
Dopo la clamorosa autosospensione del senatore Esposito anche Merlo
alza la voce puntando il dito contro Morri, colpevole di aver taciuto
davanti ai molti episodi di malcostume: "E' nei fatti il garante di
questo sistema, almeno eviti le prediche moralistiche"
Che si tratti di contrappasso politico o di nemesi storica la sentenza è inappellabile: il Pd è peggio, molto peggio di ciò che furono Dc e Psi all’epilogo della Prima Repubblica. Almeno quello torinese. Ne è certo Giorgio Merlo,
politico di lungo corso, lignaggio democristiano, per quattro mandati
parlamentare del centrosinistra. «Se prima c’erano solo i sospetti
adesso abbiamo la certezza. Il Pd di Torino e provincia che ha votato a
segretario il candidato Morri è peggio, molto peggio, della Dc e del Psi
torinesi della fine della prima repubblica». A ventiquattr’ore dalla
clamorosa autosospensione dal partito del senatore Stefano Esposito,
un altro autorevole dirigente democratico denuncia il malcostume che ha
caratterizzato la fase congressuale sotto la Mole e la colpevole
sottovalutazione dei fenomeni di “inquinamento” da parte di Fabrizio Morri, neo segretario provinciale, renziano per interposta persona (Piero Fassino).......
Un partito nel quale i ras delle tessere hanno agito indisturbati, stravolgendo regole e imponendo con protervia la propria legge, nel più totale silenzio di Morri, rotto solo ieri con una conferenza stampa nella quale ha alzato «la voce facendo il moralizzatore e distribuendo pagelle su come si pratica il rinnovamento nel partito. E, soprattutto, su chi è più titolato a farlo». Atteggiamento inaccettabile, attacca Merlo (foto): «Lezioni da chi è stato rigorosamente, e comprensibilmente, in silenzio durante tutto il tempo del malcostume politico legato al mercato delle tessere a Torino e provincia è difficile prenderne. Semmai, il neo segretario provinciale ci dica, non con le prediche moralistiche ma con i fatti concreti, se intende consolidare il malcostume che è emerso in queste settimane in molti circoli o se, al contrario, intende sconfiggerlo a livello politico eliminando alla radice le cause che l’hanno alimentato».
In Merlo, come per molti altri, «si attenuano di molto le ragioni politiche per stare in un partito del genere. L’unico elemento che trattiene molti di noi a restare in questo partito è l’opposizione totale e radicale a questo malcostume politico di cui è garante il neo segretario provinciale. Che, dopo aver coperto questo squallore noto a tutti, adesso distribuisce patenti di rinnovamento a destra e a manca. Una opposizione politica ferma e intransigente resta, a Torino e provincia, l’unico modo per poter continuare a militare in un partito del genere».
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