TRUMP MANDA IN TILT LA POLITICA ITALIANA: MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE DIVISE SULLA LINEA DEGLI USA SU KIEV.
Si fanno sempre più dirompenti le posizioni di Donald Trump sull’Ucraina, dopo il vertice tra Rubio e Lavrov a Ryad, l’Inquilino della Casa Bianca ha definito Zelensky un “dittatore mai eletto” e un “comico mediocre”. Secondo la Reuters, inoltre, gli USA si rifiutano di firmare una risoluzione ONU di condanna verso Mosca, sollevando obiezioni all’espressione “aggressione russa”. La clamorosa inversione delle posizioni di Washington sul conflitto sta terremotando la politica internazionale e anche quella italiana.
Giorgia Meloni tenta un complicato esercizio di equilibrismo. Subito dopo le dichiarazioni di Trump su Zelensky, la presidente del Consiglio telefona a Justin Trudeau, presidente di turno del G7. Secondo il comunicato diffuso da Palazzo Chigi a seguito del colloquio, Meloni avrebbe ribadito che “la priorità per l’Italia è la stessa del resto dell’Europa, della Nato e di Kiev: fare di tutto per fermare il conflitto e raggiungere la pace”. Nella stessa telefonata, Giorgia Meloni ha comunicato al primo ministro canadese l’intenzione di non partecipare alla prossima riunione del G7, in programma il 24 febbraio, in corrispondenza con il terzo anniversario della guerra. Al suo posto ci sarà Antonio Tajani.
Matteo Salvini si smarca dalla linea della prudenza. Intervistato da “La Repubblica” sull’imminente viaggio della commissione europea a Kiev, sempre in occasione del 24 febbraio, il segretario della Lega ha detto: “Ursula Von der Leyen può andare dove vuole, non mi pare che abbia risolto granché in questi anni. Trump sull’Ucraina? Vada assolutamente avanti così”.
Ma se la compattezza della maggioranza si sfalda di fronte alle nuove posizioni della Casa Bianca, nell’opposizione la frattura appare ancora più vistosa. Da alcuni giorni Giuseppe Conte ha portato il Movimento 5 Stelle nelle braccia di Washington: Trump “ha smascherato tutta la propaganda bellicista dell’Occidente sull’Ucraina”, ha detto di fronte al Montecitorio dopo aver convocato i giornalisti, per poi aggiungere il giorno dopo su Rete4: “E’ stato un errore scommettere sulla vittoria militare di Kiev contro Putin”.
Ce n’è più che abbastanza per mandare in tilt il “campo progressista”. Nicola Fratoianni irride Giuseppe Conte: “Di fronte a chi vuole far passare Trump come un pacifista viene solo un sorriso assai amaro”, sono le parole del leader di Verdi-Sinistra. Mentre per Carlo Calenda, “solo se il PD avrà il coraggio di rompere con i Cinque Stelle si potranno trovare convergenze”. Per il Partito Democratico al momento Elly Schlein non si esprime e a ribadire la posizione del Nazareno ci pensa il responsabile Esteri del partito, Giuseppe Provenzano, che su X parla di: “insulti di Trump contro l’Europa, contro la verità. Disprezzo per le vittime della guerra, volontà non di realizzare pace e giustizia, ma di umiliare l’aggredita Ucraina”.

Nessun commento:
Posta un commento