martedì 16 maggio 2023

BYOBLU24 - ZELENSKY, abituato al tappeto rosso italiano, sbotta con i giornalisti del Washington Post:"Siete dei filorussi".


Durante il suo ultimo tour italiano il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha potuto beneficiare di una passerella mediatica organizzata con tutti gli onori dalla RAI.

La scenografia apparecchiata da Bruno Vespa

Dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e addirittura il papa, Zelensky ha infatti messo in agenda un colloquio con il giornalista Bruno Vespa, come se quest’ultimo fosse una carica istituzionale del Paese. In realtà l’incontro tra Zelensky, Vespa e altri giornalisti selezionati è stato, per il numero uno di Kiev, altrettanto importante delle altre strette di mano. Il motivo?

Al Presidente ucraino non va giù che la maggioranza della popolazione italiana sia contraria all’invio di armi in Ucraina, da qui è conseguita la necessità di usare il palinsesto della RAI per tentare di convincere i milioni di scettici tra i cittadini del nostro Paese. E la RAI non si è fatta pregare, visto che lo stesso Bruno Vespa ha tranquillamente affermato di non capacitarsi come così tanti italiani siano contrari a usare i soldi delle loro tasse per mandare armi all’Ucraina.

Nessuna domanda scomoda per Zelensky

E così Porta a Porta è stata allestita eccezionalmente per l’occasione in una cornice da film colossal, all’interno delle colonne del Vittoriano. Resta ignoto il budget utilizzato dalla RAI, con i soldi del canone, per mettere in scena quello che sembrava essere a tutti gli effetti un messaggio promozionale in favore di Zelensky.

Il presidente ucraino ha infatti potuto rispondere a domande perfettamente apparecchiate da parte di un gruppo di giornalisti rigorosamente selezionati, tra cui spiccava Monica Maggioni, già nota per le frequentazioni al gruppo Bilderberg, ed Enrico Mentanache ricordiamo aver rivendicato di non volere nelle sue trasmissioni ospiti che provino a giustificare Putin. Nessuna domanda scomoda e un budget stratosferico a carico dei contribuenti per tentare di cambiare il pensiero degli italiani.

Una pagina avvilente di giornalismo che non può non essere messa a confronto con il diverso atteggiamento assunto dai colleghi d’oltreoceano.

Il diverso atteggiamento dei giornalisti americani

Persino quindi negli Stati Uniti, Paese che più di ogni altro supporta la causa ucraina, è più facile trovare forme di giornalismo più autentiche e indipendenti rispetto a quanto andato in scena al Vittoriano. Prendiamo infatti il caso del Washington Post, giornale che non può essere sicuramente tacciato di essere filorusso, ma che anzi rientra, come linea editoriale, all’interno della galassia progressista vicina all’attuale amministrazione americana.

Eppure tutto ciò non ha impedito ai giornalisti di questa testata di porre a Zelensky quelle domande che i nostri cronisti non hanno voluto fare. L’occasione si è presentata lo scorso primo maggio, quando tre editorialisti di punta del Washington Post hanno avuto l’occasione di intervistare il Presidente ucraino proprio nel suo ufficio di Kiev.

Pur da ospiti, i giornalisti americani hanno avuto il coraggio di mettere Zelensky alle strette rispetto ad alcune informazioni riservate pubblicate nelle ultime settimane proprio dal quotidiano americano. Si tratta nello specifico delle informazioni trapelate all’interno della chat Discord da parte di alcuni informatori della Difesa americana.

“Volete aiutare la Russia”, Zelensky non è abituato a giornalisti indipendenti

Quello che è emerso è che il Presidente Zelensky sarebbe stato costantemente monitorato dagli americani che avevano paura di offensive organizzate dal numero uno di Kiev in territorio russo. E in effetti dalla documentazione sembrano emergere un paio di occasioni in cui Zelensky afferma chiaramente di voler colpire il territorio russo e addirittura occuparne i territori.

I giornalisti del Post hanno quindi chiesto chiarimenti specifici al Presidente ucraino, che, messo all’angolo, ha sbottato: “State diffondendo una serie di informazioni che non aiutano il nostro stato ad attaccare e non ci aiutano a difendere il nostro Paese. Quindi non ho ben capito di cosa parlate. Non capisco bene il vostro obiettivo. Il vostro obiettivo è aiutare la Russia? Voglio dire, questo significa che abbiamo obiettivi diversi”.

Zelensky ha quindi tentato di sviare per poi accusare i giornalisti americani di voler aiutare la Russia. Nessuna smentita però sull’intenzione di voler portare anche degli attacchi all’interno del territorio russo. Questo è d’altronde quello che dovrebbe fare un giornalista intellettualmente onesto, cercare di mettere all’angolo gli uomini potere senza alcun timore reverenziale. Di sicuro è quello che non è accaduto nell’ultima puntata di Porta a Porta.----

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