specialisti: sono questi soggetti sociali, oggi da considerarsi il principale sostegno al PCFR. Sono queste le persone che costituiscono il proletariato moderno, la classe d’avanguardia del XXI secolo. Non dovrebbero essere visti come partecipanti passivi al processo politico, ma come una forza vitale per il raggiungimento degli obiettivi della rinascita socialista del Paese.
Un’altra lezione importante: la voce del popolo non deve essere messa a tacere da amministratori corrotti, bugiardi e cinici. La questione della modifica della legislazione elettorale si fa sempre più urgente. Il PCFR continuerà a battersi per l’adozione del Codice Elettorale che proponiamo. Questo lavoro ha diversi obiettivi. Primo, creare regole uniformi ed eque per lo svolgimento delle elezioni. Secondo, tutelare in modo affidabile i diritti dei candidati, degli osservatori e di tutti gli elettori. E, terzo, eliminare la possibilità stessa di interferenze nell’espressione della volontà dei cittadini.
Il nostro partito ha ripetutamente evidenziato le criticità del voto elettronico a distanza. I dati prodotti dal sistema di voto elettronico non provano in alcun modo l’autenticità dei risultati. Nessuna comodità tecnica può sostituire la garanzia dei diritti elettorali. Le scelte dei cittadini, non la procedura di conteggio dei voti, devono essere segrete.
Chiediamo la fine dell’implementazione del sistema di voto elettronico finché esso impedirà un controllo pubblico indipendente. Insistiamo sull’abbandono del sistema di voto in tre giorni, che incoraggia una vasta gamma di violazioni. Tutti i fatti e le modalità di violazione dei diritti civili richiedono un’indagine approfondita. L’integrità delle elezioni deve essere garantita non a parole, ma da una procedura trasparente e dalla possibilità di verificare ogni risultato contestato. Questa è la condizione più importante per la stabilità e la coesione sociale.
Per il PCFR la campagna elettorale ha rappresentato una prova cruciale. Ogni candidato doveva essere sostenuto non solo da un gruppo di attivisti, ma anche da un lavoro di partito svolto in modo coerente. La direzione centrale, le sedi regionali, le sezioni locali, i candidati, i militanti e gli osservatori hanno dovuto agire come un meccanismo unitario. Questo sistema è stato necessario non solo durante il periodo elettorale, ma ha dovuto funzionare in modo continuo, affidabile e costante.
Il rafforzamento del partito, lo sviluppo di un’area di riserva del personale politico, la creazione di una rete di sezioni primarie e locali, la formazione degli osservatori e la collaborazione con gli elettori sono state e dovranno essere attività continue. Il sistema di “Controllo Rosso” deve essere migliorato. La tutela dei risultati elettorali sarà al centro della nostra attenzione e una responsabilità personale dei dirigenti dell’organizzazione e della sede centrale del partito.
Il Partito Comunista della Federazione Russa ha presentato alla società un ampio team di politici esperti e leader attivi…e altri rappresentanti delle forze patriottiche popolari. Il partito deve espandere ulteriormente il proprio pool di militanti e combattenti di talento. Intendiamo creare le condizioni per la loro crescita politica e professionale.
Le elezioni sono finite. Ma i problemi del nostro Paese non sono scomparsi. Purtroppo, continuano a peggiorare. Tra questi, il collasso demografico, la profonda stratificazione sociale, gli aumenti esorbitanti di prezzi e tariffe, la crisi in molti settori dell’economia e il degrado delle infrastrutture abitative e dei servizi pubblici. Senza affrontare queste sfide, la Russia non sarà in grado di conseguire vittorie storiche.
Il PCFR ha le proprie proposte per tutte le questioni urgenti. Il nostro “Programma Vittoria” costituirà la base del lavoro del gruppo parlamentare del Partito Comunista alla Duma di Stato. Questo include l’adozione di un ampio pacchetto di leggi, la creazione di un bilancio per lo sviluppo, il rafforzamento dell’industria e della scienza e il sostegno al settore sociale e alle piccole e medie imprese. Oggi è urgente prestare particolare attenzione agli sviluppi regionali, a una protezione affidabile per le famiglie, le madri e i bambini e a fornire un aiuto concreto ai “figli della guerra”. Occorre adottare misure immediate per migliorare la legislazione elettorale.
Intendiamo preservare gli aspetti più importanti raggiunti da questa campagna: un forte legame con le persone, un dialogo costruttivo sul futuro del Paese e la fiducia nei collettivi sindacali, nella scienza e nell’industria. Siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno partecipato alla campagna: candidati, attivisti, osservatori, membri della commissione elettorale, alleati e, soprattutto, i cittadini che hanno espresso il loro parere. Il nostro lavoro continua!
Sulla base dell’analisi delle elezioni, il Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa individua cinque punti conclusivi generali.
