lunedì 15 dicembre 2014

Erdogan replica all'Ue: "Si faccia gli affari suoi". Sanzioni alla Turkia in vista? Giornalisti in arresto.

Dopo le retate di ieri, il presidente ha criticato le parole di condanna di Bruxelles. Mogherini: "Parole che mi stupiscono". Al presidente della Repubblica turca non sono piaciute le parole con cui l'Unione Europea ha espresso la sua posizione sull'arresto di giornalisti e personalità critiche nei confronti del suo governo. Retate di polizia in tutto il Paese hanno messo ieri in manette anche personalità di spicco, come Ekrem Dumanlı, direttore del quotidiano d'opposizione Zaman. Un'operazione che il capo della diplomazia dell'Ue, Federica Mogherini e il Commissario per l'allargamento, Johannes Hahn, hanno definito "incompatibile con la libertà di stampa, che è un principio chiave della democrazia".
Martedì si terra il Consiglio sulle politiche di allargamento, che riguardano anche la Turchia. E quanto accaduto ieri, hanno detto Mogherini e Hahn, "è contrario ai valori e agli standard europei di cui la Turchia aspira ad essere parte".
Parole che il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, non ha apprezzato. L'Unione Europea"si occupi dei fatti propri", ha risposto, e "non interferisca con le misure intraprese e con lo stato di diritto contro elementi che minacciano la nostra sicurezza". Un'ulteriore risposta dall'Ue è arrivata in serata, quandoFederica Mogherini ha detto di essere stupita dalle parole di Erdogan, soprattutto alla luce di una discussione "molto costruttiva" con lui e molti dei suoi ministri avvenuta la scorsa settimana.
Tre delle 27 persone arrestate ieri sono state rilasciate oggi dalla procura. Si tratta di Elif Yilmaz, Ebru Senvardar e Naci Celik Berksoy, dipendenti della televisione Samanyolu, legata a Fethullah Gülen. Gli altri ventiquattro sono sotto interrogatorio alla Direzione generale di sicurezza di Ankara.

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