E' di oggi [ndr: 28 ottobre] la notizia dell'accordo tra Ministero dell'Istruzione e McDonald's sulla possibilità per gli studenti italiani di svolgere il periodo di alternanza scuola-lavoro all'interno delle filiali del colosso americano della ristorazione veloce. Una scelta che rende bene l'idea di come è concepito nelle menti del MIUR il percorso formativo, ovvero un periodo di preparazione alla precarietà e allo sfruttamento che attenderanno lo studente appena uscito dai banchi, da effettuarsi con turni all'interno di una delle aziende da sempre più associata a lavoro sgradito e da evitare per quanto possibile.
Ma non solo McDonald's: tra i "campioni dell'alternanza" come li definisce lo stesso MIUR, ci sono imprese come Fiat, multinazionali come Eni, marchi di abbigliamento come Zara, banche come Intesa San Paolo. Il piano della Giannini sembra quindi un bel regalo a queste aziende, che potranno - venendo pure ringraziate dal ministero! - sfruttare liberamente un po' di manodopera sottopagata e procedere, magari, a ristrutturazioni della propria forza-lavoro a partire dal ricatto della possibile sostituzione con eventuali studenti meritevoli.
L'alternanza scuola-lavoro si configura come ulteriore strumento di disciplinamento della scuola della Giannini: una scuola dove già i test Invalsi costruiscono un'abitudine ad una valutazione puramente quantitativa delle conoscenze, dove divieti di ogni tipo all'interno delle scuole mettono in riga le vite degli studenti e delle studentesse, dove in tutti di modi è contestata e sabotata la possibilità di esprimere dissenso senza essere sottoposti a vendette da parte dei presidi-manager che gestiscono gli istituti....





