venerdì 25 maggio 2018

Svizzera: è l’Eldorado? Forse no, ma ci assomiglia



Dialogo fra due italiani.
Sai che c’è un Paese, non molto grande (40.000 Km², più o meno come Lombardia e Veneto messe insieme), che conta 8,4 milioni di abitanti ed ha soltanto 137.000 disoccupati?
Soltanto 137.000 disoccupati?
Ma la cosa più strabiliante è che le aziende di questo Paese sono alla ricerca di manodopera da impiegare ed offrono 178.000 posti di lavoro!!! Questo vuol dire che anche quei 137.000 disoccupati, se volessero, troverebbero un impiego. Probabilmente, però, non ritengono confacente il posto di lavoro che vien loro offerto,  insomma, potremmo definirli dei … disoccupati per scelta.
Ma no dai, non esiste un Paese così!
Ti dico di sì! Ma non basta! In questo Paese ti offrono anche uno stipendio che è circa il triplo di quanto puoi guadagnare in Italia!...

Ma dov’è questo Paese? Dall’altra parte del mondo?
Ma no! Se tiri un sasso da Como rischi di colpire un loro cittadino. Oppure da Cernobbio puoi stringere la mano ad un loro abitante restando ognuno all’interno del proprio Stato.
?!?
Ma dai!!!
E’ la Svizzera!
La Svizzera? Ma è un Eldorado!
Beh non esageriamo, in effetti gli stipendi sono enormemente superiore a quelli italiani, ma anche la vita è molto più cara. Però le tasse sono basse, per stipendi che per gli standard italiani definiremmo piuttosto consistenti, l’imposta sul reddito non supera il 10% e l’aliquota Iva più elevata è dell’8% (e in Italia vogliono portarla al 25%!!!).
Ma come fanno?
Beh, sono ben governati, concedono il permesso di soggiorno solo per studio o per lavoro, è una popolazione che ha un elevato spirito civico e vengono chiamati spesso ad esprimere la loro opinione sulle questioni più disparate, viene cioè utilizzato molto spesso l’istituto del referendum, in questo modo i cittadini fanno sentire la loro voce e “contano” più dei politici.
Davvero?
Sì, fanno decine di referendum ogni anno.
E non c’è mai stato nessuno che ha proposto un referendum per entrare nell’Unione europea o per aderire all’euro?
NO!

Nessun commento:

Posta un commento