mercoledì 17 giugno 2015

L’Europa, altri sei mesi le sanzioni alla Russia. E Mosca proroga l’embargo sull’alimentare...



I governi dell’Unione Europea hanno dato il via libera alla proroga di sei mesi delle sanzioni contro le entità ucraine e russe in scadenza il 31 luglio. Lo hanno indicato fonti Ue. Ora la decisione dovrà essere adottata dal Consiglio, ma gli ambasciatori hanno concordato che si tratterà di un punto A, che cioé non rende necessaria una discussione specifica. La proroga varrà fino al 31 gennaio 2016. La ratifica da parte dei ministri degli Esteri lunedì prossimo appare dunque una formalità. Le sanzioni, imposte nel luglio del 2014, colpiscono i settori della difesa, dell’energia e del sistema bancario russo, e sono la risposta della Ue all’annessione della Crimea da parte di Mosca. La risposta russa è stato l’embargo su gran parte dei prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi Ue, un divieto che secondo fonti del governo russo interpellate da Reuters sarà a sua volta esteso. L’accordo tra i governi europei dello scorso marzo prevedeva che le misure sarebbero rimaste in vigore fino a quando gli accordi di Minsk per la pace in Ucraina non fossero stati pienamente rispettati. Cosa che in effetti non è avvenuta, con Mosca e Kiev impegnate a rimbalzarsi le responsabilità. Le sanzioni europee, varate in luglio e rafforzate lo scorso settembre, vietano a banche e imprese russe di finanziarsi sul mercato dei capitali europei, limitano l’export di tecnologia europea nel settore energetico e colpiscono specifiche società e individui. Tra le società più colpite figurano in particolare Gazpromneft, Transneft e Rosneft, tutte attive nel settore petrolifero. Le sanzioni, e le ritorsioni russe, hanno pesato non poco sull’interscambio tra Italia e Russia. Il 2014 ha coinciso con la prima vera battuta d'arresto dai tempi della crisi del 2008-2009. Le esportazioni italiane sono infatti scese dell'11,6% a quota 9,5 miliardi e quelle russe hanno perso il 20% a quota 16 miliardi. E non è finita: a giudicare dall'andamento dei primi mesi del 2015, la tendenza al ribasso si sta accentuando. E nei primi tre mesi il made in Italy ha accusato una flessione del 30 per cento. «Stiamo parlando di un rischio di perdite di esportazioni totali di circa 3 miliardi di euro su un totale di esportazioni di beni italiani nel mondo di 400 miliardi» ha detto il viceministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, a margine dell'Assemblea Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi), che si è tenuta a Palazzo Italia all’Expo. «Dobbiamo riorientare il focus verso gli Stati Uniti che possono controbilanciare quello che perdiamo in Russia», ha aggiunto Calenda.----------
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-17/l-europa-estende-altri-sei-mesi-sanzioni-russia-151908.shtml?uuid=ACu5cEC

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