mercoledì 4 settembre 2019

Comunicato Stampa: S.L.A.I.cobas di Pomigliano d’arco, 4 settembre 2019




PS: Ricevo da SLAI cobas di Pomigliano d'Arco questo Comunicato Stampa....lo pubblico con immenso piacere , ringrazio i lavoratori e li invito a tenermi aggiornato su questo "assassinio dei lavoratori"....ma "state sereni"...arriva il nuovo governo con il M5S e PD....Auguri!!!!!
umberto marabese

Intercategoriale S.L.A.I.cobas

Comunicato stampa

INCONTRO TRA MINISTERO DEL LAVORO FCA E SINDACATI FIRMA-TUTTO: “STAMATTINA A ROMA PARTI SOCIALI E MINISTERO HANNO OSSEQUIOSAMENTE CONFERMATO LE
STRUTTURALI STRATEGIE AZIENDALI PRELUDENTI ALLA MORTE ASSISTITA DELLE
FABBRICHE ITALIANE DEL LINGOTTO - E DELL’INTERA COMPONENTISTICA COLLEGATA - E
CONDANNATO I LAVORATORI DEL GRUPPO ALL’<ERGASTOLO DELLA CASSA INTEGRAZIONE INFINITA>! LAVORATORI GIA’ SOTTOPOSTI DA DECENNI AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ”!...


“Potremmo dire che stamattina al Mise la montagna delle ultratrentennali strategie di finto rilancio occupazionale e produttivo e falsi piani industriali del gruppo Fca italiano, a fronte del conseguente disastro sociale, industriale, occupazionale ed istituzionale-economico-erariale ha partorito il topolino dell’ennesino rinnovo per l’ennesimo altro anno della cassa integrazione a Pomigliano d’Arco e a Nola”… dichiara da Pomigliano d’Arco Mara Malavenda dell’esecutivo nazionale del sindacato… il fatto e che questo topolino è ‘portatore sano’ di vari e pericolosi parassiti ed agenti virali e patogeni che stanno minando in questi anni la tenuta e la salute non solo dei diritti dei lavoratori e di quelli sociali ma dell’intero comparto industriale (di cui l’automotive è di fatto elemento strategico e trainante) nonché delle casse dello Stato”!

UNA STRAGE DI 140.000 POSTI DI LAVORO (NB. CENTOQUARANTAMILA!) DAL 1979 AD OGGI! UNA STRAGE REALIZZATA CON PIANI INDUSTRIALI FALSIFICATI E COMPLICI COPERTURE DI STATO, POLITICHE E SINDACALI ! UNA STRAGE CHE ANCORA OGGI CONTINUA !

“Vero è”… continua Malavenda… “che siamo a fronte di una vera e propria ‘scelta di auto sabotaggio”: una scelta ossequiosamente assistita dallo Stato con lo sperpero di ingentissime risorse economiche pubbliche in grave danno erariale! Nel 1979 la Fiat Auto spa, oggi Fca Italia, contava 135.000 addetti negli stabilimenti italiani cui, dal 1986, si aggiunsero i 34.000 del gruppo Alfa Romeo (all’epoca svenduto a quattro soldi dall’IRI alla Fiat) per un totale complessivo di 169.000 addetti. Tra il 1979 ed il 1991 sono stati espulsi dal ciclo produttivo 70.500 lavoratori. Intanto l’azienda già procedeva alla chiusura di interi stabilimenti tra i quali Lancia (Chivasso), Alfa Romeo (Portello), Autobianchi (Desio), Maserati (Lambrate) Sevel Campania (Pomigliano), Somepra (Avellino), Meccaniche (Pomigliano), e poi le fabbriche di Arese e Termini Imerese”…“Ed oggi, come chiaramente prevedibile”… insiste la sindacalista… “la situazione italiana delle fabbriche del Lingotto è addirittura ridotta ‘al lumicino di un irreversibile e prossimo collasso occupazionale’ tenuto conto che (dati dello scorso anno,) nel 2018 risultavano appena 29.000 lavoratori (inclusi quelli di Maserati e Ferrari) in organico delle fabbriche automotive della FCA italiana”…. “da circa 30 anni l’azienda continua a presentare e disattendere piani industriali-serial in una evanescente sequenza in cui il piano successivo
smentisce ed annulla il precedente. Con questi pseudo piani industriali l’azienda ha ottenuto investimenti pubblici multimiliardari ed usati in danno sociale per chiudere e/o ridimensionare gli stabilimenti, godendo inoltre di una cassa integrazione a perdere ultratrentennale che ancora persiste senza soluzione di continuità, perché mancante di realistici sbocchi occupazionali, e consapevolmente disattendendo tutti i solenni impegni
contratti con le parti istituzionali e relativi all’obbligatorio adempimento delle garanzie sociali ed  occupazionali precedentemente contratti”! Sarebbe bene che parte istituzionale (ministeri attuali, e quelli futuri dell’ennesimo ‘cambiamento’, naturalmente in peggio per i lavoratori) fornissero l’intero materiale (accordi sindacali e di programma e deliberazioni istituzionali necessarie all’erogazione degli ingentissimi
finanziamenti pubblici derivati e ai collegati e svariati milioni, se non miliardi, di ore di cassa integrazione fruiti dall’azienda per missioni produttive inveritiere onde verificare la liceità dell’intera e torbida vicenda da parte aziendale nonché istituzionale e sindacale! In mancanza si attiverà il nostro sindacato con i lavoratori rappresentati che già stanno ottenendo una valanga di sentenze risarcitorie dalla magistratura, per milioni di euro complessivi, nei vari gradi di giudizio per i danni economici subiti”!

Slai cobas - Pomigliano d’arco, 4 settembre 2019

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