sabato 15 febbraio 2014

Elkann: giovani senza lavoro perché stanno bene a casa Gli risponde Della Valle: "Imbecille, vada via"


PS: << I giovani italiani si lamentano, ingrassano le statistiche sulla disoccupazione generazionale, entrano in tutti i discorsi sugli anni della grande crisi. In realtà, restano ancora dei "bamboccioni", pantofolai e mammoni, a distanza di sette anni, era il 2007, da quando l'allora ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa coniò quel soprannome. Parola di John Elkann. >>
umberto marabese
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"Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione" sostiene il presidente della Fiat, che oggi a Sondrio ha avuto un incontro con gli studenti della città per parlare proprio di lavoro e di scuola. "I giovani - sottolinea Elkann - devono essere più determinati nel trovare il lavoro, perché ci sono molte opportunità, spesso colte da altri, proprio perché loro non hanno voglia di coglierle. Questo stimolo, legato al fatto che o non ne hanno bisogno o non c'è la condizione di fare certe cose".

Uno studente prova a rintuzzare l'aperta critica a quello Elkann considera un atteggiamento largamente condiviso dai giovani italiani. Replicando che, forse, la mancanza di occupazione giovanile è conseguenza
di una domanda che non c'è. John liquida rapidamente la questione: "Ci sono tantissimi lavori da fare, c'è tantissima domanda di lavoro, ma manca proprio l'offerta. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle"......
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Ma, collisioni e confusioni tra domanda e offerta a parte, c'è un ingrediente che il presidente della Fiat pone in cima alla ricetta per "farcela": l'ottimismo. "E' meglio essere ottimisti e guardare avanti in maniera reale", sottolinea nel suo faccia a faccia con gli studenti, "le opportunità esistono più oggi che una volta e sono enormi. Una risposta alla disoccupazione giovanile, ad esempio,  può essere quella di creare delle attività in proprio". E a titolo di esempio Elkann ricorda l'iniziativa della fondazione Agnelli chiamata "'Prestito d'onore", rivolta proprio ai giovani studenti che intendano proseguire gli studi o avviare un'attività.
Cogliere al volo le occasioni. Non ci pensa su due volte un giovane, aspirante elettricista, che rivolge a Elkann una domanda semplice e diretta: "Una volta diventato elettricista, posso chiedere se c'è un posto alla Fiat?". Il presidente prende tempo: "Prima finisci bene gli studi, poi ne parliamo".
Un atro studente, dopo attente e prolungate riflessioni esistenziali, fa a Elkann la domanda più sincera: "Perché, nonostante la sua posizione, lei continua a lavorare?": Sottinteso: John, perché sbattersi quando potresti prendertela davvero comoda? Risposta: "Lavoro perché ho un grande desiderio di fare, di partecipare. Questa è la motivazione principale che mi permette anche di fare una vita interessante. Sicuramente è più interessante essere impegnato, fare delle cose piuttosto che vivere in vacanza tutto il tempo". Risposta altrettanto sincera? Di sicuro lo si è dimostrato lo stesso studente. Per nulla d'accordo sul "senso della vita" secondo John Elkann.
Marco De Benedetti: "Unica scusante: non ha mai avuto un lavoro". Marco De Benedetti, secondogenito dell'Ingegnere, dedica due tweet molto duri a Elkann. "Solo chi non ha mai dovuto cercarsi un lavoro può dire una minchiata del genere". E poi: "Unica scusante per quella frase offensiva nei confronti di milioni di giovani è proprio il fatto che un lavoro non lo ha mai avuto".

Airaudo (Sel): "Persa occasione per tacere". "Credo che oggi l'erede più rappresentativo della famiglia Agnelli abbia perso un'occasione per tacere" afferma il capogruppo di Sel in Commissione lavoro Giorgio Airaudo. "Quando si hanno le sue fortune e le sue facilità di scelta bisognerebbe avere più rispetto e più comprensione per chi, giovane, cerca ogni giorno di costruirsi e inventarsi un futuro in un Paese dove il lavoro si riduce, si precarizza e si svaluta. Ma soprattutto mister Chyrsler-Fiat dovrebbe dirci, ricordando suo nonno, cosa fa lui perché i giovani abbiano un lavoro in Italia e non negli Stati Uniti".

