umberto marabese
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di Paolo Bartolini - Megachip.
Leggo queste parole del presidente del Consiglio:
«Penso che il novanta per cento del nostro lavoro e dell'efficacia del
nostro lavoro, se ci riusciremo è legato alle scelte europee». E poi:
«...o è l'Europa nel suo complesso che riesce a farsi accettare non come matrigna ma come madre affettuosa,
che aiuta e riesce a mettere in campo iniziative concrete viste dai
cittadini come un sostegno o viene a cadere tutto quello che abbiamo
costruito in questi anni».
Mi
domando, dinnanzi a queste parole illuminanti del nipote di Gianni
Letta, se basti oggi l'intuizione di Guy Debord - secondo cui «il vero è
ormai diventato un momento del falso» (cito a memoria) - per
comprendere il livello di ipocrisia a cui è giunta la classe dirigente
del nostro Paese. In poche righe Letta ammette che il 90% delle
politiche nazionali viene ormai decisa unilateralmente dall'Unione
Europea e dalle sue istituzioni antidemocratiche (voi avete mai eletto
qualcuno di questi signori che decidono della vita di milioni di
europei?), e successivamente si raccomanda che l'UE sia mamma amorevole e
nutrice fidata per tutti noi.
Ma
questo inciucio vergognoso tra PD e PDL, avviato con l'alto patrocinio
della Presidenza della Repubblica, non serve forse a mantenerci con la
forza dentro i parametri di un'Europa asservita alla finanza?
Non si è salvato il soldato Berlusconi pur di garantire una fedeltà assoluta alla matrigna?
Bisognerebbe
spiegare a lorsignori che non di una mamma abbiamo bisogno, perché non
siamo più bambini, ma di una rappresentanza politica capace di dire la
verità, o quantomeno di riconoscere la brutale realtà, che a mio avviso è
la seguente: se non si modificano i trattati e non cambia la struttura
dell'UE siamo destinati tutti all'impoverimento e alla disgregazione
sociale. E non c'è mamma che tenga.-----
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74359&typeb=0&Letta-e-l-Europa-viva-la-mamma
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