venerdì 23 ottobre 2026

Byoblu - Allerta saccheggi per sabato: perquisizioni a Bari e Como, l’Italia si blinda. E un po’ trema...


Cronaca — Byoblu
Appelli in una ventina di città dopo i disordini di Milano. A Bari ipotizzata la finalità di terrorismo, in piazza Duomo debuttano i parà
Byoblu·2 ore fa

Domani, sabato 24 ottobre, sono in programma manifestazioni in una ventina di città italiane, e l’allerta per possibili saccheggi ha già prodotto indagini e perquisizioni.

A Bari la polizia sta eseguendo da questa mattina perquisizioni in tutta la provincia nei confronti di un gruppo di giovani e giovanissimi. A Como una trentina di ragazzi tra i 14 e i 24 anni è indagata per istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio. Sigle spontanee e canali online hanno rilanciato sui social gli appelli, con appuntamento alle 15. Arrivano a una settimana dai fatti del 17 ottobre a Milano, quando la manifestazione contro il carovita si è conclusa con scontri e saccheggi nel centro, cinquanta arresti e quaranta feriti tra agenti e manifestanti.

Perquisizioni a Bari, ipotizzata la finalità di terrorismo

L’inchiesta barese è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) e dalla Procura per i minorenni. Le ipotesi di reato sono istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo, in concorso, e detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. Sul campo operano la Digos, il reparto della polizia che si occupa di ordine pubblico e antiterrorismo, e la Squadra mobile.

La questura riferisce che nei giorni scorsi la Digos ha monitorato i social attraverso cui i ragazzi si sarebbero organizzati per colpire, «a partire dal pomeriggio odierno», i negozi di alta moda, di articoli sportivi e di elettronica del centro. Le strade indicate sono quelle dello shopping cittadino: via Sparano, via Melo, via Argiro e corso Vittorio Emanuele. Secondo gli investigatori, alcuni giovani sarebbero stati sul punto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da usare anche contro le forze dell’ordine. 

Per ora si tratta di un’ipotesi investigativa. Le perquisizioni e gli interrogatori delegati servono a individuare i partecipanti e a chiarire chi avesse un ruolo organizzativo. Dovranno anche stabilire quanto fosse avanzata la preparazione. La finalità di terrorismo comporta un forte aggravamento delle pene. Contestata a ragazzi in parte minorenni sulla base di comunicazioni online, sarà l’elemento dell’inchiesta più esposto alla verifica dei riscontri.

Intanto la Prefettura ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La convocazione è seguita all’annuncio sui social di una protesta in piazza Umberto I, per la quale non risulta alcun preavviso formale.

Como, trenta giovani indagati per le chat sui saccheggi

A Como le perquisizioni della Digos sono cominciate ieri in tarda serata e sono proseguite nella notte. Gli indagati sono una trentina, quasi tutti minorenni: in prevalenza italiani, alcuni di seconda generazione, pochi stranieri.

Per i magistrati sarebbero gli autori della «chiamata alle armi» circolata nei giorni scorsi su WhatsApp e sui social, con messaggi che annunciavano un assalto ai negozi del centro. Il passaparola ha spinto alcuni commercianti a chiudere già ieri, in via precauzionale. Indagano la Procura ordinaria, diretta da Massimo Astori, e la Procura per i minorenni.

Domani alle 15 il Como 1907 gioca in casa contro il Sassuolo. In concomitanza con la partita, sarà rafforzata la presenza della polizia in tutti gli scali ferroviari della provincia.

Manifestazioni di sabato, le piazze convocate

Il Movimento 17 ottobre ha rivendicato gli scontri della settimana scorsa. Per domani alle 15 ha convocato una «mobilitazione permanente contro il governo dei padroni» in otto città:

  • Milano, piazza Duomo
  • Roma, Circo Massimo
  • Torino, piazza Castello
  • Bologna, piazza Nettuno
  • Firenze, piazza Santa Maria Novella
  • Padova, piazza Mazzini
  • Bari, piazza Umberto I
  • Genova, piazza De Ferrari

A Milano gli annunci nelle chat dei giovanissimi si moltiplicano, ma finora nessuna iniziativa ufficiale. Gli anarchici hanno annullato il loro corteo e i collettivi studenteschi hanno fatto sapere che non saranno in piazza.

