25 Marzo 2025 Michele Crudelini
Risposta arrogante e tirata di capelli. Il professor Romano Prodi torna così alla ribalta, ricevendo per lo più critiche, ma anche elogi.
Come quello di Massimo Giannini, che con Prodi ha scritto un libro, e che ha così twittato: “La lezione di Romano Prodi ai poveri sicari del giornalismo di regime”. E a proposito di giornalisti di regime non può non venire alla mente il doppio inchino che proprio Giannini aveva riservato all’ex Ministro della Salute Roberto Speranza.
Sbocciato con Andreatta e il Bilderberg
Tuttavia nell’indignazione generale contro Prodi, sembra che la memoria collettiva abbia dimenticato il curriculum del professore bolognese che, in diversi punti, è in grado di oscurare di molto persino una tirata di capelli ad una donna.
Cresciuto nell’Università di Bologna all’ombra di Beniamino Andreatta, Romano Prodi è salito alla ribalta della vita politica italiana negli anni ’80. Con Andreatta il professore bolognese ha condiviso alcuni passaggi della sua ascesa.
Entrambi infatti hanno mosso i primi passi all’interno delle conferenze del gruppo Bilderberg, l’incontro a porte chiuse che riunisce ogni anno il gotha della finanza e della politica internazionale. Dopo quella partecipazione, tra il 1978 e il 1980, Andreatta è diventato Ministro del Tesoro, facendosi poi fautore del divorzio tra il suo Ministero e la Banca d’Italia.
Mentre Prodi è stato nominato alla Presidenza dell’IRI, l’istituto di ricostruzione industriale che in quel momento controllava circa 1.000 società e dava lavoro a 600.000 dipendenti.
Tra privatizzazioni e Goldman Sachs
E come spesso accaduto nella carriera di chi ha partecipato al Bilderberg, anche Prodi ha portato avanti un’agenda di privatizzazioni, che ha portato alla dismissione dell’IRI a fine anni ’90 e alla svendita delle società controllate.
Per uno strano scherzo del destino tra il 1990 e il 1993 Prodi ha poi svolto il ruolo di consulente per la banca d’affari americana Goldman Sachs, la stessa che ha utoav un ruolo di primo piano proprio nelle operazioni di privatizzazioni delle grandi aziende pubbliche italiane. Secondo un’inchiesta del giornalista britannico Evans-Pritchard tra il 1990 e il 1993 Romano Prodi avrebbe ricevuto 1,4 miliardi di lire per mezzo di una società di sua proprietà denominata “Analisi e Studi Economici”.
Mentre il 30 ottobre 1995 il professore bolognese ha consegnato la laurea ad honorem in Economia direttamente nelle mani di George Soros, lo speculatore ungherese che solo tre anni prima aveva affossato la lira con una pesante speculazione finanziaria con gravi danni per l’erario italiano.
Nonostante questo Prodi è stato poi premiato con la Presidenza del consiglio decisiva per l’ingresso dell’Italia nell’euro e poi come Presidente della Commissione europea. Insomma tirata di capelli o meno, Prodi ha un curriculum che dimostra in modo esaustivo la sua reale identità.---
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