“Da Mattarella invenzioni blasfeme sulla Russia“. Mosca attacca il Presidente della Repubblica e lo fa con il portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova.
In un discorso tenuto all’università di Marsiglia lo scorso 5 febbraio, Sergio Mattarella aveva paragonato l’operazione militare di Mosca in Ucraina alla Germania nazista.
“Negli anni ‘30 anziché la cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”
Sergio Mattarella
Parole che non sono piaciute alla Russia. Prevedibile, considerando che il presidente Vladimir Putin ha più volte descritto l’intervento in Ucraina del 24 febbraio 2022 come un’operazione di liberazione dai nazisti, a sostegno delle popolazioni russofone.
“Mattarella ha fatto paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista“, attacca Maria Zakharova. “È strano sentire tali invenzioni blasfeme dal presidente dell’Italia, un Paese che conosce per esperienza diretta cos’è il fascismo. Mattarella non conosce la sua storia? Non credo”, si chiede la portavoce del Ministero degli Esteri.
“La Russia è stata soggetta a un attacco mostruoso della Germania di Hitler ma il nostro Paese non solo è riuscito a cacciare il nemico dal suo territorio. Lo ha anche riportato indietro fino a casa, distruggendolo. E allo stesso tempo ha liberato l’Europa dal nazismo e dal fascismo”
Maria Zakharova
La portavoce russa ricorda che l’Italia e gli altri Paesi della NATO “stanno pompando con moderne armi letali il regime terrorista neonazista di Kiev, sostenendo così in modo incondizionato il regime criminale in tutti i suoi crimini”.
Non si è fatta attendere la replica del governo italiano. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito quelli di Mosca “insulti che offendono l’intera nazione italiana“.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha manifestato la sua solidarietà nei confronti del Presidente della Repubblica: “Quelle di Mosca sono parole offensive“, dice, definendo “un uomo di pace” Mattarella, che nel 1999 ricoprì il ruolo di ministro della Difesa del governo D’Alema, che aveva messo a disposizione gli aeroporti militari per il decollo degli aerei che bombardarono la Serbia.
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