lunedì 19 ottobre 2026

Byioblu - Supermercati vuoti e benzina a secco al Sud: entro un paio di giorni non ci sarà nulla..+..paura per i farmaci.anche il nord trema!

 

Cronaca

Supermercati vuoti e benzina a secco al Sud: entro un

 paio di giorni non ci sarà nulla.... "Paura per i farmaci.

 Anche il nord trema".

Blocchi da Foggia a Palermo contro il gasolio a 2,3 euro. Mancano carburante e prodotti freschi. Domani a Milano il tavolo con Salvini.
Byoblu·43 min fa

Distributori senza carburante in Calabria, Puglia e Basilicata. Scaffali semivuoti nei supermercati di Sicilia e Campania.

Autostrade presidiate dai Tir. La protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro gasolio è partita da Foggia l’11 ottobre e in poco più di una settimana si è estesa a gran parte del Mezzogiorno. Stamattina i camionisti hanno bloccato i caselli dell’A1 e dell’A30 tra Napoli e Caserta. Il governo ha anticipato a domani, a Milano, il confronto con le categorie. Se i blocchi proseguono, le carenze possono allargarsi e il rincaro dei trasporti può scaricarsi sui prezzi alimentari in tutta Italia.

Caro gasolio, il diesel a 2,3 euro all’origine della protesta dei tir

Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio self service ha raggiunto 2,296 euro al litro sulla rete autostradale e 2,257 euro su quella ordinaria. Per il Codacons il prezzo medio è salito di quasi il 40% rispetto allo scorso anno. Per chi vive di trasporto su gomma, il carburante è una delle principali voci di costo.

Molti dei mezzi fermi appartengono ai cosiddetti «padroncini», piccoli imprenditori che guidano il proprio camion. Per questo si discute se si tratti di uno sciopero o di una serrata, cioè la sospensione dell’attività decisa dagli stessi titolari d’impresa, che ricade sotto regole diverse.

Le associazioni ricordano gli impegni presi dal governo cinque mesi fa: 434 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, un fondo da 590 milioni per la transizione ecologica, 12 milioni per il rinnovo delle flotte e l’adeguamento automatico delle tariffe al prezzo del carburante. Secondo Unatras, il coordinamento guidato da Paolo Uggè, nulla è stato attuato. Claudio Donati, segretario generale di Assotir, sintetizza così lo stato d’animo della categoria: «Con queste proteste i trasportatori chiedono di essere aiutati a non fermarsi, perché temono che non riuscirebbero più a ripartire». Un calo del gasolio, aggiunge, «darebbe respiro a tutti», senza però risolvere i problemi strutturali del settore.

Supermercati vuoti al Sud, dalla Campania alla Sicilia

L’allarme più netto arriva da Napoli. Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, dopo un tavolo in Prefettura ha dichiarato: «Nei supermercati di Napoli e in Campania entro un paio di giorni non ci sarà nulla, nessun prodotto fresco. I prodotti non arrivano più da venerdì». Le catene, riferisce, hanno gli scaffali pieni solo al 50%.

A Catanzaro mancano pesce e merce fresca, mentre latte e farina sono in esaurimento. Gli autotrasportatori aderenti a Fedralog, la federazione regionale della logistica, sono fermi da venerdì e hanno annunciato la fine della protesta per domani alle 20. A San Severo, nel Foggiano, scarseggiano farina, uova, latte e ortofrutta. Buchi sugli scaffali sono segnalati a Palermo, Agrigento, Messina e Trapani. Salvatore Bella, alla guida del Comitato autotrasportatori siciliani, precisa che la mobilitazione riguarda «i porti della Sicilia» e che le merci sullo Stretto di Messina non vengono fermate.

Le grandi catene spiegano di poter attingere ai magazzini per alcune settimane per i prodotti a lunga conservazione. I primi a sparire sono i freschi, che richiedono consegne quotidiane. La merce esiste: a mancare sono i camion che la portano dai centri logistici ai punti vendita.

Distributori di benzina a secco, la raffineria di Taranto e i farmaci

Sul fronte del carburante pesa anche il blocco dell’ingresso della raffineria Eni di Taranto, iniziato il 12 ottobre dagli operai dell’ex Ilva nell’ambito della loro vertenza. L’effetto si è sommato alla protesta dei Tir: in Puglia, Calabria e Basilicata diverse stazioni di servizio sono a secco, nelle altre si formano code. A Palermo molti automobilisti hanno anticipato il pieno. In Sicilia le aziende di trasporto pubblico avvertono che, senza nuovi rifornimenti di gasolio, potrebbero ridurre drasticamente le corse.

