Non tutto il discorso di Matteo Renzi ieri al Meeting di Cielle è da buttar via. Intanto non ha fatto il ruffiano, come di solito fanno tutti i politici che vanno lì in passerella a caccia di voti e, appena varcano i cancelli della Fiera di Rimini, si travestono da ciellini, devoti di don Giussani, fan sfegatati della “sussidiarietà” e delle altre fisime della compagnia. Anzi, ha fatto sapere alla folla plaudente di aver poco a che spartire con quel mondo (“abbiamo idee opposte su molte cose”) e di non amare l’applausite che in 25 anni di Meeting ha garantito standing ovation a chiunque – tutti e il contrario di tutti – passasse da quel palco. Ha detto anche cose apprezzabili nei contenuti. Per esempio quando se l’è presa con gli “imprenditori della paura” che soffiano sul fuoco del malcontento da immigrazione per qualche voto in più, e s’è detto disposto anche a perdere voti pur di continuare a “salvare vite” in nome dei valori di “umanità”, che non vanno confusi con il“buonismo”....