Innanzitutto, il PCFR ha confermato il suo ruolo di principale forza di opposizione. Il nostro “Programma Vittoria” ha ottenuto un ampio e significativo sostegno come alternativa alla deriva capitalista. Il risultato del PCRF è nettamente superiore alle cifre annunciate dalla Commissione Elettorale Centrale. Ciò è confermato dai dati provenienti dai seggi elettorali, dove un’adeguata supervisione ha impedito che le irregolarità degenerassero in una completa anarchia. Nessun alchimista può spiegare perché abbiamo ottenuto oltre il 25% dei voti nel Gorny Altai e in Yakutia, mentre meno del 5% in Daghestan e Inguscezia. Sappiamo bene che in tutte queste repubbliche gli ideali di solidarietà e giustizia sono sempre stati molto apprezzati.
In secondo luogo, il PCFR insiste su un esame approfondito di tutte le questioni problematiche emerse durante le recenti elezioni. Tra queste rientrano le segnalazioni relative a restrizioni dei diritti dei candidati, pressioni amministrative, ostruzione dell’osservazione elettorale, voto di massa a domicilio e irregolarità durante lo spoglio dei voti. Chiederemo la verifica dei fatti accertati e una revisione dei risultati laddove vi siano i presupposti per farlo. L’approvazione formale dei verbali non esonera nessuno da responsabilità. Nessuna violazione deve rimanere impunita.
Terzo, le critiche del PCFR all’operato del governo russo non si limitano ai problemi del sistema elettorale. Riguardano i rapporti di proprietà, la distribuzione del reddito nazionale, la condizione dei lavoratori salariati e gli obblighi sociali dello Stato. Per contrastare il dilagante egoismo della proprietà privata, il nostro partito dà priorità alla pianificazione statale, alle innovazioni scientifiche e tecnologiche e all’ampliamento delle garanzie sociali.
Quarto, il PCFR continuerà a collaborare con i nostri amici e alleati nel movimento patriottico popolare, con le collettività di lavoratori, i sindacati, i movimenti giovanili e le organizzazioni pubbliche. Le proposte e le indicazioni ricevute durante la campagna elettorale costituiranno la base per le iniziative legislative e il lavoro a livello locale.
In quinto luogo, il Gruppo del Partito Comunista della Federazione Russa alla Duma di Stato si batterà con fermezza per l’attuazione delle richieste del “Programma Vittoria” . Queste includono:
— nazionalizzazione dei settori strategici dell’economia e delle banche di importanza sistemica, pianificazione statale e allocazione delle entrate derivanti dalle risorse naturali ai bisogni pubblici;
— la formazione di un bilancio per lo sviluppo, l’ampliamento dei finanziamenti per l’industria, l’agricoltura e la scienza, e una riduzione decisiva del carico fiscale e creditizio sulla produzione;
— regolamentazione dei prezzi dei generi alimentari di base, dei medicinali e dei beni per l’infanzia, limitazione immediata delle tariffe per l’alloggio e i servizi comunali;
— un aumento significativo del salario minimo e l’istituzione di garanzie salariali uniformi nel settore pubblico;
— annullamento della riforma delle pensioni, ripristino del diritto al pensionamento a 55 anni per le donne e a 60 anni per gli uomini, adozione di una legge federale sui “figli della guerra”;
— sostegno attivo alle famiglie, ai bambini e ai giovani, attuazione di nuove politiche culturali e informative, maggiore attenzione statale all’istruzione e all’educazione, alla tutela della salute e allo sport di massa.
Per la maggior parte degli elettori è chiarissimo: i risultati ufficiali hanno ben poco a che vedere con il reale svolgimento delle votazioni. Tali “elezioni”, in molte regioni, non rafforzano il Paese, ma piuttosto alimentano le tensioni sociali. Sempre meno concittadini guardano al futuro con fiducia. Un processo equo per la formazione degli organi di governo è essenziale per un futuro dignitoso per la Russia. La necessità di una profonda revisione del sistema elettorale si fa sempre più urgente.
Per chiunque abbia a cuore la legge e la giustizia, le recenti elezioni non possono che destare sconcerto. Ma il “discorso politico” della “quinta colonna” e il piano dei nostri nemici volto a seminare un senso di disperazione nella società non passeranno. Non c’è tempo né motivo di scoraggiamento tra le nostre fila. Dobbiamo unirci ancora più fermamente per sconfiggere il fascismo e il nazismo della NATO, che hanno dichiarato guerra di annientamento totale al mondo russo.
I servitori oligarchici avevano ragione ad avere paura e a mettere in moto il circolo vizioso della pressione amministrativa. La società è sempre meno disposta a tollerare l’avidità di questi mostri che si sono impossessati delle più grandi ricchezze del Paese. Lo shock che si è protratto per 35 anni sta svanendo. Il popolo multietnico della Russia sta riconoscendo sempre più la verità del nostro cammino, che va verso la giustizia, la solidarietà e il socialismo.
Siamo pieni di determinazione e convinzione nella giustezza della nostra causa. La lotta non sarà facile, ma guardiamo con fiducia al futuro. Lì, davanti a noi, si estende la nostra grande Russia: la patria socialista di una vita felice e dignitosa, di un lavoro onesto e di una grande ispirazione creativa.
Auguri per una nuova forza e nuovo successo a tutti noi!
Insieme, continuiamo la lotta per una vita dignitosa, per la vittoria e la rinascita della nostra grande Patria!

Autore: Gennady Ziuganov
Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) e Capogruppo del PCFR alla Duma di Stato.

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