venerdì 15 febbraio 2019

Renzi accusa il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, noto come “capitano Ultimo”, ...e lui querela Renzi per le frasi del suo libro

 

Il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, noto come “capitano Ultimo” querela Renzi per le frasi del suo( !?! ) libro.

Il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, noto come “capitano Ultimo” dai tempi in cui catturò Totò Riina nel 1993, reagisce alle frasi di Matteo Renzi nel libro Un’ altra strada, anticipate ieri dal Fatto. Renzi suggerisce che sia successo qualcosa di strano nel passaggio di Ultimo e di 23 suoi carabinieri ai servizi segreti (Aise) nel 2015 e poi nella loro brusca cacciata nel 2017. Ultimo risultava il destinatario di informazioni trasmesse via email da un suo ex collaboratore, il capitano Scafarto che indagava sulla Consip e su vari personaggi del mondo renziano, incluso Tiziano Renzi....
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Matteo Renzi: “Hanno usato i servizi segreti contro di me

(Estratto dal libro di Matteo Renzi, ”Un’altra strada” (Marsilio), pubblicato dal Fatto Quotidiano) – 
Tra il 2015 e il 2016 i vertici dei servizi segreti mi comunicano che intendono procedere all’ inserimento di una figura di rilievo nella struttura di intelligence. Si tratta del Capitano Ultimo, come si fa chiamare un ufficiale dei carabinieri che ha partecipato alla cattura di Totò Riina e che per questo gode dei favori di larga parte dell’ opinione pubblica. Mi viene descritto come un segugio infallibile e l’ operazione mi si prospetta come fondamentale per raggiungere il primo obiettivo che ho dato alla struttura, insediandomi al vertice del governo, () nel 2014: la cattura del nuovo capo della mafia, Matteo Messina Denaro...
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giovedì 14 febbraio 2019

Associazione Terra Comune Onlus - A PRIMAVERA… E’ TEMPO DI STUDIARE!! Altro Che Compiti: per imparare a imparare!!


Nuovo articolo su Associazione Terra Comune Onlus


A PRIMAVERA… E’ TEMPO DI STUDIARE!! 

Altro Che Compiti: per imparare a imparare!!


 dottorerssa   Nadia Marabese   Psicologa
Le scienze sullo sviluppo dell’intelligenza dicono che la capacità di imparare è legata agli aspetti emotivi oltre che a quelli cognitivi. Per questo diamo attenzione ai fattori emozionali nei processi dell’apprendimento, per allievi motivati, consapevoli e felici.
   mostri
Spesso problemi nell’apprendimento a scuola sottendono qualche fragilità emotiva:
-ansia del voto, eccessiva timidezza, iperemotività
-bassi livelli di attenzione / eccessiva agitazione
-leggeri deficit intellettivi / disabilità / tratti autistici / adhd (deficit di attenzione e iperattività
-problemi o disagio familiari
Gli allievi non riescono a gestire l’ansia della prestazione, i voti fanno paura e bloccano l’interiorizzazione dei contenuti; le normali difficoltà nell’imparare qualcosa di nuovo mandano letteralmente in panico.
Le potenzialità sembrano esserci, ma c’è un’interferenza emotiva che ne impedisce l’esplicazione.
Altre difficoltà possono essere date da scarsi livelli di attenzione e concentrazione, dal bisogno di muoversi continuamente per scaricare surplus di energia, elementi che in genere si traducono in richiami continui in classe, problemi di comportamento e nel relazionarsi con i compagni....

Conte: “Per chi mi ha attaccato al Parlamento Ue è stato il canto del cigno. I gilet gialli? Piaccia o meno sono il nuovo”




Il premier Giuseppe Conte: «Il nostro governo esprime il cambiamento in Italia ed Europa: per questo mi attaccano, molti di loro non verranno rieletti». Le critiche al grillino Di Battista: «Non ha un ruolo di governo. E le sue posizioni non lo rispecchiano».

