Esiste una nuova prassi nelle democrazie del blocco occidentale :se un partito che esprime idee contrarie a quelle dell’establishment sta crescendo o addirittura vince le elezioni, ecco che si attivano tutti gli strumenti possibili per distruggerlo.
Dalla Romania all’Austria: cercasi democrazia in occidente
È successo in Romania dove è intervenuta addirittura la Corte Costituzionale per annullare la tornata elettorale che aveva visto il trionfo di Calin Georgescu, critico verso l’Unione europea e la NATO.
È successo in Austria dove il Presidente della Repubblica si è rifiutato di affidare l’incarico al partito FPO, che aveva trionfato alle elezioni: “Non nominerò un leader antieuropeo o con posizioni non dichiaratamente di condanna verso la guerra della Russia contro l’Ucraina”, aveva chiosato il Presidente austriaco. Stessa pratica, luogo diverso.
Il documento choc del Ministro dell’interno
Andiamo in Germania, dove il prossimo 23 febbraio si terranno le elezioni federali anticipate, dopo la sfiducia del Parlamento tedesco nei confronti del cancelliere Olaf Scholz. Secondo i sondaggi più recenti il partito AFD, euroscettico e contrario all’invio di armi all’Ucraina, è in continua crescita, attestandosi ora al 22%, come seconda forza politica dietro i cristiano democratici.
Un’esplosione di consenso che non sta andando molto a genio nelle stanze del potere tedesco. Nelle scorse ore il portale Junge Freiheit ha infatti divulgato una direttiva proveniente dal Ministro dell’interno tedesco, Nancy Faeser (socialdemocratica) e indirizzata alla polizia federale.
Il messaggio è chiaro: qualunque agente venga scoperto essere membro o anche solo simpatizzante del partito AFD verrà immediatamente espulso dal corpo di polizia. La notizia, al momento, non è stata smentita.
Elezioni farsa anche in Germania?
E il partito tedesco chiamato in causa ha infatti pubblicato un comunicato per denunciare la discriminazione: “I piani del ministro federale degli interni della SPD Faeser e del presidente della polizia federale Romann sono allarmanti e rappresentano un attacco alla libertà politica di espressione e all’indipendenza delle nostre autorità di sicurezza che violano i diritti fondamentali”, si è così espressa Alice Weidel, copresidente del partito AFD.
Non è però la prima volta che in Germania si tentano di intimidire le forze dell’ordine rispetto ad eventuali simpatie politiche. Già nel luglio 2024 il capo della polizia ad interim della Turingia, Thomas Quittenbaum, aveva diffuso una lettera intimidatoria verso i suoi sottoposti sostenendo che AFD fosse classificato come estremista di destra dall’Ufficio per la tutela della Costituzione.
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