Dopo il Qatargate sta ora per scoppiare l’Israelgate. Di che cosa si tratta?
L’attività lobbista dell’Israel Defense & Security Forum
Tutto parte da un’inchiesta condotta dal portale Follow The Money, pubblicata nei giorni scorsi, e che analizza nel dettaglio l’attività di lobbying condotta all’interno delle istituzioni europee da parte dell’Israel Defense & Security Forum. Si tratta di una potente organizzazione privata israeliana che riunisce circa 35.000 ufficiali di riserva e operativi provenienti da tutte le branche delle forze di sicurezza.
Un’associazione di lobbying di militari a tutti gli effetti e che ha l’obiettivo di esercitare pressione sulle istituzioni straniere per garantire la sicurezza di Israele. Non solo. Quest’organizzazione è sostenitrice della politica di colonizzazione della Cisgiordania: ossia la costruzione di insediamenti illegali in territorio palestinese e che porta, spesso, come conseguenza scontri violenti tra israeliani e palestinesi.
Lobbissmo illegale in casa UE
Bene, secondo i giornalisti di Follow The Money i membri di questa organizzazione avrebbero avuto diversi incontri con esponenti delle istituzioni europee, senza seguire le procedure di trasparenza richieste per l’attività di lobbying. Anzi, l’Israel Defense & Security Forum avrebbe addirittura avuto la possibilità di organizzare una conferenza all’interno degli spazi del Parlamento europeo. Questo com’è stato possibile, visto che per accedere a quell’edificio è necessaria l’esibizione di un pass d’accesso?
Secondo l’inchiesta i lobbisti israeliani avrebbero utilizzato dei lasciapassare forniti dagli stessi europarlamentari. E tra i nomi di chi ha incontrato i lobbisti di Tel Aviv vengono citati Andrius Kubilius, lituano commissario europeo per la difesa e lo spazio, e l’italiana Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. Quest’ultima anche immortalata in foto con Elie Pierpz e Amir Avivi, esponenti di spicco della lobby.
Nessuna sanzione UE, obiettivo raggiunto per Israele
Osservando gli atti ufficiali dell’Unione europea sembra che questa attività di pressione abbia avuto i suoi effetti. Finora infatti Bruxelles ha tollerato il massacro di civili operato da Tel Aviv a Gaza, senza imporre alcun tipo di sanzioni. Sanzioni che non si sono nemmeno viste per gli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania.
D’altra parte Pina Picierno non ha mai perso occasione per rivendicare il diritto di Israele a difendersi. La speranza ora è che l’inchiesta giornalistica sia solo l’inizio di un doveroso approfondimento giudiziario su un’attività lobbistica che sarebbe del tutto fuori dalla legalità.
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