Fedriga (Lega Nord): "Se avesse vissuto da ragazzo normale...". "Se John Elkann avesse vissuto da ragazzo normale conoscendone le difficoltà, oggi non parlerebbe così, anzi farebbe parte del 42% di giovani disoccupati italiani. Invece grazie ai soldi dei cittadini che sono arrivati a fiumi nelle casse delle società della famiglia Agnelli lui ha potuto vivere da nababbo: frequentare le migliori scuole, divertirsi nei migliori salotti e approdare giovanissimo ai vertici delle controllate della Fiat prima e a capo dell'azienda di famiglia poi. Per dirla con una battuta, sembra proprio che abbia studiato dalla Fornero". Lo afferma in una nota Massimiliano Fedriga, responsabile Lavoro della Lega Nord.

Anzaldi (Pd): "Elkann stupefacente". "Ma il presidente della Fiat è mai entrato in un centro per l'impiego? Forse, prima di dire certe cose, sarebbe opportuno che lo facesse" afferma in una nota il deputato del Partito Democratico, Michele Anzaldi. "Le parole del presidente Fiat arrivano del tutto inaspettate, nel momento in cui l'azienda decide di spostare la sede legale e fiscale all'estero. Nel momento in cui la disoccupazione giovanile tocca la cifra record del 40%, non si capisce come si possa sostenere che i giovani non trovano lavoro perché preferiscono non cercarlo. I giovani italiani meritano rispetto, in particolare da chi rappresenta aziende che hanno avuto tanto dal nostro Paese.
  (14 febbraio 2014)



John Elkann: "Molti giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa"
Il presidente della Fiat faccia a faccia con gli studenti di Sondrio. "Le opportunità di lavoro ci sono, le colgono altri". "Non è vero che non c'è domanda. Se mai, non c'è offerta". Un giovane gli chiede: "Perché continua a lavorare?". Risposta: "Fare rende la vita più interessante che stare sempre in vacanza".
SONDRIO - I giovani italiani si lamentano, ingrassano le statistiche sulla disoccupazione generazionale, entrano in tutti i discorsi sugli anni della grande crisi.
SONDRIO - I giovani italiani si lamentano, ingrassano le statistiche sulla disoccupazione generazionale, entrano in tutti i discorsi sugli anni della grande crisi. In realtà, restano ancora dei "bamboccioni", pantofolai e mammoni, a distanza di sette anni, era il 2007, da quando l'allora ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa coniò quel soprannome. Parola di John Elkann.

"Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione" sostiene il presidente della Fiat, che oggi a Sondrio ha avuto un incontro con gli studenti della città per parlare proprio di lavoro e di scuola. "I giovani - sottolinea Elkann - devono essere più determinati nel trovare il lavoro, perché ci sono molte opportunità, spesso colte da altri, proprio perché loro non hanno voglia di coglierle. Questo stimolo, legato al fatto che o non ne hanno bisogno o non c'è la condizione di fare certe cose".

Uno studente prova a rintuzzare l'aperta critica a quello Elkann considera un atteggiamento largamente condiviso dai giovani italiani. Replicando che, forse, la mancanza di occupazione giovanile è conseguenza
di una domanda che non c'è. John liquida rapidamente la questione: "Ci sono tantissimi lavori da fare, c'è tantissima domanda di lavoro, ma manca proprio l'offerta. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle".

Ma, collisioni e confusioni tra domanda e offerta a parte, c'è un ingrediente che il presidente della Fiat pone in cima alla ricetta per "farcela": l'ottimismo. "E' meglio essere ottimisti e guardare avanti in maniera reale", sottolinea nel suo faccia a faccia con gli studenti, "le opportunità esistono più oggi che una volta e sono enormi. Una risposta alla disoccupazione giovanile, ad esempio,  può essere quella di creare delle attività in proprio". E a titolo di esempio Elkann ricorda l'iniziativa della fondazione Agnelli chiamata "'Prestito d'onore", rivolta proprio ai giovani studenti che intendano proseguire gli studi o avviare un'attività.

Cogliere al volo le occasioni. Non ci pensa su due volte un giovane, aspirante elettricista, che rivolge a Elkann una domanda semplice e diretta: "Una volta diventato elettricista, posso chiedere se c'è un posto alla Fiat?". Il presidente prende tempo: "Prima finisci bene gli studi, poi ne parliamo".

