lunedì 29 dicembre 2025

BYOBLU24 - LA PACE MANCANTE IN UCRAINA E TRUMP ASPETTA L’EUROPA

 


29 Dicembre 2025 Andrea Tomasi

Voce del verbo pacificare o rimandare. Si continua a sparare e a morire in Ucraina. I tentativi di accordo promossi oltreoceano dall’amministrazione Trump per ora non sono andati a buon fine.

L’incontro post natalizio tra il presidente americano e quello ucraino – ospitato nel resort Mar-a-Lago, a Palm Beach, in Florida – non ha ancora portato a un atto concreto, alla fine delle ostilità e alla fine delle violenze. 



Trump ci sta lavorando ma ha incontrato le resistenze del governo di Kiev, con Zelensky che si fa forte del sostegno dell’Unione europea che continua sulla linea bellicista.

Per ora solo virili strette di mano e sorrisi un po’ forzati. Ma la realtà è che tutto è rimandato ai primi giorni del 2026. Il nodo da sciogliere è il principalmente quello sul destino del territorio russofono del Donbass, il futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia oltre all’area di libero commercio.

L’inquilino della Casa Bianca ha detto che un accordo “è vicino”. “Se le cose vanno bene – ha dichiarato – fra poche settimane ci potrebbe essere. Qualcuno direbbe che siamo al 95%.Io non so la percentuale ma abbiamo fatto molti progressi”.

Ottimismo di facciata o reale? Non lo sappiamo, anche perché non sappiamo cosa si sono detti Donald Trump e Vladimir Putin nella telefonata che ha anticipato l’incontro ufficiale con Zekensky (a cui gli europei hanno partecipato da remoto)

Tutto rimandato dunque all’inizio dell’anno, quando ci sarà il confronto con i leader europei,  i componenti di quella Unione che – per voce della presidente Ursula von der Leyen – non hanno mai fatto un passo indietro nel percorso pro guerra, sia in termini concreti (il sostegno economico in armamenti) sia in termini di dichiarazioni (il “no” ad una corsa verso la i pace si è sentito forte e chiaro).

Un altro nodo da sciogliere oltre ai territori è quello della possibile tregua, a cui Putin si è opposto perché considerata solo un escamotage per ridare fiato ad un nemico evidentemente in affanno, al netto dei racconti propagandistici che si sentono fare qui da noi in occidente.

“Ci stiamo lavorando, capisco Vladimir Putin su questo punto”, ha osservato Donald Trump.

Si registra infine l’apertura, da parte ucraina, ad un referendum sul piano di pace e anche su nuove elezioni, che in Ucraina non  si vedono dal lontano 2019. Donald Trump si è poi detto disponibile ad una trasferta a Kiev e ad un suo intervento nel parlamento ucraino per spingere all’approvazione del piano in 20 punti e quindi alla pace, finalmente.-----

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