(di Massimo Franco – corriere.it) – 
«Me li aspettavo, gli attacchi. Non prevedevo la scompostezza, le falsità. Ho avuto l’impressione che per alcuni parlamentari europei, il discorso di martedì sia stato un po’ il canto del cigno…». Serafico, e confermando la sua fama di incassatore, il premier Giuseppe Conte racconta l’aggressione verbale che ha subito nell’aula di Strasburgo, come un prezzo inevitabile pagato a quello che ritiene di rappresentare. «Il mio», osserva, «è un governo che esprime il cambiamento in atto in Italia e in Europa. Per questo mi hanno attaccato. Molti di loro sanno che non verranno rieletti. Sono figli di forze con una vecchia ispirazione. Il nuovo vento li spiazza. Ma dispiace solo che per colpirmi siano ricorsi a falsità, tipo che facciamo morire i bambini africani in mare o che difendiamo il venezuelano Nicolàs Maduro»....

mercoledì 13 febbraio 2019

Fr. Joseph Gleason - Unisciti ai 100s degli americani in Italia - La prima conferenza mondiale anti-globalista e pro-famiglia - Salvini to Speak - 29-31 marzo, Verona


Perché dovresti provare ad arrivare al più importante evento social conservatore dell'anno.
Sono lieto di parlarvi di questo evento davvero meraviglioso che si terrà a marzo, a cui sto pensando di partecipare. Il Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF) è stato descritto dal commentatore conservatore Dr. Steve Turley come "L'organizzazione premier social conservatrice nel mondo di oggi", e devo essere d'accordo con lui.
Non voglio solo parlarti di questo evento, voglio esortarti a partecipare! Se noi conservatori sociali avremo intenzione di abbandonare la pazzia spinta dalla sinistra progressista - il piegamento di genere, gli aborti sempre più radicali, i matrimoni gay e il resto, allora dobbiamo fare rete, mostrare fisicamente e fare qualcosa capita, e non solo twittare e lamentarsi online. Questo evento straordinario a Verona è di gran lunga il posto migliore per far sentire la nostra voce. Possiamo imparare da ciò che gli altri stanno facendo in tutto il mondo e prendere atto del fatto che siamo di fatto la maggioranza dell'opinione pubblica mondiale - qualcosa che queste conferenze dimostrano ampiamente. E piacevolmente, non è costoso partecipare. L'ammissione generale è di soli $ 10 al giorno, e c'è un ampio alloggio a prezzi accessibili, e il viaggio aereo è un vero affare in questo periodo dell'anno. Più in basso sui costi....

Maurizio Blondet - L’INDIPENDENZA DI BANKITALIA E’ SACRA. TRANNE UNA VOLTA.

(MB. Copia e incolla)
Per apprezzare la notizia, il lettore tenga presente la deificazione in corso da anni, ed ora all’apice, di Mario Draghi, la sua sacralizzazione mediatica e politica: l’infallibile, il perfetto, depositario di una carica eccelsa, pontificale, a cui nessuno deve mancare di rispetto. Tenga presente le urla e le minacce di tutti gli ambienti politici e mediatici quando il governicchio ora presente ha provato a discutere le nomine direttive a Bankitalia (per poi rimangiarsi vilmente il tutto): scandalo! Orrore sui media nazionali e negli enti internazionali,nella Europa di Verhofstadt e di Emma Bonino. La “indipendenza” della banca centrale è stata violata! Essa era vergine e pura, ed ora i populisti l’hanno macchiata! Essa non deve essere criticata, nemmeno sfiorata con un petalo di rosa! Essa è sacra nella sua intangibilità …eccetera.
Ebbene, ci fu una volta in cui tutta questa inviolabilità, di colpo, sparì. Ed un direttore della Banca d’Italia – si chiamava Paolo Baffi – fu incriminato per favoreggiamento e se sfuggì all’arresto, fu solo per la tarda età; ma il suo vice, si chiamava Sarcinelli, fu effettivamente tradotto a Regina Coeli per ordine di un giudice istruttore (Alibrandi) e un semplice sostituto procuratore, Infelisi.

Avvenne nel 1979, i giovani non possono ricordare. Ebbene: ecco qui sotto un rapporto della CIA, recentemente declassificato. Dice che nel novembre ’78 “il governatore Baffi, parlando con l’ambasciatore USA, s’è detto fortemente contrario all’entrata nel Sistema Monetario Europeo (SME), a meno che non vi entri anche il Regno Unito, e non vengano previsti “sostanziosi trasferimenti” all’Italia.

