PS: "C'è - spiega il viceministro dell'Economia
- un'ambiguità che va sciolta. Vedo un atteggiamento che non è utile al
Pd, al governo e all'Italia".
umberto marabese
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- "Le mie dimissioni sono un
sacrificio per un'assunzione collettiva di responsabilità". A dirlo è il
viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, parlando a Mix24 su Radio
24. "C'è - spiega - un'ambiguità che va sciolta. Vedo un atteggiamento
che non è utile al Pd, al governo e all'Italia". I renziani, sostiene
poi Fassina, "sono in difficoltà. Ma io non sono il capo
dell'opposizione interna, ho solo posto un problema di rapporto tra Pd e
governo".
"Certamente non andrò a casa, continuerò a dare il mio contributo dalla
Camera, e lavorerò per una rifondazione culturale e politica del Partito
democratico, perché credo che ce ne sia bisogno", ha quindi spiegato
Fassina.
Quanto al nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi, il viceministro dimissionario aggiunge: "Renzi giustamente e doverosamente chiede una svolta, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l'hanno votato al congresso: si spenda anche con alcuni uomini e alcune donne e per dare coerenza ai propri obiettivi". Tuttavia nell'immediato futuro Fassina vede "una difficoltà ad andare alle elezioni senza una legge elettorale votata dal Parlamento. Un governo Renzi subito mi pare complicato, dal punto di vista del quadro parlamentare".
Quanto al nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi, il viceministro dimissionario aggiunge: "Renzi giustamente e doverosamente chiede una svolta, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l'hanno votato al congresso: si spenda anche con alcuni uomini e alcune donne e per dare coerenza ai propri obiettivi". Tuttavia nell'immediato futuro Fassina vede "una difficoltà ad andare alle elezioni senza una legge elettorale votata dal Parlamento. Un governo Renzi subito mi pare complicato, dal punto di vista del quadro parlamentare".
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