La giornata si sovrappone ad altre mobilitazioni:

  • Roma. Alle 14 parte da piazza della Repubblica la manifestazione nazionale per la pace «Fuori l’Italia dalla guerra», diretta ai Fori Imperiali, con circa diecimila partecipanti attesi. In mattinata sfileranno gli studenti di destra con lo slogan «Sblocchiamo tutto».
  • Torino. È previsto un corteo contro il riarmo, promosso anche dagli antagonisti del centro sociale Askatasuna.
  • Padova e Bari. Sono annunciate iniziative per la pace.
  • Castel Volturno. Nel Casertano associazioni e movimenti protesteranno contro i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

Saccheggi e intelligence, il nodo delle convocazioni spontanee

Il direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi), Bruno Valensise, è stato ascoltato per oltre tre ore dal Copasir, il comitato parlamentare che vigila sui servizi segreti. La sua ricostruzione delinea un fenomeno diverso da quelli abituali. I danni maggiori, a Milano ma anche a Bologna, sarebbero stati causati da gruppi di giovanissimi, molti minorenni, italiani, stranieri e di seconda generazione, richiamati da appelli sui social.

L’ambiente dei centri sociali è da tempo sotto osservazione. Le autoconvocazioni su WhatsApp, invece, sfuggono con facilità a intelligence e polizia.

Secondo fonti di sicurezza, al momento nessuno Stato o gruppo straniero dirige il fenomeno. Si registrano però tentativi di amplificarlo, come avvenuto per disordini analoghi in Francia. Gli apparati osservano anche i primi contatti tra ambienti antagonisti e anarchici e i nuovi protagonisti delle piazze. Il rischio indicato è una saldatura tra fronti diversi. Gran parte dei ragazzi scesi in strada sabato scorso, nella valutazione degli analisti, sembra mossa da spinte nichiliste più che ideologiche.

Milano, 500 parà della Folgore in piazza Duomo

A Milano debutteranno i 500 paracadutisti della Folgore previsti dall’ultimo decreto sicurezza, schierati a supporto delle forze dell’ordine. La polizia locale impiegherà circa 300 agenti. In via Monte Napoleone alcuni negozi stanno proteggendo le vetrine con pannelli di legno. Per oggi è previsto un presidio davanti al carcere di San Vittore.

In un’intervista il sindaco Giuseppe Sala ha spiegato la sua posizione: «L’ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano».

Sala ha attribuito alla «saggia presa di posizione» del presidente Mattarella il merito di un «dispositivo pienamente democratico», in cui le forze dell’ordine restano al centro dei controlli. «Possiamo discutere se i militari siano la risposta più adatta, ma io sono un pragmatico e dico: c’è un’alternativa?», ha aggiunto. La misura, ha precisato, è temporanea: «mi risulta che il decreto parli di tre mesi».

La diagnosi del sindaco guarda però a cause di lungo periodo. Sala indica la necessità di spazi di aggregazione, più educatori e un ufficio giovani, e chiede di rafforzare l’inclusione dei ragazzi di origine straniera. Parla di un ascensore sociale bloccato e di una «interiorizzazione del ghetto», con periferie «più virtuali che fisiche». Sui social network è netto: «I social media stanno rovinando una generazione».

Al governo rivolge una critica esplicita. «A quattro anni dal suo insediamento, non ho mai avuto un confronto approfondito con questo governo», ha detto, ricordando che in Francia il primo ministro ha ricevuto i sindaci di Parigi, Marsiglia e Lione dopo violenze analoghe.

Nel ragionamento di Sala convivono due piani. Le cause indicate sono sociali, educative e tecnologiche, e richiedono anni. La risposta accettata è immediata e affidata all’esercito. Lamentare la scarsità di agenti e accogliere i militari in piazza Duomo sono argomenti a lungo associati al centrodestra. Nella voce di un sindaco di centrosinistra segnano un passaggio rilevante.

Il Viminale segue l’evoluzione della situazione e gli investigatori continuano a monitorare chat e social. Le indagini di Bari e Como dovranno chiarire quanto di quegli appelli corrispondesse a piani concreti. Intanto il presidio delle piazze milanesi resterà affidato anche ai militari, con un orizzonte indicato di tre mesi.

Fonti

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