Paul Craig Roberts - Zbigniew Brzezinski come lo conoscevo

Risultati immagini per Zbigniew Brzezinski la foto

Zbigniew Brzezinski come lo conoscevo. Zbigniew Brzezinski come I Knew Him 

un repost dal 2 giugno 2017
"Quando senti una fonte chiamata" agente russo ", un" antisemita "o un" teorico della cospirazione ", è meglio che tu li ascolti. Questi sono quelli che sanno che accettano fionde di freccia per dirti la verità. "
Ho deciso di ripubblicare questa colonna per diversi motivi. Uno è che la falsa rappresentazione di Brzezinski come neoconservatore illustra l'atteggiamento sprezzante nei confronti della verità che caratterizza la nostra era. L'ascesa nell'Ovest della denuncia come una forza più efficace della verità è di cattivo auspicio per la sopravvivenza del mondo occidentale.
In tutto il mondo occidentale le chiamate di nomi hanno preso il posto di un dibattito ragionato. Una persona che critica il modo in cui Israele ha trattato i palestinesi o l'influenza della lobby israeliana sul governo degli Stati Uniti e sulle nomine accademiche è etichettata come un "antisemita", un nome che la lobby israeliana usa per screditare i critici.
Una persona che fa notare che accuse sconsiderate e irresponsabili contro la Russia possono portare alla guerra è etichettato come "un agente russo".
Una persona troppo informata per credere alle storie ufficiali del Golfo di Tonkin, agli omicidi di Martin Luther King e John e Robert Kennedy, l'11 settembre, e alla USS Liberty si dice che sia un "teorico della cospirazione". altre parole, se non accetti le storie ufficiali, che sono tutte smentite da fatti concreti, sei screditato....

“I VEDOVI”, di Marco Travaglio - 13 Febbraio 2019

(pressreader.com) – 
La vedovanza è sempre una condizione penosa, dunque i vedovi del Tav meritano grande rispetto, oltre alle condoglianze di rito. Dev’essere terribile perdere all’improvviso la compagna di una vita (la chiamano “la Tav”). E ancor più doloroso scoprire che era un compagno (un treno merci). Né può sollevarli apprendere che quel compagno non è mai esistito: il buco di 57 km a cui avevano dedicato 30 anni di vita era solo il frutto della loro fantasia, meno consistente di una bambola gonfiabile. Così come il “cantiere” che i poveri umarell ogni tanto visitavano, senza che nessuno li avvertisse che era solo per un paio di buchetti esplorativi. Così ora non avranno neppure una tomba su cui piangere, né una bara vuota su cui deporre fiori. Il caro estinto era molto caro, questo sì: 1,4 miliardi già spesi per fingere di fare una cosa inutile che alla fine della fiera ce ne avrebbe fatti perdere altri 7 o 8.
Un Paese serio, dopo il rapporto costi-benefici del governo, la finirebbe qui. Ma siamo in Italia, dunque il coro dei vedovi e delle prefiche seguiterà a strillare un altro po’. Chi ha pagato mazzette e vorrebbe avere qualcosa in cambio. Chi le ha prese e teme di doverle restituire. Chi aveva promesso a costruttori e coop rosse una paccata di soldi nostri e ora deve render conto. E i trombettieri del Tav travestiti da giornalisti, che spacciavano per oro colato i dati farlocchi della Banda del Buco, vaneggiando di collegamenti con la Francia e l’Europa (già collegate), di mega-boom del Pil, di mirabolanti vantaggi ambientali, di miracoli che tramutano i Tir in treni e la gomma in rotaia, di nuove Transiberiane da Lisbona a Kiev (disegnate a pennarello). Dovrebbero ammettere di aver raccontato un sacco di balle. Oppure, vedi Repubblica e l’Espresso, spiegare perché fino a pochi anni fa pubblicavano le inchieste di Luca Rastello e Tommaso Cerno (e anche commenti di Adriano Sofri) contro il Tav e ora, proprio in articulo mortis, hanno sposato il carissimo estinto, unendo le nozze alle esequie...

