lunedì 23 febbraio 2015

di Piotr - Ucraina: a chi conviene la catastrofe?


Eravamo sicuri di qualche provocazione per minare gli accordi Minsk 2. Ed ecco a Kharkov una bomba su un corteo di 500 persone in marcia per l'unità dell'Ucraina. 
di Piotr.

1. Eravamo sicuri che ci sarebbe stata qualche provocazione per minare gli accordi Minsk 2.
In termini più generali la nostra convinzione era che forze interne al campo formato da estremisti ucraini, dalla Nato e dagli Usa, avrebbero riavviato la guerra alla fine dell'inverno, dopo la riorganizzazione e il riarmo con materiale Usa delle forze armate ucraine, UAF, e dei battaglioni punitivi nazisti, provati dalla cocente sconfitta di Debaltsevo. Pensavamo in primo luogo ad una ripetizione delle provocazioni da parte ucraina che ruppero gli accordi precedenti e portarono al contrattacco delle forze armate della Novorussia, NAF, alla loro conquista dell'aeroporto di Donetsk e alla chiusura della sacca di Debaltsevo. Invece le cose stanno precipitando prima e in modo diverso.
La notizia è questa. Ieri, 22 febbraio, a Kharkov una bomba è scoppiata al passaggio di un corteo di 500 persone che marciavano a sostegno dell'unità dell'Ucraina. Si parla di tre morti e cinque feriti.
Per capire la logica di questa gravissima provocazione dobbiamo spendere ancora due parole sull'ormai famosa sacca o calderone di Debaltsevo, specialmente sulle sue premesse e sulle sue conseguenze politiche e militari.
Può sorprendere che negli accordi di Minsk 2 non si sia fatto cenno alla situazione attorno a questa cittadina. In realtà non se ne poteva fare alcun cenno. Infatti in base agli accordi precedenti, Debaltsevo, che è un nodo stradale e ferroviario piazzato tra le autoproclamate Repubblica Popolare di Lugansk e Repubblica Popolare di Donetsk, era "terra di nessuno", non essendo compresa nella "linea di contatto". Debaltsevo fu invece occupata dalla UAF in violazione degli accordi. In qualche modo il presidente ucraino Poroshemko aveva quindi ragione a Minsk nell'insistere che quest'area era una "testa di ponte" della UAF. Una testa di ponte che però non avrebbe dovuto esserci in base agli accordi allora vigenti. Quindi la sua affermazione era di fatto un'autoaccusa dovuta alla disperazione..... La disperazione era dovuta al fatto che la controffensiva della NAF a quella violazione aveva trasformato quella testa di ponte in una micidiale sacca che imprigionava migliaia di soldati ucraini. Durante gli accordi di Minsk 2, che sono stati firmati il 12 di febbraio, di fronte al rifiuto di Poroshenko di riconoscere la sconfitta e permettere ai soldati intrappolati di arrendersi, non solo si convenne di non menzionare Debaltsevo nella definizione dello status quo, pur essendo la situazione più critica, ma la Germania e la Francia accettarono persino di far scattare il cessate il fuoco alla mezzanotte del 14, permettendo così alle forze della NAF di consolidare definitivamente la sacca e iniziare la sua penetrazione. E Poroshenko dovette accettare, condannando a morte centinaia di suoi soldati per salvare il suo già minuscolo prestigio.
Perché questa "concessione" da parte di Merkel e Hollande? Difficile dirlo. Forse davanti a una situazione ormai disperata hanno ottenuto in cambio il salvacondotto dei combattenti provenienti dai paesi Nato, che si dice fossero prigionieri nella sacca in gran numero (fonti della NAF parlavano di circa 800 persone, ma finora non se ne sa ancora nulla, semmai si saprà). O forse semplicemente perché Putin non ha lasciato loro altra scelta (oppure la NAF e/o la prevedibile reazione degli ultrà nazionalisti russi non ha lasciato a Putin stesso altra scelta che pretendere altri tre giorni di vittoriose operazioni militari). O forse perché Merkel e Hollande speravano che Kiev dopo quella sconfitta avrebbe rinunciato a una nuova offensiva, come quella che aveva tentato e perso nei mesi precedenti, e avrebbe al suo posto avviato la nuova tornata di negoziati che l'accordo di Minsk 2 implicitamente prevede, leggi "federalizzazione dell'Ucraina". Infine, tutti questi ingredienti si possono essere mischiati in varia misura.

