venerdì 9 dicembre 2022

Paolo Deotto x Marco Tosatti - Ma non vi Sembra che Mattarella Esondi? Sutor, ne Ultra...

 


                                                       Marco Tosatti...

Carissimi StilumCuriali, Paolo Deotto, che ringraziamo di cuore, ieri ci aveva inviato questo articolo sulle recenti attività dell'inquilino del Quirinale. Lo offriamo alla vostra attenzione nella speranza che prima o poi tardive dimissioni mettano fine allo scempio della Costituzione e della correttezza istituzionale ampiamente prevaricata dal suddetto. Buona lettura.

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Ieri, Sant’Ambrogio, apoteosi alla Scala. Il popolo esulta (…boh!) e applaude la venerabile canizie del rappresentante in Italia di UE/BCE e di Lorsignori, Mattarella Sergio. Insieme, sul medesimo palco, oltre alla Capo-killer UE, sig.ra Ursula von der Leyen, c’è il Presidente del Senato, Ignazio La Russa e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sorrisi e retorica si sprecano. E poi, che roba, come è armoniosa la nostra Repubblica, il Capo dello Stato e il Capo del Governo sullo stesso palco.

Del resto, “Siamo in democrazia”. Lo ha detto la signora Liliana Segre, che è ormai assurta al ruolo di tuttologa. Se lo ha detto lei, deve essere vero, perché se non credi a ciò che dice la signora Segre, magari sei negazionista, antisemita, no—vax e suprematista bianco.

Eppure, c’è qualcosa in questa democrazia che non funziona. E si chiama abuso di potere, con l’aggravante della recidiva reiterata.

Il giorno prima del volemose bene alla Scala, Sergio Mattarella, l’ineffabile, intervenendo in chiusura al Festival delle Regioni, aveva fatto quella che la stampa allineata (ovvero quasi tutta) ha, con palese piacere, chiamato “strigliata” al Governo.

Mattarella striglia Meloni sul Pnrr: "L'impegno con l'Ue va onorato, in gioco il futuro del Paese" (vedi su next.quotidiano).

Mattarella: sul Pnrr l'impegno europeo va onorato. Necessario completare il piano di riforme (vedi su Rai.News).

E così via....

È forse il caso di ricordare, anche se repetita NON iuvant, che nel nostro ordinamento il Presidente della Repubblica NON è titolare del potere esecutivo, che è di spettanza del Governo. La Costituzione prevede la possibilità per il Presidente della Repubblica di inviare Messaggi alle Camere (art.87). Peraltro, l’uso del messaggio è stato finora ridottissimo. Di certo non è previsto l’intervento del Capo dello Stato sulla politica governativa, che deve essere valutate dalle Camere.

Quindi, abbiamo l’ennesimo abuso di potere, con un’aggravante di malafede e pubblico inganno, perché si fa finta di non sapere che il problema dell’utilizzo dei fondi del PNRR è ereditato dal governo Draghi.

Giorgia Meloni aveva già dichiarato: “Dei 55 obiettivi del secondo semestre, 30 sono stati lasciati in eredità dallo scorso esecutivo”.

Ora, con una bella dichiarazione pubblica, è il Presidente della Repubblica che getta il bastone tra le ruote del Governo. Pubblicamente si fa finta che il problema dell’utilizzo dei fondi nasca adesso, con il nuovo governo.

Questo, per l’opinione pubblica da forgiare: “Vedete, cari cittadini, avete voluto la Meloni a Palazzo Chigi. Adesso si rischiano i fondi del PNRR per l’incapacità del governo. Ma non temete, il Quirinale vigila, per il vostro bene”.

Ma direttamente al governo Meloni il messaggio è un altro: “Cara Signora, si renda conto che quello che ha fatto il governo Draghi andava tutto bene, a prescindere. Perché Draghi è dei nostri, lei è una parvenue. Cerchi di rigare dritto…”.

E così agli attacchi al Governo da Bankitalia, dall’ANM e dai sindacati, si aggiunge l’importante assist da parte della Presidenza della Repubblica. 

Una noterella in chiusura: se le preoccupazioni di Mattarella fossero vere e sincere, l’unica strada da seguire era quella di un colloquio diretto e riservato con il Presidente del Consiglio.

La scelta di fare tranquillamente un abuso di potere, intervenendo pubblicamente contro il Governo, è chiaramente un messaggio di tipo mafioso: “Sono forte, posso fare quello che voglio (o meglio, quello che mi dicono di fare). Stai in guardia, perché se sgarri la pagherai cara”.

Poi sul palco reale alla Scala, tutti insieme sorridenti, con il rischio di morire asfissiati dalla retorica e dall’ipocrisia.

Che farà Giorgia Meloni?

Frangar non flectar o Flectar non frangar?

Il tempo ce lo dirà. Da parte nostra ripetiamo ancora “In bocca al lupo, signora Meloni” e preghiamo il Signore che protegga la nostra povera Italia dai felloni che dovrebbero difenderla e intanto consegnano le chiavi della Città ai nemici.



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