G. Antonio Stella - Allontanate i bambini, chiudete in casa le vecchiette: Renzi prepara il ritorno



(Gian Antonio Stella – Corriere della Sera) – 


«Come disse Isaia: per amore del mio popolo non tacerò». Andiamo bene. Se qualcuno pensava (pochi) che il nuovo Matteo Renzi fuori dai giochi delle primarie (pare) e delle prossime Europee avrebbe forzato la sua natura chiudendosi nel silenzio, eccolo subito smentito. Nel libro Un’ altra strada. Idee per l’ Italia di domani , scritto per Marsilio, l’ ex presidente del Consiglio rifiuta ogni lavacro. «Io penso che ci si penta in chiesa e non in politica. A differenza dei comunisti, penso che se uno si deve pentire si pente davanti a un confessore. Non vengo dalla cultura comunista, come penso si sia visto anche sulla vicenda Maduro. Che qualcuno difenda la dittatura comunista per me è insopportabile».
Ammette i suoi errori, come «quando sono arrivato a Palazzo Chigi. Non ho investito su una comunicazione social: ho solo lavorato su Twitter. Ho trascurato i social. E intanto Twitter è morto». E ancora: «Non essermi dimesso definitivamente subito dopo la sconfitta». Ma niente «terapia di gruppo, non l’ avranno. Anche perché penso che noi eravamo davvero meglio di come sono loro ora»...
Loro, ovviamente, sono il governo gialloverde guidato da quel Giuseppe Conte di cui Renzi pare proprio non aver molta stima: «Dice che è l’ avvocato del popolo: ma quando mai! Ero io l’ estraneo, il barbaro, l’ anti-establishment. Lui è l’ establishment. Non a caso diventa professore messo in cattedra da Alpa, sul cui concorso i dubbi sono enormi. È sempre stato dentro le cose. Ci ricordiamo i gran complimenti che ci faceva quando eravamo al governo noi. Conserviamo ancora i messaggini di lode»...

Verhofstadt: “Conte burattino di Lega-5S” // Conte a Verhofstadt: “Burattino chi risponde alle lobby”



Conte a Verhofstadt: “Burattino chi risponde alle lobby”.

(affaritaliani.it) –
 “Un capogruppo ha dato del burattino a chi rappresenta il popolo italiano: io non lo sono e non mi sento. Sono orgoglioso di interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare la linea politica di un governo che non si piega alle lobby”. Cosi’ il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella sua controreplica al Parlamento europeo. “Forse i burattini sono quelli che rispondono a lobby, gruppi di potere e comitati di affare”, ha aggiunto il premier, con riferimento alle critiche di Guy Verhofstadt. Alcuni “interventi non andrebbero commentati perche’ hanno pensato di offendere non solo il sottoscritto ma l’intero popolo che rappresento”. Cosi’ il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e’ tornato sulle critiche nei suoi confronti espressa durante il dibattito al Parlamento europeo.
L’ATTACCO DI VERHOFSTADT
“Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini?”. “Io amo l’Italia ma oggi mi fa male vedere la degenerazione politica di questo paese, iniziata 20 anni fa con Berlusconi e peggiorata con questo governo”. Durissimo attacco del leader dei liberali dell’Alde, Guy Verhofstadt al premier Giuseppe Conte durante il dibattito all’Europarlamento....

martedì 12 febbraio 2019

12 FEBBRAIO 201913:58 La Russia sperimenterà lʼisolamento dalla rete Internet globale, test da cyber-guerra

Mappa di: Russia

Secondo il sito della Bbc, Mosca metterà in atto la prova il primo aprile. Operativamente si tratta di far passare il traffico dei dati tra utenti russi esclusivamente allʼinterno del Paese. La Russia è pronta a sperimentare il distacco della rete Internet globale, come parte di una politica di difesa nel caso di una cyber-guerra in cui le potenze straniere decidano di optare per l'isolamento digitale di Mosca. Lo riporta la Bbc precisando che il test dovrebbe avvenire entro il primo aprile. Operativamente si tratta di far passare il traffico dei dati tra utenti russi esclusivamente all'interno del Paese e non attraverso la rete globale. Una normativa ad hoc è stata già elaborata: richiede che, in caso la Russia venga isolata da potenze straniere, i provider possano operare all'interno dei confini nazionali.


