giovedì 26 febbraio 2015

dott.ssa Nadia Marabese - LA TIMIDEZZA: PENSIERI IN LIBERTÀ E RIFLESSIONI DALL’ESPERIENZA

LA TIMIDEZZA: PENSIERI IN LIBERTÀ E RIFLESSIONI DALL’ESPERIENZA

by Nadia Marabese
Essere timido è un problema? La timidezza è associata all’ansia? Deve essere curata? Oppure può essere ascoltata per darle voce e per valorizzarla? E affrontata per evitare implicazioni che possano provocare sofferenza?
Oggi le occasioni di socializzazione sono molto anticipate, i bambini si separano precocemente dal rapporto semi esclusivo con la madre e frequentano la scuola materna, ma anche l’asilo nido: a 3 anni si è immersi in piccole società di bambini, sempre gestite dagli adulti, cosa che ovviamente ha senso in età infantile, ma che tende a protrarsi anche successivamente impedendo di fatto ai ragazzini di stare nel gruppo dei soli coetanei.
Non si va più a scuola insieme agli amichetti, ma si viene accompagnati in auto fino al cancello e se si va ai giardinetti o in cortile ci sarà sempre qualche adulto che controlla. Stare nel gruppo dei pari con la presenza dell’adulto diventa una costante, ma questo apre ad altre riflessioni.
Come si muove il bambino timido in quest’ambiente? Quello dell’eccessiva timidezza è un problema molto diffuso, buona parte dei bambini possiede questa caratteristica: è un bambino tendenzialmente silenzioso, che ha difficoltà ad avviare un’interazione sociale, ma che la desidera; che diventa rosso quando è chiamato a stare al centro dell’attenzione e tende a evitare tali situazioni. A volte gioca da solo, osservando gli altri, ma senza sapere come fare per interagire. Il bimbo timido non è per nulla disinteressato alle relazioni, è che non sa come si fa a costruirle e a mantenerle.

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