2. Ma la situazione in Ucraina si è ormai incancrenita. Poroshenko sa benissimo che l'unica soluzione è la federalizzazione. Ma ha paura dell'hard power statunitense e dei battaglioni nazisti ad esso collegati e che comprendono decine di migliaia di uomini. La sola ipotesi di scioglimento di questi battaglioni, premessa indispensabile per la pace e la stabilizzazione della situazione, ha portato all'assalto del Ministero della Difesa da parte dei volontari nazisti alla fine di gennaio. Oggi, dopo Minsk 2 e la presa definitiva di Debaltsevo, si parla insistentemente di una nuova Maidan, questa volta nemmeno più un'Euromaidan ma esplicitamente una Nazimaidan per rovesciare il governo uscito dalle recenti elezioni. Il governo sta quindi tentando di inglobare i 20.000 uomini di Settore Destro nell'Esercito stesso, ma è dubbio che ci possa riuscire. Il comandante dell'esercito, generaleViktor Muzhenko, è pesantemente sotto accusa da tempo. Agli ultrà nazionalisti (e agli Usa) non sono mai andate giù le sue dichiarazioni che escludevano la presenza di truppe russe in territorio ucraino e di aerei russi nei cieli del martoriato Paese. In più, la "ritirata ordinata" da Debaltsevo, come ancora oggi pretende Poroshenko, è stata nella realtà una rotta catastrofica, con migliaia di soldati uccisi, centinaia di prigionieri e una quantità inimmaginabile di materiale bellico catturato, tra cui artiglieria pesante e decine di carri armati. Come se non bastasse, adesso la NAF può rischiarare il personale fino ad oggi impiegato nella conquista della sacca, personale oltretutto con un morale altissimo.

3. Passiamo ora a un tentativo di analisi politica.
La tenuta del governo di Kiev è ormai estremamente precaria. La vita stessa di Poroshenko è in pericolo. Forse anche quella del generaleMuzhenko. Aver cercato di tenere il piede in due staffe subendo però gli ordini di Washington (o di alcuni ambienti politici di Washington) ha portato, come prevedibile, a una situazione senza sbocco. D'altra parte Poroshenko è a capo dell'Ucraina solo in virtù di Victoria Nuland, del senatore McCain e dei guastatori di piazza nazisti. La prima cosa che avrebbe dovuto fare una volta installatosi alla Presidenza, sarebbe stata quella di sbarazzarsi di questi ultimi. Ma come fare? Il rischio era una guerra tra Esercito e battaglioni nazisti, che sono rappresentati in parlamento, sono sostenuti e finanziati da differenti oligarchi con connessioni internazionali (il principale è l'ucraino-cipriota-israelianoIhor Kolomoyskyi) e soprattutto sono collegati ad ambienti Usa e Nato. Insomma, Euromaidan ha dato un frutto nato marcio. Si potrebbe anche dire che la posizione biforcuta di Poroshenko riflette fedelmente la strategia biforcuta di Obama. Un dilemma che porta solo alla catastrofe.

4. Vediamo ora a chi non conviene la catastrofe.
La risposta è semplice ed evidente: non conviene assolutamente alla Russia. Putin ha cercato in tutti i modi di non coinvolgere il suo Paese e di frenare le spinte più nazionaliste dei russofoni ucraini e dei Russi stessi. La "concessione" di tre giorni fatta da Merkel e Hollande per finire il calderone di Debaltsevo è anche una "concessione" fatta da Putin alla NAF in cambio di una stabilizzazione del fronte e di un congelamento delle azioni belliche in vista di un secondo round di negoziati. Non è un caso che la NAF stia diligentemente ottemperando all'allontanamento dell'artiglieria pesante dalla linea di contatto, così come previsto da Minsk 2. Putin ha fatto chiaramente sapere ai Novorussi che non vuole ostacoli alla pace. La situazione da lui preferita è un'Ucraina unita, federale e neutrale. Poco gli importa che entri nell'area d'influenza economica della UE. Anzi, potrebbe fare da ponte per rinnovare i rapporti tra la UE e la Federazione Russa stessa.
La catastrofe non conviene nemmeno all'Europa. Questo per certi versi vuol dir poco, perché nemmeno la finanza speculativa e usuraia conviene all'economia e alla società, eppure oggi la fa da padrona. Ad ogni modo da alcuni giorni importanti giornali tedeschi come Der Spiegel e Bild stanno attaccando Victoria Nuland, rea tra le altre cose di essersi espressa in toni pesantemente sarcastici sulla missione della Merkel a Mosca. Insomma, iniziano a farle pagare il "Fuck the EU".
Contemporaneamente, a Londra la Camera dei Lord ha criticato in un suo rapporto la Gran Bretagna e la UE per "sleep-walking into this crisis". Il rapporto dichiara letteralmente: "La percezione russa della minaccia che la NATO rappresenta per la sua sicurezza deve essere riconosciuta, e anche contestata in discussioni sulla sicurezza europea" e dopo le critiche di rito a Putin afferma che "alla luce dei progressi del cessate il fuoco in Ucraina orientale si deve valutare la revoca delle sanzioni". Il contrario di ciò che ha fatto la UE.
Infine su Le Figaro l'analista  Eric Zemmour ha dichiarato dopo i recenti accordi di Minsk: "Ora che finalmente [Francia e Germania] hanno coordinato le proprie posizioni  riguardo le relazioni con Mosca, non devono fermarsi a metà strada ma muoversi nella direzione di un'alleanza tripartita con la Russia".
Insomma, in Europa il monotono suono dei tamburi di guerra incomincia a essere interrotto. Cresceranno queste interruzioni? E nel frattempo l'Italia dorme? Altro che sleep-walking into this crisis!

