L’Unione europea mette a libro paga i media:
Con oltre 132 milioni di euro, nel corso dell’anno elettorale l’UE ha utilizzato il denaro dei contribuenti per promuovere servizi e messaggi “graditi all’Unione”.
Il mandato per l’accordo multimilionario arriva direttamente da Ursula Von Der Leyen e dalla presidente del Parlamento, Roberta Metsola.
I vertici hanno agito in gran "segreto", aggirando le norme su trasparenza e responsabilità.
Come ha infatti evidenziato il Fatto Quotidiano, i fondi non sono stati distribuiti direttamente ai media europei, ma affidati a un intermediario privato: Havas Media France, agenzia pubblicitaria del gruppo Vivendi.
Tale mossa ha permesso di rendere opaca la destinazione dei milioni. È quindi impossibile pubblicare i singoli pagamenti e i nomi dei destinatari.
Il quotidiano tedesco Berliner Zeitung ha fatto richiesta formale di accesso per sapere quali media hanno beneficiato dei fondi, ma Ursula Von Der Leyen ha risposto picche.
Una reazione che ha alimentato lo scandalo e i dubbi sui reali fini dell’Unione, sempre più lontana dal sostenere un’informazione che sia realmente indipendente.
Ad aprile 2024 su Byoblu avevamo già parlato di come il gruppo editoriale GEDI, che gestisce fra gli altri la Repubblica e la Stampa, avesse stretto un accordo con Parlamento e Commissione per pubblicare articoli sulle elezioni europee in cambio di denaro pubblico.
Al tempo si parlava di 9 milioni di euro.
Sul libro paga dell’Unione ci sarebbero però diversi altri media italiani.
Sempre secondo il Fatto, avrebbero ricevuto mandato di propagandare una narrazione favorevole all’Unione: la Rai, Mediaset, Sky, Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, Ansa, Agi, AdnKronos e Citynews.
Un’evidente crisi dell’editoria.
È recente infatti la pubblicazione dei dati di vendita da parte di Ads, secondo la quale la maggioranza delle testate italiane hanno subito un crollo....
...forse perché i lettori si sono resi conto che la loro lettura dei fatti non è così indipendente come vorrebbero far credere?

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