Preoccupano i farmaci. I distributori temono uno stop nelle consegne di medicinali a ospedali e farmacie, e cresce il timore che anche i mezzi di soccorso restino senza carburante. Schiavo riferisce che pure i benzinai avrebbero voluto incrociare le braccia e che si sta cercando di convincerli ad attendere.

Blocchi stradali su A1, A30, porti e statali del Mezzogiorno

In Campania i presidi sono cominciati intorno alle 3 di notte. Alle 6 erano bloccati i caselli di Caserta Sud e Napoli Nord sull’A1 e di Maddaloni sull’A30, oltre agli interporti merci di Maddaloni-Marcianise e Carinaro. Autostrade per l’Italia ha segnalato 3 chilometri di coda sull’A30 e 6 sull’A1 in direzione Roma. Disagi anche al porto di Napoli, sulla statale Appia e all’imbocco della Napoli-Bari.

In Calabria camion e trattori presidiano quindici aree, tra cui lo svincolo di Falerna sull’A2 e la statale 18. Sono stati segnalati blocchi tra Campobasso e Isernia, agli accessi di Potenza e Bari, alle barriere di Messina, al porto di Palermo e a Gela. A Brindisi hanno sfilato 500 Tir. Nel Cosentino gli studenti sono scesi in strada con camionisti e agricoltori. In Puglia l’arcivescovo di Manfredonia, Franco Moscone, e il vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, Fabio Ciollaro, hanno affiancato i manifestanti. La Conferenza episcopale calabra ha diffuso una lettera pastorale di solidarietà alle imprese di trasporto e agricole.

Agricoltori e pescatori, la filiera agroalimentare si ferma

Le conseguenze toccano l’intera filiera. Gli agricoltori buttano la merce che non raggiunge i mercati e valutano di non seminare il grano. In Molise i frantoi hanno chiuso: senza camion non si smaltisce la sansa, cioè il residuo della spremitura, e non si trasporta l’olio, mentre le olive in attesa si ossidano. I pescherecci sono fermi in banchina e i manifestanti annunciano, dopo il 20 ottobre, il fermo totale della flotta.

Rischio rincari in tutta Italia, inflazione e prezzi alimentari

L’Istat ha registrato a settembre un aumento dell’inflazione dello 0,7%, con i prezzi alimentari in crescita dell’1,5%. Secondo alcune proiezioni, a fine anno l’inflazione potrebbe arrivare al 4,2%, contro il 3,3% stimato ad agosto. Un’inflazione più alta rende probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea, con un aggravio sugli interessi che lo Stato paga sul debito pubblico.

Il Codacons segnala il rischio di rincari ingiustificati, chiede controlli lungo la filiera e annuncia possibili esposti alle Procure. Giovanni Bellissima, neopresidente dell’Adoc, definisce la situazione «insostenibile» e chiede misure strutturali al posto di interventi temporanei.

Salvini e il tavolo di Milano, le richieste degli autotrasportatori

Venerdì il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha indicato in 80-90 milioni le risorse disponibili per i primi interventi. L’incontro di domani, alle 15 a Milano con il viceministro Edoardo Rixi, coinvolgerà le associazioni nazionali e i gruppi autonomi di Calabria, Sicilia e Puglia. Martedì 27 è prevista una seconda riunione al ministero, a Roma, con i tecnici del ministero dell’Economia. «A tutti ho chiesto buon senso e rispetto per il lavoro degli altri», ha detto Salvini, promettendo di sbloccare fondi già stanziati e frenati dalla burocrazia. Il ministro ha richiamato anche il peso delle norme europee sulle emissioni sui collegamenti con le isole. La Commissione di garanzia sugli scioperi, presieduta da Paola Bellocchi, sta intanto «assumendo le opportune iniziative per individuare i responsabili dei blocchi».

In Calabria e in Puglia i camionisti minacciano di portare i mezzi a Roma: «le parole non bastano più». Schiavo propone un taglio delle accise di almeno il 50%: «ci sono troppe accise».

Le cifre aiutano a misurare la distanza tra le parti. Le promesse di cinque mesi fa superavano il miliardo di euro. Gli 80-90 milioni annunciati ne rappresentano meno di un decimo. Il prezzo del gasolio riflette scelte precise: il conflitto con l’Iran, le sanzioni sul gasolio russo, la dipendenza strutturale dell’Italia dalle importazioni. La componente fiscale resta la leva su cui lo Stato può intervenire subito. Se domani le proposte saranno giudicate insufficienti, i presidi potrebbero proseguire oltre il tavolo di Milano.----






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