martedì 4 marzo 2025

BYOBLU24 - LA VOGLIA DI GUERRA DI VON DER LEYEN: “800 MILIARI DI EURO IN ARMI”...

 

Ursula von der Leyen indossa l’elmetto e lancia il programma ReArm Europe. In realtà l’elmetto e la mimetica vengono lasciati per i giovani ucraini costretti al fronte, mentre la Presidente della Commissione si può accontentare di un tailleur blu europeo per presentare il nuovo programma di corsa agli armamenti.

L’era del riarmo

“Siamo in un’era di riarmo. E l’Europa è pronta a incrementare in modo massiccio la sua spesa per la difesa.

Sia per rispondere all’urgenza a breve termine di agire e sostenere l’Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi molte più responsabilità per la nostra sicurezza europea”, queste le parole enfatiche scelte da Ursula von der Leyen.

Viene riesumato quindi il mito dell’urgenza e del facciamo presto: una retorica già vista durante la crisi dello spread del 2011 e poi con la diffusione del Sars Cov 2. D’altronde la fretta è il principio necessario per aggirare i paletti della democrazia, come le lunghe discussioni parlamentari e le rigide procedure di trasparenza.

Un deja vu che non può che far tornare alla mente il caso dell’acquisizione delle dosi di vaccino Pfizer, per cui proprio von der Leyen risulta ancora indagata.

Niente patto di stabilità per le armi

E in che cosa consiste esattamente il ReArm Europe? La Commissione europea intende mobilitare circa 800 miliardi di euro attraverso cinque possibili canali. Primo: sarà sospeso il patto di stabilità per la spesa pubblica nel settore della difesa. Quindi il dogma delle regole fiscali europee decade se si tratta di comprare armi, mentre resta in vigore per altri settori, come scuola e sanità.

Secondo: la Commissione intende mettere in piedi l’ennesimo strumento di prestiti per un totale di 150 miliardi di euro. In questo caso la spesa degli Stati sarà vincolata alle condizioni imposte da Bruxelles. Terzo: saranno sottratte risorse dal bilancio europeo per essere dirottate nel settore della difesa. Quali saranno quindi i settori definanziati? Non si sa.

Quarto: prendere risorse dall’Unione dei risparmi e degli investimenti. Quinto: prendere risorse dalla Banca Europea degli Investimenti.

Questo programma si può quindi tradurre così: raschiare dalle tasche dei contribuenti europei quante più risorse possibili per una guerra che i contribuenti europei non vogliono. Gli ultimi sondaggi condotti da YouGov dimostrano un continuo calo del consenso al supporto all’Ucraina, addirittura anche in quei Paesi storicamente più avversi alla Russia come Gran Bretagna, Danimarca e Svezia.

E ora cosa succede? Si giocherà tutto al prossimo Consiglio europeo, dove i capi di Stato saranno chiamati ad esprimersi sulla chiamata alle armi di Ursula von der Leyen.---

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