Un altro studente, dopo attente e prolungate riflessioni esistenziali, fa a Elkann la domanda più sincera: "Perché, nonostante la sua posizione, lei continua a lavorare?": Sottinteso: John, perché sbattersi quando potresti prendertela davvero comoda? Risposta: "Lavoro perché ho un grande desiderio di fare, di partecipare. Questa è la motivazione principale che mi permette anche di fare una vita interessante. Sicuramente è più interessante essere impegnato, fare delle cose piuttosto che vivere in vacanza tutto il tempo". Risposta altrettanto sincera? Di sicuro lo si è dimostrato lo stesso studente. Per nulla d'accordo sul "senso della vita" secondo John Elkann.

Marco De Benedetti: "Unica scusante: non ha mai avuto un lavoro". Marco De Benedetti, secondogenito dell'Ingegnere, dedica due tweet molto duri a Elkann. "Solo chi non ha mai dovuto cercarsi un lavoro può dire una minchiata del genere". E poi: "Unica scusante per quella frase offensiva nei confronti di milioni di giovani è proprio il fatto che un lavoro non lo ha mai avuto".

Airaudo (Sel): "Persa occasione per tacere". "Credo che oggi l'erede più rappresentativo della famiglia Agnelli abbia perso un'occasione per tacere" afferma il capogruppo di Sel in Commissione lavoro Giorgio Airaudo. "Quando si hanno le sue fortune e le sue facilità di scelta bisognerebbe avere più rispetto e più comprensione per chi, giovane, cerca ogni giorno di costruirsi e inventarsi un futuro in un Paese dove il lavoro si riduce, si precarizza e si svaluta. Ma soprattutto mister Chyrsler-Fiat dovrebbe dirci, ricordando suo nonno, cosa fa lui perché i giovani abbiano un lavoro in Italia e non negli Stati Uniti".

Fedriga (Lega Nord): "Se avesse vissuto da ragazzo normale...". "Se John Elkann avesse vissuto da ragazzo normale conoscendone le difficoltà, oggi non parlerebbe così, anzi farebbe parte del 42% di giovani disoccupati italiani. Invece grazie ai soldi dei cittadini che sono arrivati a fiumi nelle casse delle società della famiglia Agnelli lui ha potuto vivere da nababbo: frequentare le migliori scuole, divertirsi nei migliori salotti e approdare giovanissimo ai vertici delle controllate della Fiat prima e a capo dell'azienda di famiglia poi. Per dirla con una battuta, sembra proprio che abbia studiato dalla Fornero". Lo afferma in una nota Massimiliano Fedriga, responsabile Lavoro della Lega Nord.