5. A chi conviene la catastrofe?
Teoricamente a nessuno sano di mente. Ma questo non vuol dire che non vi siano forze che per particolari motivi e particolari meccanismi non portino in quella direzione.
È ad esempio la direzione degli ultrà nazionalisti e dei nazisti ucraini. In un'Ucraina pacificata, federale e neutrale non avrebbero più alcun ruolo. Le mire loro - e di chi li finanzia - sulla ricca Novorussia svanirebbero e il loro apparato ideologico-mitologico sarebbe sconfitto relegandoli alla totale irrilevanza. Avrebbero fatto Euromaidan per nulla e migliaia di soldati ucraini sarebbero morti per nulla. Anzi, per perdere definitivamente la Crimea e concedere alla Novorussia un'autonomia che prima di Euromaidan non aveva. Non sarebbe una novità, dato che i reazionari sollevano sempre un pesante macigno per farselo cadere sui piedi. Ma proprio nella speranza di evitare questo tragico autogol potrebbe scattare la coazione a ripetere. Come un drogato che va in overdose nel tentativo di non star male per l'astinenza. Ed è quello che si accingono a fare. Settore Destro, forte, armato e rappresentato alla Rada, ha già detto ufficialmente che non riconosce gli accordi di Minsk. Dichiarazione che sposta sui fascisti ucraini il sospetto per la provocazione di Kharkov di ieri.
La catastrofe è anche la direzione che potrebbe prendere Washington. Euromaidan dopotutto è una loro invenzione. Il rischio di averlo fatto per nulla è ben presente anche agli strateghi americani, non solo ai nazisti ucraini. Anche loro potrebbero quindi decidere che piuttosto che patire una crisi d'astinenza sia meglio rischiare un'overdose. Overdose significa escalationEscalation significa che l'aiuto finora coperto fornito dagli Usa e dalla Nato a Kiev e da Mosca alla Novorussia diventerà esplicito, una guerra aperta e totale a spese dell'Ucraina e degli Ucraini, anche se probabilmente Nato e Russia non si confronteranno direttamente. Una specie di guerra del Vietnam senza intervento diretto americano. Nel bel mezzo dell'Europa. Ma gli Italiani sonnecchiano.
Ogni esperto di cose militari sa che a parte un drammatico aumento del numero dei morti, militari e civili, la situazione sul campo non cambierebbe. La speranza di Washington è che costi troppo alla Russia. A quel punto la speranza della pur riluttante Russia sarà che costi troppo a Kiev e alla UE, così che si ribellino agli ordini di Washington.

6. Quanto è probabile questo scenario? Gli Usa hanno fatto abbondantemente capire che non intendono farsi frenare da nessuno scrupolo per mantenere con le unghie e coi denti la loro traballante egemonia planetaria. Siano essi scrupoli riguardanti mezzo milione di bambini iracheni morti solo per l'embargo che seguì la Guerra del Golfo, o riguardanti le migliaia di civili ammazzati dai droni americani, o le miglia di civili morti in Libia e in Siria, o siano essi scrupoli riguardanti l'impiego di fanatici nazisti e di tagliagole islamisti.
I maggiori problemi per gli Stati Uniti oggi sono due. Da una parte indebolire la Russia, dall'altra mantenere il Dollaro come moneta imperiale. Sono problemi connessi. Solo così si potrà ricattare la Cina e di conseguenza tutto il resto del mondo.
Il primo problema ne presenta uno collegato: rescindere i legami tra Europa a Russia. È il motivo per cui a Kiev abbiamo nazisti e un potere politico isterico e confuso. A sua volta, il secondo problema è legato a quello di mantenere il controllo geopolitico del commercio dei combustibili fossili. Ecco perché abbiamo l'ISIS in Medioriente e in Nord Africa (da dove, tra l'altro, tiene sotto scacco anche la riottosa Europa). Col classico problema che sono truppe che agiscono con proprie logiche e che queste logiche possono generare caos di ritorno, anche perché, come nel caso dell'ISIS, possono essere sfruttate da più attori e allearsi con più attori, Turchia, Qatar, Arabia Saudita, oltre che Stati Uniti.
Hitler usò le SS per sbarazzarsi delle SA nella notte dei Lunghi Coltelli. Cosa succederà in questo caso? Fino a quando le novelle SA serviranno ancora? A chi servono in specifico? Obama ha un piano B per l'Ucraina e un piano C per il Medio Oriente e il Nord Africa? Fino a che punto può neutralizzare o ha voglia di neutralizzare le Clinton, i McCain, i Petraeus, le Nuland, insomma l'hard power?
È un incosciente o cercherà di non passare alla Storia come il premio Nobel per la Pace che ha scatenato una guerra mondiale?



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