Svolgimento del test e rischi - Inoltre la norma, inserita in una bozza di legge, prevede che la Russia costruisca la sua versione del sistema Dns, utilizzato per associare indirizzi Ip ai nomi degli host di rete. Il test richiede sostanzialmente che i provider dimostrino di essere in grado di indirizzare i dati verso i punti di snodo controllati dal governo, scartando tutti quelli destinati a computer all'estero. I provider, secondo i media russi, sono però in parte preoccupati dal rischio che il test possa creare grandi disagi al traffico internet russo.---

Marcello Veneziani - Una ragazza istriana....



Vorrei raccontarvi una storia dolce e cruenta, tragica e lieve. E vera.
Mi telefonò un’anziana signora, presentandosi come profuga giuliana e chiese di incontrarmi perché voleva darmi dei documenti sulla guerra civile del ‘45. Chiese d’incontrarmi di mattina, perché così sarebbe sfuggita al controllo di figli e nipoti, mi disse col tono complice di un’adolescente. Ci incontrammo in un caffè. Stringeva tra le mani il giornale su cui scrivo, come un segno di riconoscimento e forse di riconoscenza, e tradiva una cordiale emozione, trattenuta dal garbo di una stagionata educazione. Subito raccontò la storia che le gonfiava il cuore.
Si era sposata assai giovane e suo marito, istriano, era morto combattendo in Africa, lasciandola vedova precoce con un bambino. In sua memoria, un nipote, poi divenuto celebre, Uto Ughi, fu chiamato col suo nome inconsueto. Mi mostra la foto della lapide dove è sepolto suo marito; è scritto tenente, ma lui fu nominato capitano, ci tiene a dire. Lei aveva trovato lavoro al Comune. Nel 1945 vennero a prenderla da casa i partigiani comunisti, con l’accusa di aver rifiutato di falsificare carte d’identità e carte annonarie dei gappisti. Non si era rifiutata per ragioni politiche, mi dice fissandomi con i suoi occhi di cielo, ma perché era stata educata a rispettare la legge. Quando i partigiani se la portarono via, finse allegrìa per non impressionare il suo bambino che aveva poco più di otto anni. Se ne andò ridendo, quasi partisse per una scampagnata...

di Peter Koenig - Venezuela: la paglia che rompe l'impero?



Di Peter Koenig

12 febbraio 2019 " Information Clearing House " -  

Venezuela sotto i riflettori, praticamente su tutti i media mainstream scritti, audio e visivi e media alternativi. Una gocciolante costante intenzionale di menzogne ​​e mezze verità, "notizie false" e informazioni fuorvianti di tutte le sfumature e tonalità sul Venezuela sta tamburellando le nostre menti, lentamente piegando le nostre menti a credere che - sì, gli Stati Uniti hanno un interesse vitale intromettersi in Venezuela e provocare "cambiamenti di regime", principalmente per le enormi riserve di petrolio, ma anche di oro, coltan e altri minerali rari; e, infine, semplicemente perché Washington ha bisogno del pieno controllo del suo "cortile". -
MA, e sì, c'è un enorme MA, come anche alcuni dei media alternativi rispettati che pretendono di sapere: in mezzo a tutto questo riconoscimento delle mani malvagie dell'impero anglo-ionista in Venezuela, le loro "ma" affermano che il Venezuela, in particolare i presidenti Chavez e ora Maduro, non sono irreprensibili nel loro "caos economico". Ciò distorce già l'intero quadro e serve l'impero e tutti coloro che sono titubanti perché non hanno idea di chi appoggiare in questo antagonistico tentativo americano di cambiare regime....

MAURIZIO BLONDET - NOSTRI SUCCESSI (INVOLONTARI) IN POLITICA ESTERA.

