lunedì 19 marzo 2018

“Ma mi faccia il piacere”: editoriale di Marco Travaglio

di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano 19 marzo 2018 –
 Subitissimissimo. “Legge elettorale? Si fa una settimana” (Matteo Salvini, segretario Lega Nord che aveva votato il Rosatellum, Corriere della Sera, 16.3). Ma una settimana è troppo. Basta un secondo: un rutto e via.
Democrazia pussa via. “Rischio democratico con nuove elezioni” (Silvio Berlusconi, La Stampa, 12.3). In effetti questa democrazia è un bel rischio: se gli elettori decidono di nuovo, poi ci prendono gusto.
Genny ‘a Poltrona. “Chi vuol liberarsi di Renzi è autolesionista. Ora il Pd marci unito” (Gennaro Migliore, Il Dubbio, 16.3). Peccato la confusione del verbo con l’aggettivo: marci.
Garantisce Betulla. “Delitto Moro: tutta colpa di Berlinguer… Altro che Cossiga e Andreotti” (Renato Farina, Libero, 16.3). Siccome Moro voleva portare il Pci di Berlinguer nella maggioranza, Berlinguer lo fece rapire e assassinare. Furbo, lui....

Guai ai vincitori. “Non credo a un esecutivo segnato dalla volontà dei vincitori” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 16.3). Così, per una volta nella vita che si trova dalla parte dei perdenti, lui vince lo stesso.
Scelta cinica. “Se i cattolici hanno votato M5S e Lega, significa che la Chiesa ha perso” (Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, ex ministro del governo Monti, l’Espresso, 17.3). Quando governava Monti, invece, vinceva San Francesco.
Perle ai porci. “In questi anni la classe dirigente della sinistra ha prodotto moltissimi talenti: da Gentiloni a Minniti passando per Calenda, Sala, Nardella e moltissimi altri” (rag. Claudio Cerasa, il Foglio, 13.3). E il rag. Cerasa, dove lo vogliamo mettere? Va bene la modestia, ma non esageriamo.
Rocco e i suoi fratelli. “I giornalisti sono cattivi. Il loro fine è danneggiarci. Partecipano alla campagna elettorale in modo spudorato, non serve a nulla parlare con loro, non abbiamo più bisogno di giornali e tv” (Rocco Casalino, capo comunicazione 5Stelle, ai neoeletti M5S, La Stampa, 11.3). Quindi i 5Stelle che manda ogni giorno in tv sono tutti ologrammi.
L’ideona. “Giochi a Torino, il Pd attacca: ‘Grillo pentito, romani offesi’” (la Repubblica, 11.3). Quindi il Pd vuole candidare Roma alle Olimpiadi invernali del 2026? E su quale montagna si terranno le gare di sci, di salto dal trampolino e di bob: su quella dei voti persi?
Se arretro, seguitemi. “Sono orgogliosa dei risultati e dei successi di una persona che fa parte di me. È il momento di Matteo. Ho il dovere di non confondere i piani. Per rispetto. Per amore. Una donna, per quanto in vista, deve sempre dare luce al suo uomo. E la luce, il sostegno, la vicinanza spesso si danno arretrando. Stando nell’ombra” (Elisa Isoardi, fidanzata di Salvini, Oggi, 14.3). Ogni giorno in tv su Rai1.
La concavendita. “Fatevi un amico tra i 5 Stelle, convincetelo a venire dalla nostra parte” (Silvio Berlusconi, presidente Forza Italia, ai neoeletti FI, 15.3). “Il piano di Berlusconi. Il Cavaliere inaugura la fase concava” (il Giornale, 16.3). Deve aver rimesso mano al portafogli.
Le Grandi Riforme. “Matteo non ha molta pazienza in campo, tende a sparacchiare parecchio… Esegue il colpo in maniera troppo violenta rispetto alle sue qualità tecniche, così fa troppi errori. Deve ancora capire che nel campo ci sono la rete e le righe” (Stefano Cobolli, maestro di tennis di Renzi al circolo Canottieri Aniene di Roma, Un Giorno da Pecora, Radio 1, 6.3). Ogni volta che la butta fuori o sulla rete, vuole cambiare la Costituzione.
Il condannato assolto. “Condanne per la P3, ma Verdini è assolto” (Corriere della sera, 17.3). “Bell’affare la mostrificazione di Verdini. Assolto nel processo P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto” (Il Foglio, 17.3). “Tanto caos per nulla, Verdini assolto dalla P3” (Libero, 17.3). “Verdini assolto dalle accuse sulla P3” (il Giornale, 17.3). In effetti al processo P3 Verdini è stato condannato “solo” a 1 anno e 6 mesi per finanziamento illecito, oltre alla condanna prescritta a 2 anni per corruzione e ai 7 anni in primo grado per bancarotta fraudolenta e truffa. In una parola: assolto.
Il titolo della settimana/1. “Prandini non fu solo Mani Pulite” (La Verità, 14.3). Infatti fu Tangentopoli.
Il titolo della settimana/2. “Il fallimentare quinquennio bergogliano” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 15.3). E del fallimentare sassantennio ferrariano, quando ci parli?
Il titolo della settimana/3. “Il grillismo non ha bisogno di utili idioti” (rag. Claudio Cerasa, Il Foglio, 15.3). Peccato, lui sarebbe perfetto.---

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