Contro l’Europa si scaglia di nuovo anche il premier ungherese, Viktor Orban, che risponde alle pretese di Francia, Germania e Spagna: “Questa dichiarazione è una triste testimonianza della cattiva leadership brussellese. Mentre Trump e Putin negoziano sulla pace, i funzionari dell’Ue rilasciano dichiarazioni prive di valore. Non si può chiedere un posto al tavolo dei negoziati. Bisogna guadagnarselo! Con la forza, buona leadership e diplomazia intelligente. La posizione di Bruxelles, sostenere l’uccisione finché è necessario, è moralmente e politicamente inaccettabile”.

Diversa la posizione di Kallas: “Qualsiasi soluzione rapida sull’Ucraina è un affare sporco che abbiamo già visto in passato, ad esempio a Minsk, e semplicemente non funzionerà. Non fermerà le uccisioni, la guerra continuerà. Se facciamo un paragone, possiamo fare un parallelo con il 1938. Non è una buona tattica di negoziazione se si dà via tutto prima ancora che le discussioni siano iniziate. È appeasement, e non funziona”.

La capa della diplomazia Ue ha poi sollevato la questione della sicurezza dell’Ucraina, punto cruciale di ogni possibile trattativa: “Se stiamo dicendo che l’Ucraina non avrà l’adesione alla Nato, ma qualche altra garanzia di sicurezza, allora la domanda che deve trovare una risposta da parte di tutti è quali sono queste garanzie di sicurezza. Un accordo fatto alle nostre spalle semplicemente non funzionerà perché per qualsiasi tipo di accordo deve essere attuato dagli europei e dagli ucraini”.

Queste preoccupazioni sono condivise da Kiev, ma dopo il dialogo Zelensky-Trump trapela ottimismo per come stanno progredendo i colloqui: mercoledì il presidente ucraino ha parlato di “conversazione significativa“. “Abbiamo parlato a lungo delle opportunità di raggiungere la pace, abbiamo discusso della nostra disponibilità a lavorare insieme a livello di squadra e delle capacità tecnologiche dell’Ucraina, compresi i droni e altre industrie avanzate. Sono grato al presidente Trump per il suo interesse in ciò che possiamo realizzare insieme”. Tra questi progetti, come dichiarato nei giorni scorsi, ci sono anche importanti concessioni estrattive per le aziende americane in territorio ucraino, una partita, almeno stando a quanto dichiarato dal presidente americano, da 500 miliardi di dollari.

Zelensky ha poi proposto al tycoon di usare 300 miliardi di dollari di asset russi congelati per acquistare armi americane, secondo quanto riporta Bloomberg. Gli asset russi congelati sono concentrati in Europa e, secondo un diplomatico del Vecchio Continente, potrebbero essere la carta degli europei da usare nelle trattative per l’Ucraina. “Nessuno desidera la pace più dell’Ucraina. Insieme agli Stati Uniti, stiamo tracciando i nostri prossimi passi per fermare l’aggressione russa e garantire una pace duratura e affidabile. Come ha detto il presidente Trump, facciamolo”, ha detto sui social Zelensky. Con Trump “abbiamo concordato di mantenere ulteriori contatti e di pianificare i prossimi incontri”, ha concluso.

Il Cremlino ha poi voluto chiarire che l’Europa non è del tutto esclusa dai colloqui, dato che i negoziati devono riguardare anche “tutte le questioni relative alla sicurezza nel continente europeo”.

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