Da Sputnik News: “Il  presidente [Putin]  ha ricevuto un invito per una visita in Italia che  è stato “accettato con piacere”,ha dichiarato l’ambasciatore russo a Roma”. La  data non è ancora fissata,  avverrà “nel primo semestre del 2019”.
L’ambasciatore russo Sergei Razov ha ricordato come già il primo ministro Conte sia  stato in  visita ufficiale a  ottobre. Come alla presidente del Senato Casellati  sia stato concesso l’onore (“che non accade spesso”) di parlare alla Camera alta; e a Fico, di rivolgersi alla Duma. 

Questo è un colpo gobbo, anche se non soltanto perché Putin può aiutarci davvero  a stabilizzare la Libia, visto che ha qualche  relazione col generale Haftar (che  i precedenti governi hanno schifato e preferito sostenere Sarraj, che non comanda nemmeno le “sue” milizie).  E certo, il nostro atteggiamento verso Maduro ha aumentato  la cordialità del Cremlino  verso di noi,  e  probabilmente è la causa della tempistica, se non della visita, dell’annuncio  pubblico.
Ma l’effetto  clamoroso, per  non dire dirompente ,  sul quadro europeo e internazionale, viene sottolineato da Philippe Grasset  di Dedefensa.  Vale  la pena di riportarlo perché spiega la percezione che  questo evento dà all’estero:..

lunedì 11 febbraio 2019

Fabio Dragoni - NOVITA' ASSOLUTA. "Stanno arrivando i Minibot: eccoli ".

RIPASSO DEI RISULTATI FINALI- ELEZIONI REGIONALI ABRUZZO - RIEPILOGO

RISULTATI - ELEZIONI REGIONALI ABRUZZO - RIEPILOGO

1.633 sezioni su 1.633
Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019 ore 11:58
Eletto
Marco Marsilio
299.949 voti
48,0%
LISTASEGGIPERCENTUALE
Lega1027,5
Forza Italia39,0
Fratelli d'Italia26,5
Azione Politica13,2
Unione di Centro - Dem.Cristiana - Idea12,9
Giovanni Legnini
195.394 voti
31,3%
LISTASEGGIPERCENTUALE
Partito democratico311,1....

Grazie al Partito democratico..."L’addio di Parmalat alla Borsa e l’ultima beffa francese".




Quando da Collecchio, il paesino alle porte di Parma dove c’è la più grande azienda alimentare italiana quotata in Borsa, Maurizio Martina, il numero uno del PD, è sceso in campo per difendere Parmalat, a rischio smembramento, a Laval, la sede di Lactalis il colosso francese proprietario di Parmalat, quelle proteste devono essere arrivate come un flebile suono. E non tanto per la distanza. I francesi stanno muovendo gli ultimi ingranaggi di un meccanismo a orologeria che li porterà a essere i padroni assoluti di Parmalat, che con i suoi 6 miliardi di fatturato vale da sola un terzo di tutta Lactalis....
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https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-02-09/l-addio-parmalat-borsa-e-l-ultima-beffa-francese-164854.shtml?uuid=AF6ZrnM

Calabresi-Repubblica, il giornalismo del cane che non mangia mai cane



(Pietrangelo Buttafuoco) – 
Improvvisamente è accaduto come con l’invenzione del telaio: gli operai non sono serviti più e così – un’era fa, anche se sono passati pochi anni – è accaduto con l’informazione. I giornalisti, col web, sono superflui e anche quella loro signorile capacità professionale è stata ribaltata al grado zero: chi si guardò, si salvò. Salvato, per fare un esempio, è un Corrado Augias che nella sua squisita nicchia culturale prende molto-mila-assai e fischia euro l’anno dalla Rai. Lavora beato con un bel conquibus anche per Repubblica, non ci si salva mai per sorteggio – per noblesse – e sommersi, invece, sono tantissimi altri. A cominciare dai precari squillanti di firma. Ce ne sono perfino nei giornaloni, prosciugati nel reddito, tutti sommersi nel mare grande di un mestiere senza più parte e nessuna arte se ai più giovani infine – malgrado la prima pagina tuoni contro il mercato nero e lo sfruttamento – prendano 20 euro lordi, al più, a pezzo. E magari – il contrappasso è in agguato – sono pezzi scritti per difendere lo stipendio di Augias...