martedì 17 settembre 2019

By Angela Mauro x Post La scissione di Renzi deflagra in Ue. Per ora nel Pd nessuno si muove, ma..


La scissione di Renzi deflagra in Ue. Per ora nel Pd nessuno si muove,


Nicola Danti, punto di riferimento di Renzi tra gli eurodeputati, potrebbe essere il primo a lasciare i dem. Bonafè, Moretti, Ferrandino, Picierno riflettono. Le opzioni sul tavolo: restare nei socialisti ma c'è sempre la 'casa di Macron'. E Gozi, dalla Francia, saluta con favore la mossa di Matteo


Si dicono sconcertati. Fuori dalla plenaria a Strasburgo, i renziani al Parlamento europeo - da Simona Bonafè, appena eletta vicepresidente del gruppo Socialisti e Democratici, ad Alessandra Moretti, Pina Picierno, Giuseppe Ferrandino, Paolo De Castro - ora devono capire cosa fare. Questa novità della scissione di Matteo Renzi dal Pd se l’aspettavano, ma non per questo sono preparati a gestirla: per ora non si muovono dai dem. Riflettono. Caso a parte, Nicola Danti, punto di riferimento di Renzi tra gli eurodeputati democratici: nemmeno lui oggi segue il capo, ma prossimamente potrebbe...

Danti e Renzi sono legati politicamente da una vita. Tra l’altro, l’eurodeputato fiorentino è arrivato solo oggi qui all’Europarlamento: primo giorno di scuola nella nuova legislatura, in quanto è subentrato a Roberto Gualtieri, nominato ministro del Tesoro in Italia. Arriva proprio nel giorno della scissione. Per ora non si muove. Un domani lo farà. Fu lui – insieme a Sandro Gozi - ad accompagnare Renzi in giro per le visite ufficiali anche in Commissione Ue a Bruxelles prima di Natale, quando l’ex premier decise di piombare all’improvviso in terra belga per contatti europei. Gozi: da anni va dicendo che “bisogna superare il Pd e costruire una ‘En marche’” italiana. Oggi saluta con favore l’iniziativa di Renzi.
Insomma la scissione terremota la delegazione dem all’Europarlamento, pur non attecchendo. E’ solo l’inizio, siamo al primo giorno dell’era post Pd per Renzi, qui non si pongono il problema di decidere oggi, come del resto hanno fatto alcuni deputati e senatori in Italia (dal capogruppo al Senato Andrea Marcucci agli altri che sono rimasti nel Pd). Il punto, ti dicono qui attenti a chiedere di non essere citati, “è il Pd che vuole Zingaretti, cosa vuole fare politicamente? Se vuole tornare ai Ds, no grazie”.
Non se ne vanno, ma cominciano a stare con un piede fuori. Pur mettendo in conto di restare nel gruppo dei Socialisti e Democratici. Del resto, fu Renzi, quando era segretario a stabilire formalmente l’ingresso del Pd nella famiglia socialista. Ma, c’è un ma. C’è sempre un’altra opzione: il gruppo di Renew Europe, i liberali che comprendono eurodeputati ormai storici come il belga Guy Verhofstadt, ma anche i nuovi arrivati eletti con la Republique En marche di Emmanuel Macron.
Gozi, per dire, è già un macroniano convinto, oltre che ante litteram, visto che le sue relazioni politiche con il gruppo dei francesi risalgono a prima che il presidente venisse eletto all’Eliseo. Per Gozi, eletto nelle liste di En marche alle europee e al momento impegnato a lavorare con il governo francese, c’è un seggio all’Europarlamento quando la Brexit diventerà effettiva, il 31 ottobre, se mai lo sarà. Gli ex Pd potrebbero seguirlo nel gruppo dei liberali? L’opzione è sul tavolo, almeno per alcuni, quelli senza carica nel gruppo dei socialisti. Tutto aperto, epicentro in Italia, scosse che arrivano fino a Bruxelles, orizzonte che Renzi certo vorrà praticare in futuro.

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