Anzaldi (Pd): "Elkann stupefacente". "Ma il presidente della Fiat è mai entrato in un centro per l'impiego? Forse, prima di dire certe cose, sarebbe opportuno che lo facesse" afferma in una nota il deputato del Partito Democratico, Michele Anzaldi. "Le parole del presidente Fiat arrivano del tutto inaspettate, nel momento in cui l'azienda decide di spostare la sede legale e fiscale all'estero. Nel momento in cui la disoccupazione giovanile tocca la cifra record del 40%, non si capisce come si possa sostenere che i giovani non trovano lavoro perché preferiscono non cercarlo. I giovani italiani meritano rispetto, in particolare da chi rappresenta aziende che hanno avuto tanto dal nostro Paese.
  (14 febbraio 2014)
"Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione" sostiene il presidente della Fiat, che oggi a Sondrio ha avuto un incontro con gli studenti della città per parlare proprio di lavoro e di scuola. "I giovani - sottolinea Elkann - devono essere più determinati nel trovare il lavoro, perché ci sono molte opportunità, spesso colte da altri, proprio perché loro non hanno voglia di coglierle. Questo stimolo, legato al fatto che o non ne hanno bisogno o non c'è la condizione di fare certe cose".
Uno studente prova a rintuzzare l'aperta critica a quello Elkann considera un atteggiamento largamente condiviso dai giovani italiani. Replicando che, forse, la mancanza di occupazione giovanile è conseguenza
di una domanda che non c'è. John liquida rapidamente la questione: "Ci sono tantissimi lavori da fare, c'è tantissima domanda di lavoro, ma manca proprio l'offerta. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle".
Ma, collisioni e confusioni tra domanda e offerta a parte, c'è un ingrediente che il presidente della Fiat pone in cima alla ricetta per "farcela": l'ottimismo. "E' meglio essere ottimisti e guardare avanti in maniera reale", sottolinea nel suo faccia a faccia con gli studenti, "le opportunità esistono più oggi che una volta e sono enormi. Una risposta alla disoccupazione giovanile, ad esempio,  può essere quella di creare delle attività in proprio". E a titolo di esempio Elkann ricorda l'iniziativa della fondazione Agnelli chiamata "'Prestito d'onore", rivolta proprio ai giovani studenti che intendano proseguire gli studi o avviare un'attività.
Cogliere al volo le occasioni. Non ci pensa su due volte un giovane, aspirante elettricista, che rivolge a Elkann una domanda semplice e diretta: "Una volta diventato elettricista, posso chiedere se c'è un posto alla Fiat?". Il presidente prende tempo: "Prima finisci bene gli studi, poi ne parliamo".
Un altro studente, dopo attente e prolungate riflessioni esistenziali, fa a Elkann la domanda più sincera: "Perché, nonostante la sua posizione, lei continua a lavorare?": Sottinteso: John, perché sbattersi quando potresti prendertela davvero comoda? Risposta: "Lavoro perché ho un grande desiderio di fare, di partecipare. Questa è la motivazione principale che mi permette anche di fare una vita interessante. Sicuramente è più interessante essere impegnato, fare delle cose piuttosto che vivere in vacanza tutto il tempo". Risposta altrettanto sincera? Di sicuro lo si è dimostrato lo stesso studente. Per nulla d'accordo sul "senso della vita" secondo John Elkann.
Marco De Benedetti: "Unica scusante: non ha mai avuto un lavoro". Marco De Benedetti, secondogenito dell'Ingegnere, dedica due tweet molto duri a Elkann. "Solo chi non ha mai dovuto cercarsi un lavoro può dire una minchiata del genere". E poi: "Unica scusante per quella frase offensiva nei confronti di milioni di giovani è proprio il fatto che un lavoro non lo ha mai avuto".
Airaudo (Sel): "Persa occasione per tacere". "Credo che oggi l'erede più rappresentativo della famiglia Agnelli abbia perso un'occasione per tacere" afferma il capogruppo di Sel in Commissione lavoro Giorgio Airaudo. "Quando si hanno le sue fortune e le sue facilità di scelta bisognerebbe avere più rispetto e più comprensione per chi, giovane, cerca ogni giorno di costruirsi e inventarsi un futuro in un Paese dove il lavoro si riduce, si precarizza e si svaluta. Ma soprattutto mister Chyrsler-Fiat dovrebbe dirci, ricordando suo nonno, cosa fa lui perché i giovani abbiano un lavoro in Italia e non negli Stati Uniti".
Fedriga (Lega Nord): "Se avesse vissuto da ragazzo normale...". "Se John Elkann avesse vissuto da ragazzo normale conoscendone le difficoltà, oggi non parlerebbe così, anzi farebbe parte del 42% di giovani disoccupati italiani. Invece grazie ai soldi dei cittadini che sono arrivati a fiumi nelle casse delle società della famiglia Agnelli lui ha potuto vivere da nababbo: frequentare le migliori scuole, divertirsi nei migliori salotti e approdare giovanissimo ai vertici delle controllate della Fiat prima e a capo dell'azienda di famiglia poi. Per dirla con una battuta, sembra proprio che abbia studiato dalla Fornero". Lo afferma in una nota Massimiliano Fedriga, responsabile Lavoro della Lega Nord.
Anzaldi (Pd): "Elkann stupefacente". "Ma il presidente della Fiat è mai entrato in un centro per l'impiego? Forse, prima di dire certe cose, sarebbe opportuno che lo facesse" afferma in una nota il deputato del Partito Democratico, Michele Anzaldi. "Le parole del presidente Fiat arrivano del tutto inaspettate, nel momento in cui l'azienda decide di spostare la sede legale e fiscale all'estero. Nel momento in cui la disoccupazione giovanile tocca la cifra record del 40%, non si capisce come si possa sostenere che i giovani non trovano lavoro perché preferiscono non cercarlo. I giovani italiani meritano rispetto, in particolare da chi rappresenta aziende che hanno avuto tanto dal nostro Paese.
  (14 febbraio 2014)

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