domenica 25 agosto 2019

Governo, M5s e Pd al muro contro muro. Zingaretti: "Discontinuità anche sui nomi". Di Maio: "Conte o niente"

Zingaretti a Di Maio: "Confronto sui contenuti, ma serve discontinuità anche nei nomi". Gelo dei 5S: "L'Italia non può aspettare il Pd"

Il segretario del Pd insiste sul no al premier uscente ("Italiani non capirebbero un rimpastone") e chiede un confronto sui contenuti prima che sul candidato. Ma i cinque stelle non tornano indietro. Fico intanto si tira fuori. I democratici avviano i tavoli sul programma per l'ipotetico esecutivo giallo-rosso.
M5S e Pd a un passo dalla rottura sulla formazione del governo. Una telefonata intercorsa oggi tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio sembrava aver ravvivato la trattativa tra Pd e M5s per provare a costruire un governo giallo-rosso, ma poi nel pomeriggio la situazione è nuovamente precipitata. Zingaretti ribadisce il suo no: "L'Italia non capirebbe un rimpastone, il mandato della segreteria è per un governo di discontinuità e discontinuità è anche cambio di persone", dice il segretario del Pd che però non chiude le porte ad altre vie: "Non crediamo nella formula del contratto, bisogna costruire un programma utile. Incontriamoci da domani e parliamo sui contenuti, senza  veti e ultimatum".

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Ma il Movimento Cinque Stelle in una nota replica seccamente che "la soluzione è Conte, il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepremier Luigi Di Maio. Non si può aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. E' assurdo. L'Italia non può aspettare il Pd".

Luigi Di Maio nel frattempo, ha smentito, le voci che parlavano di un'offerta scambio fatta a Zingaretti: Conte a Palazzo Chigi e al Pd la maggior parte dei ministeri chiave di un eventuale esecutivo con M5s. In questo modo, dicevano le indiscrezioni, si sarebbe realizzata la discontinuità chiesta dal segretario Zingaretti. Ma Di Maio ha smentito e Zingaretti ha ribadito il no a Conte premier.

Fico si sfila dalla premiership Da parte sua il presidente della Camera si sfila. Fonti di Montecitorio ricordano che Fico "ricopre l'incarico di presidente della Camera dei deputati" e fanno sapere che la terza carica dello Stato "intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo".

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Il nome sul tavolo rimane dunque quello di Conte, che ieri dalla Francia ha definitivamente chiuso le porte alla Lega. Al punto da porre un aut aut al Pd: "Nessun confronto è possibile davanti ai veti - si apprende da fonti M5s - come quello che continua ad arrivare sul premier Giuseppe Conte. Se non si sciolgono i veti e non otteniamo le garanzie adeguate per il Paese diventa tutto molto difficile".

Beppe Grillo rilancia Conte

Anche Beppe Grillocome aveva già fatto due giorni fa, rilancia il premier in un nuovo post sul suo blog: "Saluto con grande piacere il Professor Giuseppe Conte - si legge -  lo abbiamo visto attraversare una foresta di dubbi e preoccupazioni maldestre, faziose e manierate, che ha saputo superare grazie a dei requisiti fondamentali per la carica che e' destinato a ricoprire: la tenuta psicologica e l'eleganza nei modi...'. Così scrivevo a proposito del nostro Presidente del Consiglio, a maggio del 2018 e questo è il mio pensiero a distanza di un anno".

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La carta Fico, ovviamente, piace ai parlamentari vicini al presidente della Camera. E anche a ex grillini come la senatrice Paola Nugnes: "Io credo veramente che questa sarebbe l'unica vera soluzione per una reale discontinuità ed una reale possibilità per un governo Pd e MoVimento 5 Stelle".

Nel Partito democratico

Le trattative, comunque, sono in corso e oggi, alle 15, il Pd ha dato il via al Nazareno ai sei tavoli di discussione sul programma di governo da sottoporre al prossimo vertice con i cinquestelle. E la discussione all'interno del partito continua. Dario Franceschini, in un tweet, consiglia a tutta la comunità dem di adottare il modello comunicativo dell'Italia ai mondiali dell'82: "Il silenzio stampa portò fortuna: fino alla fine della crisi parla Nicola Zingaretti per tutti, come allora fecero gli azzurri con Zoff". Ma dal fronte renziano continuano ad arrivare pressioni a Zingaretti: "Accetti la sfida del M5S, via libera a Conte per formare un esecutivo di svolta sui contenuti e sulla compagine ministeriale". È quanto fanno emergere fonti parlamentari renziane che spingono per l'accordo di governo con i Cinque stelle. "Il segretario si ricordi che è ancora possibile un governo con Salvini reinsediato al Viminale. Per questo il Pd deve mantenere la barra dritta, e lavorare ad una alleanza riformatrice, anche con Conte premier".
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I tavoli di discussione del Pd al Nazareno

Molto critico nei confronti dell'ipotesi Conte bis, Fabrizio Barca: "Un Presidente del Consiglio è responsabile di ogni atto legislativo del proprio Governo. Se, demonizzando Salvini, si forma un governo diretto dallo stesso presidente che ha abbracciato ieri le sue norme, si cade nel grottesco, si insultano i cittadini e si mortificano le istituzioni". Lo scrive su Twitter Fabrizio Barca. "E su Conte candidato a Presidente drl Consiglio che passa dal forno 1 al 2 fatemela dire tutta: se anche un solo deputato del PD fosse pronto a votarlo per comprare il tempo per costruire l'uscita dal PD stesso... saremmo anche in presenza di una vergogna".

Tra i pentastellati, intanto, si fa sempre più concreta l'opzione del voto con la piattaforma Rousseau sull'alleanza di governo.
Intanto, sul fronte centrodestra, Fratelli d'Italia fa sapere di avere raccolto 50mila firme - sul web e di persone - per chiedere elezioni subito. Per la Lega parla il presidente della Commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi: "L'unica maggioranza possibile tra M5S e PD sarebbe quella a tutela di qualche mese stipendio di qualche attuale parlamentare senza arte né parte e gli italiani secondo me se ne stanno accorgendo benissimo".


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